L'hardware di Bluestacks 28

Abbiamo testato le periferiche acquistabili con i punti Bluestacks.

SPECIALE di Marco Perri —   17/11/2018

Ormai è passato un po' di tempo dalla prima volta che abbiamo letto di BlueStacks. L'azienda americana esiste dal 2009 ma il primo, vero lancio è stato nel 2014, dopo l'ingresso nel board di investitori di partner molto importanti. Oggi la startup si è evoluta ed è diventata un bel colosso globale, fa partnership con multinazionali, ha sedi in vari paesi e la consapevolezza del pubblico nei confronti del brand è cresciuta. Alla luce di un prodotto effettivamente valido, noi stessi abbiamo iniziato a utilizzarlo, cominciando così un dialogo di scambio di opinioni e consigli per fare breccia nel cuore dei giocatori. Oggi vogliamo scrivere di un pacchetto di periferiche brandizzate Bluestacks dedicato a chi usa il servizio e quindi utilizza il PC per giocare prodotti mobile. Grazie all'arrivo su mobile dei maggiori fenomeni esports del momento, l'azienda vuole inserirsi in un contesto scaltro: ammiccare ai giocatori mobile, sì, ma anche e soprattutto a tutti quei personaggi che su quei titoli ci passano le ore vere e sfruttano il ponte del gioco preferito su cellulare disponibile anche su PC, magari con attrezzatura acquistabile proprio tramite Bluestacks e i punti collegati al servizio. Questo è un po' il nocciolo di questo speciale: ci siamo fatti mandare dall'azienda un kit di periferiche per testare effettivamente l'offerta hardware. Le spiegazioni sul sito non sono molte, in effetti, lo potete vedere da soli. A corredo del pacchetto abbiamo un mouse, una tastiera, un mouse pad e un paio di cuffie, tutto rigorosamente da gaming. In generale, la qualità è piuttosto buona, talvolta anche sopra le aspettative. Il concetto di base è particolarmente semplice e ormai pane per chi gioca oggi su PC: accedere al programma, scaricare e lanciare giochi tramite Bluestacks fa guadagnare punti convertibili in materiale digitale o fisico. Ci interessa la seconda: detto che a tutto si arriva pagando normalmente, l'idea di potersi rifare un po' di componenti semplicemente utilizzando il programma è un elemento simpatico. Abbiamo quindi passato un po' di tempo con le periferiche riscattabili.

Come ottenerli

L'unico modo per acquistare i prodotti è farlo attraverso BlueStacks in quanto serie ispirata ai fan del servizio. Il percorso è semplice: si scarica BlueStacks, si clicca su "Level" in basso per entrare nel BlueStacks World e poi si clicca su "Store". 10.000 punti equivalgono a 10 dollari ed è possibile acquistare sia con punti che con denaro. Si va dal mouse (50.000 punti +19.99 dollari o 24.99 dollari) al mousepad (mouse pad 150.000 punti), per poi proseguire con la tastiera (100.000 punti + 29.99 dollari o 39.99 dollari) chiudendo con le cuffie (250.000 punti + 19.99 dollari o 44.99 dollari").

Sulla destra

Cominciamo dalla parte destra: abbiamo srotolato il mousepad e collegato il mouse da gaming, notando su entrambi la brandizzazione del logo ufficiale del produttore. La prima sensazione è buona sia per solidità che per competenza costruttiva: con una dimensione di 350x270mm, il mousepad è una soluzione di buona qualità nella fascia media: la cucitura dei bordi è idonea alle necessità, la superficie ha una trama in poliestere intrecciata in grado di risultare liscia e una base di gomma che - seppur ovviamente non come altre soluzioni sul mercato - riesce a garantire una buona presa del piano. Il movimento del mouse è estremamente fluido, il pad è resistente all'acqua e facilmente ripiegabile, il logo sulla parte destra è evidente ma non disturba. E' il mouse uno dei pezzi forti del kit: con un design ergonomico e uno stile misurato ma non pacchiano, la linea disegnata da Bluestacks è molto solida in mano ed è adatta sia per destrorsi che mancini. Corsie dell'indice, posizionamento dei tasti di skip e di DPI, 8 bottoni programmabili, 5.000.000 di click promessi e luci LED integrate - che cambiano in base al prodotto Bluestacks in uso - creano un prodotto veramente sopra alle aspettative. Nonostante il chip sia un non proprio recentissimo AVAGO A5050, la possibilità di arrivare a 2800 DPI restituisce buona responsività. Abbiamo fatto delle sessioni ludiche delle più variegate - più a giochi PC vecchio stampo che non fenomeni globali di richiamo attuale - e l'esperienza è soddisfacente, la corposità e robustezza del prodotto ci hanno stupiti, la trasmissione di componentistiche di plastica presente solo sui bottoni dei DPI.

Tasti marroni

Sulla tastiera il produttore non dice granché. Il prodotto è una tastiera meccanica con alcuni crismi di fascia media: abbiamo l'illuminazione RGB programmabile, keymapping, attuatori Cherry Brown. In realtà l'elemento Cherry lo aggiungiamo noi sulla base dell'esperienza: troviamo un'attuazione non clicky, in grado di resistere ad almeno 50 milioni di battute (Bluestacks ne dichiara 60 milioni), con una forza richiesta in linea con le tastiere da 45 grammi, non clicky. Lo sforzo di Bluestacks per posizionarla a livello concettuale in una fascia media è riuscito, seppur la comunicazione di packaging non aiuta; l'esperienza pratica, però, è buona e soddisfacente, a patto di avere aspettative sul prodotto adeguate; diciamo che è un buon accessorio da affiancare al kit, ecco. Discorso a parte meritano invece le cuffie: stavolta torniamo di livelli consoni all'obolo richiesto.

Qualità audio più che buona, microfono integrato, comode anche per sessioni prolungate, padiglioni in pelle, funzionalità LED statica sul logo. La somma delle parti del fronte audio del kit Bluestacks ci ha soddisfatto: abbiamo testato output e input, gli alti e i bassi creano una pasta sonora dove ogni fronte è piuttosto indipendente e assimilabile con dignità. Non siamo di fronte a geometrie da cuffie di livello superiore ma ancora una volta Bluestacks, per quanto chiede, poteva offrire di meno: nonostante arco e struttura siano in plastica dura, non abbiamo percepito sensazioni di particolare debolezza costruttiva.