L'estate è sempre stata una stagione particolarmente legata al mistero. I libri gialli sono tra le letture più gettonate sotto l'ombrellone, compagni ideali per trascorrere le giornate in spiaggia cercando di scoprire l'identità dell'assassino prima che lo faccia il detective di turno. Ma il genere negli ultimi anni è tornato particolarmente in auge anche al cinema, dove, accanto a nuove trasposizioni delle opere di autori classici come Agatha Christie, sono arrivati anche film che, pur proponendo vicende completamente originali, si ispirano apertamente alla tradizione del giallo, come la serie di Knives Out.
Ovviamente questo importante genere narrativo ha anche la sua controparte videoludica, che si è evoluta toccando diversi generi, dalle avventure punta e clicca agli action adventure e alle visual novel, al fine di trovare il metodo migliore per trasporre questo tipo di vicende. Tra i titoli più interessanti che hanno provato a ricreare le atmosfere dei gialli in videogioco troviamo ad esempio L.A. Noire di Rockstar e la serie di Sherlock Holmes di Frogwares, senza contare diversi avvincenti indie che hanno saputo distinguersi, come Return of the Obra Dinn o The Séance of Blake Manor.
Questi titoli trasformano in videogioco la tradizione letteraria del giallo occidentale, riuscendo a sfruttare al meglio l'elemento interattivo del medium per far sentire il giocatore un vero investigatore, pronto a risolvere i vari misteri e delitti che si ritroverà di fronte. D'altronde, il giallo è uno dei generi più interattivi anche in letteratura, dove spesso gli autori disseminano le proprie pagine di indizi nascosti per coinvolgere il lettore e spingerlo a indovinare chi sia l'assassino prima che il libro finisca. Un elemento perfetto da traslare in formato interattivo all'interno di un videogioco.
Tra i videogiochi investigativi esiste poi un filone che ha preso le regole classiche del giallo e le ha completamente stravolte, dando vita a narrazioni sopra le righe accompagnate da meccaniche di gameplay uniche. È quello nato nel Paese del Sol Levante, dove titoli come Phoenix Wright, Danganronpa e la saga del Professor Layton hanno saputo reinventare il modo di vivere un'indagine attraverso un videogioco.
Questi titoli, spesso molto sottovalutati, si distinguono nella maggior parte dei casi per una scrittura incredibilmente curata e per personaggi memorabili, ma finiscono purtroppo per scoraggiare molti giocatori, probabilmente a causa della grande mole di testo. Eppure basta andare oltre questo scoglio per vivere alcune delle esperienze più avvincenti mai proposte nel genere investigativo, spesso accompagnate da meccaniche di gameplay originali, pensate appositamente per rendere il giocatore più partecipe alla risoluzione del mistero, senza limitarsi alle sole opzioni di scelta multipla nei dialoghi. Scopriamo dunque quali sono i più importanti videogiochi giapponesi appartenenti a questa categoria.
Phoenix Wright: Ace Attorney
Tra i videogiochi investigativi, la saga creata da Capcom è senza dubbio la più famosa e importante, talmente tanto da aver influenzato nel corso del tempo, con la sua narrazione e le sue meccaniche particolari, molti altri titoli di questo genere, sia in Giappone che in Occidente. Phoenix Wright: Ace Attorney nacque nel 2000, quando Shinji Mikami permise al giovane Shu Takumi di creare qualsiasi gioco desiderasse, a patto che riuscisse a realizzarlo in sei mesi. Da sempre appassionato di misteri, Takumi creò, con un minuscolo team di sole sette persone, Gyakuten Saiban, che in Occidente sarebbe diventato Phoenix Wright: Ace Attorney.
Il titolo arrivò dapprima su Game Boy Advance, ma il vero successo, anche all'estero, arrivò con le riedizioni dei primi capitoli su Nintendo DS. Oggi la saga conta sei capitoli principali e due serie spin-off: Ace Attorney Investigations e The Great Ace Attorney. Il protagonista della saga, appunto Phoenix Wright, è diventato talmente iconico da essere apparso in molti altri giochi, diventando persino un combattente di Ultimate Marvel vs. Capcom 3.
Il successo della saga è dovuto a una combinazione di fattori: una narrazione avvincente e ricca di colpi di scena molto riusciti, personaggi eccentrici e pieni di umorismo e un gameplay che, partendo dalle visual novel e dalle avventure punta e clicca, introduce degli elementi unici quando ci si trova ad affrontare i vari processi. Il giocatore deve infatti smontare le testimonianze dei diversi sospettati, cercando falle logiche nei loro discorsi o presentando prove schiaccianti, spesso con sequenze davvero piene di tensione.
L'"Objection!" di Phoenix Wright è diventato ormai un tormentone entrato nella storia non soltanto dei videogiochi, ma anche di Internet in generale, essendo stato utilizzato come meme e diventando riconoscibile persino a chi non ha mai giocato a questi titoli. Una dimostrazione dell'enorme impatto culturale raggiunto dalla saga di Capcom, capace di trasformare una semplice esclamazione da aula di tribunale in una delle frasi più iconiche del medium.
Professor Layton
L'epoca del Nintendo DS fu un periodo pieno di grandi titoli investigativi e, oltre al successo di Phoenix Wright, arrivò anche quello della serie dedicata a un altro importante personaggio videoludico: il Professor Layton. Akihiro Hino creò la saga per Level-5, ispirandosi proprio a Phoenix Wright, con cui poi riuscì persino a creare un titolo crossover chiamato Professor Layton vs. Phoenix Wright: Ace Attorney, arrivato su Nintendo 3DS nel 2012 in Giappone e nel 2014 in Occidente.
Anche in questo caso, partendo dalle basi di un'avventura punta e clicca, in cui bisogna esplorare a fondo le varie ambientazioni del gioco alla ricerca di indizi, si è arrivati a sviluppare una meccanica di gameplay unica che ha poi reso inconfondibile la saga: in questo caso si tratta degli enigmi. Ogni titolo di Professor Layton è pieno di rompicapi da risolvere, che spaziano dalla logica alla matematica, arrivando ad alcuni che sembrano usciti direttamente dalla Settimana Enigmistica.
Questa originale formula riuscì nell'intento di coinvolgere non soltanto gli appassionati di videogiochi, ma anche un pubblico più casual, che si fece catturare dalla possibilità di mettersi alla prova con i vari rompicapi, vivendo allo stesso tempo una vicenda avvincente e incontrando personaggi ben caratterizzati come Layton stesso. I capitoli principali della serie sono in totale sei, divisi in due trilogie, con alcuni titoli spin-off arrivati anche su mobile. La saga riuscì a vendere circa 18 milioni di copie, diventando una delle IP più importanti e remunerative di Level-5.
L'ultimo capitolo ufficiale, non contando gli spin-off, uscì nel 2013. Da allora non è uscito più nulla, fino a quando, alcuni anni fa, la software house giapponese non ha annunciato l'arrivo di un nuovo capitolo intitolato Professor Layton and the New World of Steam, la cui uscita non ha ancora una data precisa, ma che dovrebbe arrivare entro la fine del 2026.
Danganronpa
Dalle tinte molto più oscure rispetto ai titoli citati in precedenza, c'è Danganronpa, saga creata da Kazutaka Kodaka, che, riprendendo personaggi e stile degli anime scolastici, ha creato una serie di videogiochi che rappresentano il perfetto mix tra le classiche storie da giallo e le atmosfere dell'opera Battle Royale.
Ogni episodio vede infatti una classe di studenti delle superiori alle prese con i deliri psicopatici di un orso meccanico chiamato Monokuma, che in realtà è controllato da remoto da una persona avvolta nel mistero. Monokuma chiude l'intera classe all'interno di una struttura dalla quale non esiste via d'uscita e dà inizio a un gioco perverso in cui potrà lasciare il luogo soltanto chi riuscirà a commettere un omicidio senza farsi scoprire. Una volta compiuto il delitto, gli altri studenti dovranno indagare per scoprire chi è stato: se non riusciranno a individuarlo, il responsabile potrà uscire mentre loro verranno giustiziati; al contrario, se il criminale verrà scoperto, sarà ucciso in maniera spesso creativa dallo stesso Monokuma. La trama dei primi due capitoli, molto ben scritta, con alcuni colpi di scena davvero potenti, ha trasformato la saga in un vero e proprio fenomeno di culto, arrivando anche a generare alcune serie animate tratte dal gioco.
Anche in questo caso ci troviamo di fronte a capitoli con un gameplay particolare, che alterna fasi di dialogo quasi da visual novel a momenti di investigazione alla ricerca di indizi, con delle sessioni che ricordano quelle delle aule di giustizia di Phoenix Wright. In questo caso, però, sono presenti diversi tipi di minigiochi per riuscire a scoprire il colpevole, come ad esempio una sessione che ricorda un third person shooter, in cui bisogna sparare i corretti proiettili della verità per abbattere l'alibi del sospettato.
La saga si compone attualmente di tre capitoli principali e diversi spin-off, che presentano però gameplay molto diversi. Nel 2027 arriverà poi Danganronpa 2x2, un rifacimento completo del secondo capitolo della trilogia classica che manterrà la trama originale, affiancandole una nuova modalità alternativa con vittime e colpevoli inediti.
Famicom Detective Club
Yoshio Sakamoto è conosciuto soprattutto per il suo legame con la saga di Metroid, ma tra i tanti titoli di cui si è occupato c'è anche una storica saga investigativa chiamata Famicom Detective Club. I primi due capitoli uscirono nel 1988 e nel 1989, riscuotendo un discreto successo. Oltre trent'anni dopo, nel 2021, arrivò un remake completo sulla prima Switch, in un pacchetto che ripropose entrambi i capitoli con una grafica moderna e un gameplay fedele a quello dell'epoca, ma leggermente snellito e aggiornato ai tempi.
Sakamoto è poi tornato a occuparsi della saga nel 2024 con un nuovo capitolo inedito chiamato Emio - L'uomo che sorride, di fatto il vero e proprio terzo capitolo della serie, che riprende protagonisti e gameplay. Rispetto ai titoli già citati, la saga di Famicom Detective Club è molto più classica per quanto riguarda le sue meccaniche. Si tratta principalmente di una visual novel investigativa, dove bisognerà analizzare gli scenari e parlare con i vari personaggi, cercando di capire quali siano le domande giuste da porre o assicurandosi di aver recuperato tutti gli indizi.
Nonostante le meccaniche siano più classiche, questa trilogia brilla in particolar modo per la sua componente narrativa, che riesce a tenere incollati allo schermo i giocatori fino alla fine, grazie alla suspense generata dai vari casi affrontati in ogni capitolo e a un cast di personaggi ben caratterizzato. Non mancano poi alcuni colpi di scena davvero ben realizzati, che rendono la narrazione di ogni titolo, una volta arrivati ai titoli di coda, particolarmente appagante.
Oggi non ci sono ancora indizi riguardo a un eventuale nuovo titolo della saga, ma, visto il suo recente ritorno dopo oltre trent'anni di inattività, è probabile che in futuro possano arrivare nuovi capitoli ad arricchire questa serie investigativa esclusiva di Nintendo.
Zero Escape
Dalla mente di Kotaro Uchikoshi, visionario autore di molte visual novel, nasce una delle saghe investigative più particolari di questo genere: Zero Escape. Il primo capitolo, 999: Nine Hours, Nine Persons, Nine Doors, arrivò nel 2009 su Nintendo DS e nacque inizialmente come un progetto autoconclusivo. Uchikoshi voleva realizzare una visual novel capace di raggiungere un pubblico più ampio e decise quindi di affiancare alla componente narrativa anche alcune sezioni ispirate alle escape room, genere che apprezzava particolarmente.
La serie racconta in ogni capitolo una nuova versione del cosiddetto Nonary Game, un gioco mortale in cui nove persone vengono rapite e costrette a collaborare per riuscire a sopravvivere, cercando contemporaneamente di scoprire chi si nasconde dietro l'identità di Zero. La storia si sviluppa tra misteri, fantascienza, teorie scientifiche e numerosi colpi di scena, con i tre capitoli collegati tra loro e una narrazione che gioca spesso con il concetto di tempo e con le diverse linee temporali.
A livello di gameplay, la saga alterna quindi lunghe sezioni narrative, nelle quali bisognerà fare scelte capaci di modificare il percorso della storia, alle vere e proprie Escape Room. In queste fasi sarà necessario esplorare gli ambienti, raccogliere e combinare oggetti e soprattutto risolvere enigmi per riuscire a fuggire. I diversi percorsi portano poi a molteplici finali, fino a quello vero, che richiede di aver esplorato le varie possibilità della storia.
La serie conta tre capitoli: 999, Virtue's Last Reward e Zero Time Dilemma, pubblicati rispettivamente nel 2009, 2012 e 2016. Nonostante il poco successo iniziale dei primi due capitoli, ben presto il passaparola degli utenti permise a questi titoli di ottenere un discreto seguito, grazie agli enigmi intelligenti e a una trama contorta, ma ben scritta, così Uchikoshi fu in grado di completare la trilogia con il terzo capitolo, facendo diventare Zero Escape una delle serie investigative più interessanti all'interno del genere.
Ghost Trick: Phantom Detective
Dalla mente di Shu Takumi, autore della celebre saga di Phoenix Wright: Ace Attorney, arriva anche un'avventura investigativa decisamente particolare chiamata Ghost Trick: Phantom Detective. Pubblicato originariamente nel 2010 su Nintendo DS, il gioco riprende in parte lo stile narrativo a cui Takumi aveva abituato i giocatori, con una storia ricca di misteri e personaggi sopra le righe, riuscendo però a costruire un'identità completamente propria. Anche in questo caso non mancano una buona dose di ironia e situazioni scanzonate, che si alternano a momenti più drammatici e a una trama capace di sorprendere con alcuni ottimi colpi di scena.
Il protagonista è Sissel, un fantasma che, dopo essere stato ucciso, ha perso completamente la memoria e dovrà scoprire chi lo ha assassinato. Grazie ai suoi poteri soprannaturali, potrà interagire con gli oggetti presenti nell'ambiente e persino viaggiare attraverso le linee telefoniche, mentre, tornando indietro nel tempo, potrà modificare gli eventi che hanno portato alla morte di determinate persone, cercando di salvarle. Il gameplay si basa proprio su questa particolare meccanica, trasformando ogni scenario in una sorta di piccolo puzzle nel quale bisognerà capire quali oggetti manipolare e in quale ordine per modificare gli eventi.
Il risultato è un'avventura investigativa davvero brillante, soprattutto per il modo in cui gameplay e narrativa sono strettamente collegati. Purtroppo, a oggi esiste un solo capitolo della serie, ma nel 2023 è arrivata una versione rimasterizzata per le piattaforme moderne, con grafica e audio aggiornati. Non si tratta quindi di un remake, ma di una vera e propria remaster del gioco originale. Vista la qualità dell'avventura e il suo finale, non resta che sperare che prima o poi Takumi possa tornare a raccontare una nuova storia di Sissel e dare finalmente un seguito a Ghost Trick.
AI: The Somnium Files
Alla stessa mente della trilogia di Zero Escape appartiene anche una saga più recente chiamata AI: The Somnium Files. Questa nacque quando Kotaro Uchikoshi decise di creare una serie più futuristica e con tematiche adatte a un pubblico più ampio rispetto alla sua precedente serie videoludica; e questo progetto si trasformò proprio in AI: The Somnium Files, a cui partecipò anche il mangaka Yusuke Kozaki, che realizzò il character design dei personaggi.
L'AI che dà il titolo alla serie racchiude diversi significati, tutti centrali per quanto riguarda la trama dei giochi. AI fa infatti riferimento sia alle intelligenze artificiali che fanno da partner ai protagonisti, sia agli occhi (la parola inglese "eye" in katakana viene pronunciata proprio "ai"), che sono un elemento importante della serie, visto che le intelligenze artificiali risiedono proprio in un accessorio tecnologico a forma di occhio. Inoltre, ai in giapponese significa anche amore, che rappresenta un altro tema importante della serie.
Il protagonista del primo capitolo è Kaname Date, un detective che lavora in un reparto di polizia segreto che si avvale di una tecnologia sperimentale per le indagini. Questa tecnologia permette di entrare nel subconscio dei testimoni per indagare nei loro sogni e scoprire eventuali indizi. A livello di gameplay, il gioco è un'avventura investigativa che vede proprio queste fasi particolari, chiamate Somnium, come suo marchio di fabbrica. Ogni sogno sarà diverso e avrà regole speciali, e starà al giocatore riuscire a scoprire tutti i dettagli mentre lo esplora nei panni di Aiba, l'intelligenza artificiale che fa da assistente a Date. Ci sarà però un tempo limite di sei minuti per riuscire a scoprire ogni cosa dentro i sogni, altrimenti si rischiano danni permanenti alla mente sia di Date sia della persona nel cui subconscio si è entrati.
La narrativa si sviluppa poi attraverso diversi percorsi che propongono vari finali, fino ad arrivare al vero finale, per il quale bisognerà prima completare ogni altro percorso e scoprire finalmente tutti i dettagli della vicenda. Senza dubbio, la componente narrativa dei vari capitoli di AI: The Somnium Files è il punto forte della saga, che riesce a stupire con colpi di scena davvero ben congegnati e a conquistare con i suoi personaggi. Date, ad esempio, è un personaggio stupendo, specialmente per la sua ironia, ma anche i vari comprimari non sono da meno.
La saga conta al momento due capitoli principali e un terzo titolo, chiamato No Sleep for Kaname Date, uscito lo scorso anno, che è più una sorta di spin-off in cui alle meccaniche del Somnium e dell'investigazione vengono aggiunte anche sequenze più vicine alle Escape Room che ricordano un po' quelle di Zero Escape.
Paranormasight
Un altro interessante approccio al genere investigativo è quello della recente serie di Square Enix, sviluppata da Xeen, chiamata Paranormasight, il cui primo capitolo è uscito nel 2023, seguito poi da un secondo arrivato proprio pochi mesi fa (e che abbiamo recensito qualche mese fa). Entrambi i titoli sono scritti e diretti da Takanari Ishiyama, che in passato ha lavorato a molte visual novel, mentre il character design è stato realizzato da Gen Kobayashi, famoso per aver lavorato a The World Ends with You e anche ad alcuni capitoli di Final Fantasy e Kingdom Hearts.
Seppur anche in questo caso ci troviamo di fronte a titoli che hanno alla base una struttura da avventura investigativa, in cui dovremo muoverci per vari scenari alla ricerca di indizi e personaggi con cui parlare, entrambi i capitoli della saga hanno dalla loro alcuni elementi unici. Le atmosfere della serie sono più horror, in quanto la narrativa ruota sempre intorno al sovrannaturale e, in particolare, sono centrali le Curse Stone, delle particolari pietre che permettono al loro possessore di utilizzare potenti maledizioni per uccidere le persone, se vengono rispettate determinate condizioni. Ci si ritroverà quindi in alcune situazioni in cui bisognerà giocare d'astuzia per evitare che le condizioni di un antagonista vengano soddisfatte, uccidendo il nostro personaggio, e allo stesso tempo si dovrà fare in modo che l'interlocutore soddisfi le condizioni delle nostre pietre per eliminarlo.
Ogni titolo della saga è inoltre raccontato in maniera interessante, in quanto ci mette nei panni di diversi protagonisti e spesso le vicende non vengono narrate strettamente in ordine cronologico, portandoci poi a diversi finali e a cercare di capire come ottenere l'immancabile vero finale. Molto brillante è la scelta di utilizzare per alcuni enigmi l'interfaccia di gioco e i suoi menu, ad esempio trovando degli indizi in un file di salvataggio comparso dal nulla, che, se caricato, ci svelerà delle importanti informazioni.
Di esempi simili ce ne sarebbero diversi, alcuni anche più geniali, ed entrambi i capitoli hanno delle vicende davvero ben costruite, capaci di sorprendere i giocatori con ottimi colpi di scena inaspettati. Una narrativa che, una volta arrivati ai veri titoli di coda, lascerà indubbiamente soddisfatti in entrambi i casi.