Red Dead Redemption 2 - Voci dal Sottobosco 24

A distanza di otto anni, si torna a vivere nel Vecchio West di Rockstar Games: come sarà cambiato?

RUBRICA di Christian Colli   —   08/06/2018

Nonostante il suo straordinario successo internazionale, Grand Theft Auto non è universalmente considerata la più grande proprietà intellettuale di Rockstar Games. Per molti giocatori si tratta infatti di Red Dead Redemption, se non altro perché, in quel titolo, il know-how dello sviluppatore newyorchese è riuscito a plasmare un affascinante Selvaggio West in cui vivere grandi avventure tra cowboy e fuorilegge invece che tra poliziotti e spacciatori. Okay, messa così può sembrare che le due cose non siano poi tanto diverse, ma in realtà il mondo in cui è ambientato Red Dead fa tutta la differenza per chi è cresciuto a videogiochi e Spaghetti Western: l'avventura di John Marston uscita nel 2010 possiede ancora un fascino insormontabile ed è bello sapere che a fine anno Rockstar Games tornerà a raccontarci le sue avventure anche se con un protagonista completamente diverso. Gli sviluppatori di Red Dead Redemption 2 ci hanno spiegato perché.

Mi chiamo Arthur Morgan

Red Dead Redemption 2 è in realtà un prequel, infatti la storia si svolge prima di Red Dead Redemption e si incentra sulla figura di Arthur Morgan, un fuorilegge che fa parte, come John Marston, della banda di Dutch van der Linde. È il 1899 e il Selvaggio West sta lentamente cambiando aspetto: Arthur se n'è reso conto e si è rassegnato, mentre Dutch e i suoi compagni si rifiutano di accettare questa nuova prospettiva. "Arthur non rappresenta semplicemente il giocatore," ha spiegato il direttore di Rockstar North, Rob Nelson. "Arthur è il giocatore. Vi calerete nei suoi panni in questo preciso punto della sua vita mentre noi manipoliamo le vostre aspettative su quanto di lui ci sia in voi e viceversa." Chi ha giocato il precedente Red Dead Redemption dovrebbe ricordare bene quanto coinvolgente riuscisse a diventare la storia di John, soprattutto nello straordinario finale. "Per quanto ci riguarda, il nostro nuovo approccio è soltanto logico. Ci piace costruire mondi e storie in cui i giocatori possano letteralmente perdersi e per farlo dobbiamo assicurarci che siano perfettamente credibili," sostiene Nelson.

Il Far West è un mondo immaginario, nel senso che non esiste un corrispettivo tangibile nel tempo presente e, contemporaneamente, non si tratta di un mondo fantasy in cui tutto può accadere: da questo punto di vista è, insomma, fondamentale curare ogni aspetto nei minimi particolari. "Ci siamo posti come obiettivo quello di stringere i giocatori in una morsa formata da una duplice connessione: al personaggio di Arthur e al mondo in cui vive. Nessuno dei due può funzionare senza l'altro," prosegue Nelson. La storia di Red Dead Redemption 2 ha un certo livello di flessibilità: i giocatori seguono un filo conduttore, ma le loro scelte hanno conseguenze che possono cambiare la vita dei personaggi che stanno loro intorno. "Questa volta abbiamo deciso di stratificare l'esperienza attraverso la moltitudine di azioni che il giocatore può compiere," aggiunge Nelson. "Le scelte che effettuerete, il modo in cui farete risolvere i problemi a Arthur, le reazioni che avrete a certi eventi... tutto ciò influirà direttamente su Arthur, sulla sua famiglia e sulla sua banda."

Possiamo dunque aspettarci finali multipli? Sulla questione, Rockstar Games tiene la bocca cucita. Certo, le affermazioni di Nelson danno l'idea di un'esperienza estremamente personalizzabile sul piano narrativo, soprattutto perché lo sviluppatore insiste parecchio sul fattore immedesimazione. Scrivere una storia convincente non è facile, scriverne una che il giocatore può alterare in più occasioni è ovviamente ancora più complesso. "Ovviamente Red Dead Redemption 2 non è solo cinematiche e dialoghi: il gameplay è importantissimo," precisa Nelson. "Non ci siamo limitati a costruire un mondo credibile, ma lo abbiamo anche riempito di cose da fare: è nell'interazione tra il giocatore/Arthur e il West che lo circonda che Red Dead Redemption 2 esprime il suo massimo potenziale."

Otto anni fuorilegge

Sembrerebbe quindi una domanda retorica tipo: è nato prima l'uovo o la gallina? Dark Souls lo finirebbe prima Greco o Pianesani? Lo sviluppo di Red Dead Redemption 2 è cominciato con la trama o il mondo di gioco? "A dire la verità, abbiamo lavorato a entrambi contemporaneamente," ha rivelato Nelson. "Sono due elementi intimamente legati l'uno all'altro. In questo caso, soprattutto, perché il gioco è un prequel e abbiamo dovuto ricollegare gli eventi a quelli di Red Dead Revolver [il primo episodio della serie a essere uscito per PlayStation 2 e Xbox nel 2004] per far quadrare i conti. Se fosse stato un sequel, forse avremmo avuto più libertà decisionale." A questo proposito, è interessante notare che sono passati già otto anni dall'uscita di Red Dead Redemption e ben quattordici da quella del titolo capostipite, e senza remasterizzazioni che ultimamente vanno tanto di moda. Grand Theft Auto V è stato effettivamente il primo gioco di Rockstar Games per console di nuova generazione, ma in concreto era una versione rimasterizzata: Red Dead Redemption 2 è, sotto ogni punto di vista, il primo titolo Rockstar in questa generazione di console.

"Abbiamo pubblicato Grand Theft Auto V alla fine del ciclo vitale di PlayStation 3 e Xbox 360, perciò abbiamo potuto ottimizzarlo al meglio delle nostre possibilità," racconta Nelson. "Quando poi lo abbiamo convertito per le console successive, lo abbiamo migliorato molto: non ci siamo limitati a lavorare sulla grafica, ma su tante altre cose. Nel mentre analizzavamo il modo in cui abbiamo sviluppato ogni elemento del gioco, comprese le missioni e l'intelligenza artificiale, e abbiamo ragionato su come evolverle ulteriormente, implementando ogni soluzione in Red Dead Redemption 2." Quest'ultimo, tuttavia, è un titolo profondamente diverso rispetto a Grand Theft Auto V, che era ambientato in una città. Nel Far West non ci sono grattacieli a perdita d'occhio e automobili che fanno su e giù per strade e vicoli. "Il nostro obiettivo è riprodurre un mondo realistico e incontaminato," afferma Nelson.

"Abbiamo elaborato panorami splendidi e immensi, lavorando sulla maggior varietà situazionale possibile, senza temere le sfide lanciate da elementi come il fango o la neve. Vogliamo davvero che chi ha giocato Red Dead Redemption resti assolutamente a bocca aperta. L'avventura di John Marston era ambientata in una regione arida, mentre quella di Arthur si svolge in uno scenario più florido, pieno di città e boschi. Ecco in cosa ci sono tornate utili le lezioni imparate con la conversione di Grand Theft Auto V." In pratica, Rockstar Game si è allenata per anni col preciso obiettivo di rifinire un'esperienza che vuole essere evocativa e sofisticata a più livelli. Sotto il profilo narrativo, Red Dead Redemption 2 racconterà una storia molto più complessa e sfaccettata, mentre il gameplay sarà all'insegna dell'interazione. "La nostra intenzione è offrire ai giocatori un mondo in cui riuscire veramente a immergersi," conclude Nelson. "Avremmo voluto farlo anche in Grand Theft Auto V, ma all'epoca non avevamo né il tempo né la tecnologia per riuscirci. Ora i tempi sono più maturi e, sviluppando Red Dead Redemption 2, non abbiamo pensato ad altro per tutti questi anni."