Rocket League, il miglior gioco di calcio è free to play

Lo sappiamo che FIFA e PES sono insostituibili, ma se vi dicessimo che è proprio Rocket League il miglior gioco di calcio degli ultimi anni?

SPECIALE di Francesco Serino —   29/09/2020
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Perché Epic ha comprato Psyonix, il team di sviluppo dietro Rocket League? E perché come prima cosa lo ha trasformato in un free-to-play? La risposta è in entrambi i casi estremamente semplice: Rocket League è un capolavoro, ha delle regole semplici da imparare e da gestire, funziona benissimo in ambito eSport e, applicato al modello Fortnite, non potrà che crescere, aumentando i guadagni di chi ne possiede la proprietà. Avete dei dubbi al riguardo? Bene, sappiate che a marzo del 2020 il gioco registrò la cifra record di 120.000 giocatori connessi contemporaneamente, mentre tre giorni fa in occasione del suo debutto da free-to-play ha toccato quota un milione. Non dimentichiamoci che il grande successo di Rocket League scaturisce proprio dal suo lancio gratuito per tutti gli utenti PlayStation Plus, strategia che in modo molto simile a quanto accaduto con il recente Fall Guys ha portato al gioco Psyonix grande popolarità in un lasso di tempo record.

Rocket League, il miglior gioco di calcio è free to play

Cos'è il calcio?

Ma cerchiamo di capire insieme perché, nonostante siano passati cinque anni dal suo debutto, questo gioco ha ancora così tanto seguito. Sappiamo benissimo che la spiegazione farà storcere il naso a molti, ma non siamo qui per coccolarvi bensì per spronarvi alla riflessione. Partiamo dal concetto di calcio, lo sport più amato in Europa e nel mondo: tutti possono comprare una palla e iniziare a calciarla in aria, ma come si diventa più bravi? La tecnica subentra con l'allenamento, e si inizia a vedere nel controllo della palla che nemmeno per un campione è mai scontato, vista la perenne lotta con gli scarpini e le sgambate degli avversari da cui proteggere costantemente la sfera. La gestione della palla è il principio fondamentale di ogni sport che ne prevede l'uso, e questa va allungata in avanti, stoppata di salto senza che rimbalzi troppo lontano, lavorata con funambolica dovizia per tenerla sempre sotto controllo. Se tutto questo è così importante, e lo è, come può un simulatore di calcio definirsi tale se le fondamenta del gioco vengono automatizzate? E infatti, in tempi passati, ai corrispettivi dei FIFA e i PES attuali, i videogiocatori finirono per preferirgli i Kick Off e i Sensible Soccer, dove la palla non rimaneva mai attaccata all'atleta sotto il controllo dell'utente, ma aveva una sua fisica che andava gestita continuamente: nella corsa, nel passaggio, nel cross e nel tiro.

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Simulatore a quattro ruote

Che sia chiaro, nessuno sminuisce la bellezza di FIFA e di PES. I due giochi in questione oramai sono quasi indistinguibili dal guardare una partita reale, stessi giocatori e stesse maglie, stessi stadi e stessi cori, ma soprattutto stessa magica atmosfera. Ma possiamo dire la stessa cosa dei loro gameplay? Il controllo di palla è quasi inesistente, il gesto atletico è ridotto al solo tempismo nella pressione dei pulsanti, e per le acrobazie più sorprendenti è necessario ricordarsi pulsanti e sequenze. Potrà sorprendere, persino portare a una grossa risata, coloro i quali non lo hanno mai provato, ma tutto questo è invece l'essenza di Rocket League. Nel titolo Psyonix, ogni attimo di gioco è tempismo, coordinazione e intuizione, controllo del corpo in ogni sua rotazione necessaria, e poi tocco di palla, gestione e angolazione del tiro.

E che dire della cooperazione in partita? In compagnia è necessario chiamare posizione, uscire e rientrare a tempo debito perché una palla avvelenata non troverà nessun giocatore guidato dalla IA a salvare il risultato. Va poi ricordato che Rocket League utilizza pochissimi pulsanti, non ci sono combo da ricordare, e questo preserva l'essenza stessa del concetto sportivo, da non confondere con la sua variante videoludica. Certo, in FIFA e PES comandi un'intera squadra, si rivela quindi fondamentale alleggerire certe meccaniche se non addirittura appiattirle in modo doloroso, ma il concetto di fondo non cambia: nonostante non ci siano Ibrahimovic o Ronaldo, malgrado l'assenza del Bernabéu di Madrid o l'Olimpico di Roma, e al netto delle differenze dettate dalle regole di gioco, è proprio Rocket League a proporre l'esperienza più simile al calcio giocato. Ecco perché non sorprende scoprire che le Nazioni con più giocatori di Rocket League siano anche quelle dove il calcio è più popolare: oltre agli Stati Uniti, seguono in classifica Germania, Inghilterra, Francia e Brasile.

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Allenamento e dedizione

Rocket League è anche famoso per introdurre di tanto in tanto nuove divertenti varianti al classico fondale calcistico. Lo abbiamo visto riadattato per funzionare come gioco di hockey e di basket, tutte attività di contorno ma che hanno una funzione ben precisa, permettendo ai giocatori di allenarsi in specifici aree della competizione: il Basket, per esempio, è il pretesto perfetto per imparare il gioco aereo, uno dei più difficili in assoluto da gestire.

In definitiva, se prima avevate una scusa per non averlo mai provato, il prezzo necessario per acquistarlo, ora questa scusa non c'è più: scaricatelo, chiamate gli amici, scegliete la macchina che più vi piace e fateci sapere cosa ne pensate. Potremmo persino organizzare un mini torneo tra gli la redazione e gli utenti di Multiplayer, la piattaforma non è un problema visto che c'è anche il crossplay...