Ghostrunner, il provato della demo

Ghostrunner, l'adrenalinico action platformer sviluppato da One More Level, 3D Realms e Slipgate Ironworks si è reso disponibile in una nuova demo: ecco le nostre impressioni a un mese dal debutto ufficiale

PROVATO di Alessandra Borgonovo   —   29/09/2020
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La scorsa volta ci siamo lasciati con un'impressione molto positiva riguardo a Ghostrunner, l'action platformer sviluppato da One More Level, 3D Realms e Slipgate Ironworks: in pochi minuti ci siamo trovati di fronte a un gioco dall'ottimo level design, che fa buon uso di idee già sperimentate per capire quali possano meglio integrarsi nel gioco e così creare un'esperienza dove il nemico principale siamo noi stessi. Nei panni del cyber-ninja protagonista di questa storia marcatamente cyberpunk dovremo infatti correre, saltare, arrampicarci e in generale prendere decisioni da cui dipendono il nostro successo e la nostra vita nell'arco di una frazione di secondo: basta infatti un solo colpo per metterci k.o. (lo stesso vale per i nemici) e l'intera filosofia di Ghostrunner si basa sull'ottenere il miglior risultato con il minimo sforzo. Utilizzare ciò che il level design mette a disposizione ci permette di sperimentare e, una volta trovato il percorso a noi più agevole fallimento dopo fallimento, lanciarci in una coordinata serie di acrobazie dove i nemici avranno giusto il tempo di vedere il filo della nostra lama prima di essere fatti a pezzi. Il lavoro svolto dagli sviluppatori non si limita tuttavia a una semplice sfida contro noi stessi ma presenta una storia in cui da noi, e noi soltanto, dipende il destino della razza umana.

Premesse narrative

La differenza sostanziale tra questa demo e la precedente risiede soprattutto in questo, nell'essere messi di fronte al contesto narrativo entro il quale si svolgono le nostre azioni: sappiamo che Ghostrunner è ambientato nel futuro, a seguito di un cataclisma globale che ha decimato la popolazione. Una città racchiusa all'interno di una torre gigante è l'ultimo baluardo dell'umanità ma la vita è tutt'altro che idilliaca: i cittadini sono divisi in caste determinate dalla tipologia di impianti che portano e questa divisione sociale ha trascinato la città dalla povertà alla violenza e infine al caos della ribellione. In questo scenario poco rassicurante, noi assumiamo il controllo di un cyber-ninja - il titolare Ghostunner - la cui unicità risiede nella capacità di combattere tanto nel mondo fisico quanto nel cyberspazio. Il gioco si apre con la misteriosa voce di un uomo che ci chiede di liberarlo dalla prigione in cui si trova prima che possano sbarazzarsi di lui. Senza altra guida che le sue parole, ci muoveremo lungo i tetti della città per raggiungerlo in tempo imparando a gestire un corpo del quale non abbiamo ancora vero controllo, aiutati proprio da questa figura che da remoto risveglierà alcune delle nostre potenzialità latenti.

Fin qui il gioco ripete quanto mostrato nella demo precedente, ma una volta raggiunta la prigione ci troviamo di fronte non a un uomo in carne e ossa bensì a un'intelligenza artificiale che si fa chiamare Architetto: nel livello che segue siamo messi a conoscenza della situazione corrente e soprattutto della nostra natura. Come già anticipato siamo uno dei tanti Ghostrunner esistenti (numero 74, per la precisione): potremmo definirla un'unità di combattimento composta da cyborg e adibita alla protezione della città, nonché dello stesso Architetto. Come si può intuire dal fatto che sia un'intelligenza artificiale, l'uomo è morto e sarà egli stesso a rivelarci la verità. Una donna di nome Mara, sua amica e brillante scienziata nonché guida della città assieme a lui, ha deciso di tradirlo e ucciderlo per impossessarsi di tutto. Il nostro compito era proteggere quello che oggi si fa chiamare Architetto ma abbiamo fallito, subendo la sua stessa sorte. A distanza di anni da quegli eventi, ci siamo risvegliati pronti per affrontare un nuovo presente: Mara si fa chiamare Keymaster e governa la città con pugno di ferro. Starà a noi raggiungere la sommità della Dharma Tower e affrontarla una volta per tutte, scoprendo cosa sia diventata nel frattempo.

Ghostrunner 01

Il gameplay

Tra parkour, bullet dodge e occasionali fendenti di katana, il gameplay di questa demo non si discosta dal precedente poiché l'unica vera aggiunta serve a contestualizzare il titolo a livello narrativo e non presenta novità di sorta in termini di meccaniche. Abbiamo tuttavia potuto apprezzare una generale rifinitura del gioco, che in alcune parti della città si mostra diverso rispetto al precedente provato e pad alla mano ci è parso ancora più fluido di quanto già non fosse. La schermata di game over è stata cambiata e resa più gradevole a vedersi, sebbene il suo compito resti quello di brevissimo intramezzo fra i nostri numerosi tentativi di arrivare fino in fondo. Una novità è rappresentata dalla suddivisione in livelli, che spezza la sezione giocata in due parti laddove prima era una sequenza unica dall'inizio fino alla prigione in cui è rinchiuso l'Architetto: una scelta senza dubbio dovuta a una migliore gestione di possibili speedrun ma anche a distribuire con più criterio elementi extra come i collezionabili - suddivisi in manufatti, registrazioni e persino spade.

Al termine del livello troviamo una schermata riassuntiva con la nostra performance ed eventuali oggetti sbloccati; da qui possiamo scegliere se proseguire con il gioco, ricominciare il livello o tornare al menu principale, dal quale poi potremo riprendere l'avventura dove l'avevamo lasciata o selezionare uno stage specifico tra quelli sbloccati. Adesso come qualche mese fa, il fascino di Ghostrunner risiede sempre nella sfida contro se stessi e nella soddisfazione che si trae dal superare i propri limiti ma ad arricchirlo troviamo anche una storia potenzialmente interessante. Il tassello mancante per dare al gioco una natura meno fine a sé stessa e limitata a una serie di livelli. Chissà che nella nostra corsa contro il tempo non riusciremo a scoprire qualcosa in più di noi stessi e del motivo per cui esistiamo, al di là di quello per cui ci hanno creato: il protagonista, valorizzato da un doppiaggio e quindi di un'identità anziché accontentarsi di essere un personaggio muto, è del resto il primo a porsi queste domande.

Ghostrunner 02

Le impressioni di questo nuovo provato non si discostano dalle precedenti ma sono ancora più positive grazie all'introduzione del comparto narrativo, che dà a Ghostrunner uno spessore maggiore rispetto a un semplice action platformer in cui l'unico obiettivo è finire un livello al meglio. Ci sono delle ragioni per quello che facciamo e si amalgamano bene nel flusso del gameplay, adrenalinico e aperto alla sperimentazione: il destino del titolo dipende tutto dalla qualità del level design, se sarà in grado di mantenersi ottima, e sull'implementazione di future meccaniche per rendere sia l'interazione con il mondo di gioco sia il combattimento ancora più interessanti, senza tuttavia eccedere correndo il rischio di creare un pasticcio. Per quanto riguarda i controlli, risultano più fluidi con mouse e tastiera ma molto meno gestibili rispetto al pad, che sacrifica un po' di armonia in favore di una maggiore accessibilità e intuitività.

CERTEZZE

  • L'impatto visivo è sempre ottimo
  • Sperimentale nei suoi numerosi approcci
  • Talmente coinvolgente che non è facile staccarsene
  • L'introduzione di un comparto narrativo gli dà maggior spessore
DUBBI
  • I controlli con il mouse sono più fluidi ma difficili da gestire rispetto al pad