Combattimenti e distruzione in compagnia  6

Un anno dopo il primo incontro, Spyborgs è semplicemente un gioco diverso, più maturo e probabilmente migliore.

PROVATO di Umberto Moioli   —   27/04/2009

Chi scrive non ha fatto una bella figura con alcuni colleghi nel corso dell'appena concluso Captivate 09: parlando di Spyborgs con chi ancora non aveva avuto modo di vederlo e prima della nuova presentazione si è dilungato nel descriverne i minigiochi liberamente ispirati ai cartoni del sabato mattina americano, le sezioni platform e lo spirito super giocoso, casual dato alla produzione. Ebbene, quanto precedentemente visto e descritto in modo così minuzioso non esiste più e, mentre qualcuno andava in giro facendosi bello delle proprie conoscenze oramai stantie, gli sviluppatori hanno sfruttato l'anno di tempo passato dagli ultimi avvistamenti per ribaltare il loro titolo come un calzino, andando a intaccare buona parte della struttura che lo caratterizzava. Lo abbiamo rivisto - o visto per la prima volta, in base a come la si vuol vedere - e provato, ricavando le prime informazioni riguardo questo progetto di Bionic Games.

Devil May Cry incontra Ratchet?

La storia raccontata per dare un peso all'avventura sarà quella di un tempo: un gruppetto di agenti dotati di innesti e abilità speciali, impegnati a combattere un'infinità di agguerriti e super tecnologici nemici; semplice come sembra. Solo che anziché basare tutto sull'umorismo e la facilità d'approccio come un tempo, si è deciso di assumere un tono leggermente più serioso, per ragazzi e non più bambini, avvicinare la visuale e complicare l'azione, trovandosi per le mani un action che dai componenti del team di sviluppo, in buona parte usciti da Insomniac, viene descritto come un misto tra Ratchet and Clank e Devil May Cry. Si tratterà quindi di attraversare una sfilza di differenti livelli, distruggere il distruttibile e magari farlo in compagnia di un amico, visto che due saranno sempre su schermo i personaggi, scelti tra i tre disponibili, e che se giocando da soli il secondo verrà gestito dall'IA e sarà sempre intercambiabile con la pressione di un pulsante, in coppia si potrà godere della medesima esperienza ma cooperativamente e sullo stesso schermo. Il sistema di combattimento si baserà sulla combinazione di due attacchi, primario e secondario, per realizzare una serie di combo e sulla coordinazione trai i due compagni di squadra per colpire gli avversari con le più spettacolari mosse di coppia, dove ottenere una quantità enorme di danno completando alcuni precisi movimenti del wiimote. I tre personaggi principali, una ninja, il classico soldato con il braccio bionico e un enorme bestione dal misterioso passato, disporranno ciascuno di diversi upgrade ottenibili raccogliendo le sfere lasciate sul terreno dai nemici e ciascuno di loro potrà interagire con alcuni elementi del fondale in modo differente: se la giovane e agile combattente potrà a esempio visualizzare delle casse altrimenti invisibili, il suo gigantesco compagno sarà l'unico a poterle distruggere rivelandone il contenuto. Se il gameplay non spicca certo per innovazione, l'aspetto tecnico è stato sviluppato con cura e si rimette sui binari tracciati da alcuni tra gli ultimi giochi per Wii in grado di mettere in mostra una grafica interessante.

Gli ambienti sperimentati passavano da una villa oramai semi distrutta a un complesso industriale, fino all'incontro con un enorme robot nemico sul tetto di un palazzo, il tutto con uno stile coloratissimo abbastanza efficace e molto vicino ai gusti dei ragazzi americani, presentando personaggi, nemici o alleati che siano, simili a quelli dei cartoni animati provenienti dagli States. Si sta inoltre lavorando a un paio di interessanti aggiunte: un sistema a obbiettivi che simuli quelli di Xbox 360 e PlayStation 3, affiancato forse a qualcosa di simile al museo di Ratchet and Clank 2 dove raccogliere e rivedere i propri trofei.
Il prossimo autunno sarà molto difficile trovarsi al cospetto di un capolavoro assoluto e forse Spyborgs non sarà il massimo obiettivo dei giocatori più appassionati ma su Wii e soprattutto sul mercato americano, le potenzialità per dare un senso al lavoro di così tanto tempo ci potrebbero essere.

CERTEZZE

  • Intrigante nuova veste grafica
  • Team di programmatori promettente

DUBBI

  • La profondità del gameplay