The Gladiators  0

Il nostro Matteo Caccialanza ha avuto l'opportunità di gustare in anteprima la nuova linea di titoli targataArxel Tribe/CTOnet, che farà la sua comparsa entro breve. Cominciamo gli approfondimenti con The Gladiators , uno strategico estremamente originale di cui ben poco si era visto anche all'E3, e che ora, a pochi mese dal completamento, si è rivelato essere una delle possibili sorprese della prossima stagione.
Non ci rimane altro che dedicargli una corposa anteprima nella speranza di poter trovarci di fronte ad un piccolo gioiello.

ANTEPRIMA di Matteo Caccialanza —   04/07/2002

Mi ritorni in mente...



Mi torna alla mente un titolo di qualche anno fa intitolato 7th Legion, (passato in sordina perchè schiacciato dal successo di Total Annihilation) in cui al posto di inviare un imprecisato numero di iellatissimi "peoni" a raccattare Tiberium, Spezia e schifezze affini, al giocatore venivano concesse periodicamente generose iniezioni pecuniarie in relazione ai punti raccolti guadagnati nel corso della partita, e tramite essi espandeva la propria base e creava nuove unità.
Il concetto alla base di Gladiators non è troppo dissimile: si scende in campo con una piccola base già pronta (e definitiva) e un numero variabile di truppe di diverso tipo, fra cui un "eroe" o quantomeno un personaggio carismatico che fa da alfiere della sua razza (ce ne sono tre nel gioco).
Successivamente, circolando per le immense Arene potremo imbatterci in locazioni che generano automaticamente dei bonus che una volta raccolti andranno ad ingrassare le nostre finanze, consentendo l'acquisto di nuove unità sempre più potenti.

Flash Gordon alla conquista dello spazio.

Ma da dove nasce l'idea per questo gioco?
La trama, per sommi capi è la seguente: negli anni '70 al Maggiore Greg D. Callahan, militare galeotto, viene data la proverbiale seconda possibilità in occasione di una missione impossibile e spedito nello spazio a borso di uno Shuttle sperimentale finisce proiettato assieme alla spedizione scientifica in un universo parallelo, cadendo in breve tempo fra le grinfie dell'immancabile civiltà extraterrestre con scarsa considerazione per i diritti umani.
L'occasione del riscatto giunge da un colloquio con la Principessa di questo mondo alieno: ella infatti ha un disperato bisogno di Callahan e delle sue rambesche doti di guerriero.
Il novello Flash Gordon dovrà diventare il suo Campione e per lei si batterà a fianco dei suoi uomini in gigantesche arene sotto gli occhi del popolo, affrontando altri due condottieri, i quali rappresentano gli altri pretendenti al trono del pianeta, lasciato vacante dal defunto genitore della nostra eterea benefattrice.
Naturalmente, guidando in battaglia gli esponenti delle altre due razze, il nostro punto di vista potrà variare sensibilmente.
I premi per la vittoria sarano la libertà, nonchè la possibilità di vedere il proprio protettore assurgere al trono dell'impero, con tutte le piacevoli conseguenze del caso.

Gore tecnologico

Il motore del gioco ci è apparso estremamente convincente: un engine open space potente, in grado di gestire mappe enormi e geometricamente complesse, oltre a visualizzare su schermo un numero altissimo di unità, ciascuna ricca di animazioni differenti e variabili a seconda delle circostanze.
Da notare che sebbene il titolo non arrivi a toccare grotteschi eccessi di ultraviolenza (ve lo ricordate Dark Colony?) è inutile negare che abbiamo potuto godere di una impostazione piacevolmente orientata al massacro e allo splatter.
Le armi automatiche in possesso dei terrestri ad esempio, sono semplicemente devastanti, e i nemici vanno letteralmente in pezzi sotto una pioggia di piombo bollente, mentre tutt'intorno l'aria vibra per il frastuono degli spari.
Per non parlare della mortale efficienza dei lanciarazzi, che proiettano in aria dei veri e propio bolidi infuocati che fulminei colpiscono il bersaglio, in un tripidio di terra, polvere, carne e sangue che viene sollevato dal suolo.
E che dire delle rimanenti due razze, i Magic e i Galactic: i primi in quanto famelici alieni antropomorfi, sono decisamente orientati a un sanguinosissimo corpo a corpo a base di unghie, denti e smisurate sciabole insanguinate, i secondi, un esercito di robot high-tech dall'incedere vagamente inquietante, vantano una panoplia di strumenti di distruzione che neppure il Grande Mazinga si sarebbe sognato di usare.
Vi posso assicurare che "macellare" nel vero senso della parola le unità avversarie non manca di assicurare una certa dose di macabra soddisfazione, pare quasi di vedere Quake 3 trasposto in un RTS-game... provare per credere.
Da notare l'assenza di un editor per le mappe: essendo esse estremamente complesse, oltre che graficamente elaborate, gli sviluppatori hanno deciso di optare per una soluzione alternativa rispetto all'uso di tool user-freandly, che avrebbe consentito di realizzare più arene in minore tempo, ma al prezzo di sacrificarle in termini di varietà.
In ogni caso la presenza di 21 mappe singleplayer, da provare in multigiocatore in modalità cooperativa, cui si aggiungono un numero imprecisato di arene "free for all" da sedici (!!!) giocatori, dovrebbe assicurare sufficiente longevità al titolo e non è escluso che gli sviluppatori non decidano di rilasciare livelli aggiuntivi dopo l'uscita del gioco.

Restiamo in ascolto

The Gladiators si rivela essere un titolo molto promettente, anche a livello di grazie ad alcune trovate originali che se funzioneranno come promesso, potremmo ritrovare anche presso gli strategi futuri. Ad esempio l'indice di gradimento del pubblico: dopotutto siamo dei gladiatori in una arena e se resteremo inattivi troppo a lungo, o giocheremo sulla difensiva, nascondendoci al nemico, gli spettatori cominceranno a protestare costringendo a scendere in campo le fortissime Guardie Pretoriane per "stimolarci" nel doloroso modo che immaginate.
Un altro aspetto che ho avuto modo di apprezzare (e che si ricollega al discorso sulla flessibilità dell'engine) è l'ottima implementazione che si è fatto del discorso "altitudini". Innumerevoli titoli strategici hanno invano ventilato inediti risvolti strategici nella possibilità di conquistare una collina sopraelevata o di obbligare il nemico con le spalle al muro.
Giocando a Gladiators ho avuto modo di osservare con i miei occhi uno sparuto gruppo di marines (che in circostanze normali sarebbero stati fatti a pezzi in pochi istanti) avere ragione di un'orda brulicante di alieni, mentre arroccati in cima ad una altura, sparavano all'ipazzata in ogni direzione.
E come non citare il fatto che anche a pochi metri dal nemico, non saremo in grado di localizzarlo sullo schermo se fra lui e i nostri si troverà un ostacolo alla visuale? Nella maggior parte degli strategici, la Fog of War viene dissipata dalle nostre truppe, rivelando anche mosche e zanzare nel raggio di visuale, indipendentemente dal fatto che a separarci possa esserci un albero, una montagna o un Canyon profondo 500 metri.
Ebbene la Fog of War in Gladiators manca del tutto, ma scordatevi di avvistare il nemico soltanto perchè rientra nei soliti 50 metri in linea d'aria dal vostro personaggio! Che altro aggiungere? Il gioco si prospetta invitante, sicuramente la produzione più interessante fino ad oggi da parte di Arxel Tribe...che sia la volta del colpaccio per lo sviluppatore francese?

Mi ritorni in mente...

Uno dei generi che più in questi anni ha subito una sorta di crisi di identità è senza dubbio quello degli strategici in tempo reale.
Il traumatico passaggio alla terza dimensione, il tentativo di rinnovare un gameplay che dai tempi di Dune 2 ha accumulato quasi dieci anni sulle spalle e che dopo la proliferazione incontrollata negli ultimi anni '90 stava attraversando un lungo periodo di transizione.
Archiviata la stagione "pionieristica" del 3D di titoli come Homeworld, Machines e Ground Control, che pur essendo validissimi non furono premiati dal pubblico, si è tornati alle origini: interfaccia tradizionale via mouse, telecamera ad angolazione fissa con al più una feature di zoom più "cosmetica" che funzionale e in generale un uso del 3D a fini meramene estetici.
Titoli come The Moon Project, Empire Earth, Warcraft 3 e il prossimo Age of Mithology non fanno che confermare tale linea.
Anche The Gladiators quindi nasce sotto il segno del gameplay immediato e delle interfacce Blizzard-Style, ma si presenta come RTS alternativo decisamente orientato all'azione tattica, minimizzando il più possibile gli aspetti di raccolta e gestione delle risorse, croce e delizia di questo genere di giochi.