Universe at War: Earth Assault - Provato  1

L'universo è in guerra. Alcuni alieni vogliono dominare la galassia e indovinate un po' qual è la loro prossima tappa?

ANTEPRIMA di Simone Tagliaferri   —   12/12/2007

Gameplay universale

Universe at War è un RTS estremamente classico (ne esistono anche di non classici?) che abbiamo avuto modo di provare approfonditamente. Diciamo subito che i canoni del genere sono rispettati: si raccolgono risorse, si costruiscono truppe e si parte all’attacco; ma aggiungiamo che sono presenti alcuni elementi originali che rendono interessantissimo questo titolo.
Di base ci sono delle truppe “operaie” che sono titolate per la costruzione di tutti gli edifici e per la manutenzione delle strutture e dell'esercito. La raccolta delle risorse è svolta automaticamente da delle truppe non controllabili, e inizia quando vengono costruiti degli edifici specifici per riciclare i materiali grezzi sparsi sulla mappa. Le risorse servono, ovviamente, per costruire gli edifici produttivi con cui dare vita a un esercito degno di questo nome. Le truppe costruibili sono di tre tipi: fanteria, veicoli di terra e veicoli volanti. Ogni truppa ha delle sue caratteristiche e dei poteri peculiari, mostrati in basso a sinistra sullo schermo, da usare soprattutto in combattimento. Alcuni di questi sono atipici, come ad esempio una specie di attacco kamikaze eseguibile dai robot della fanteria Novus, che fa grossi danni ma uccide anche gli attaccanti.
Per generare un esercito competitivo bisogna studiare bene tutte le truppe costruibili, perché ognuna di esse ha pregi e difetti specifici che le rendono perfette in certe occasioni ma completamente inutili in altre. Quindi, soprattutto quando si avranno tutti gli edifici a disposizione e si dovranno compiere delle scelte ponderate, sarà importante studiare i nemici e il tipo di terreno su cui si combatte per approntare le contromisure adatte. Costruire truppe a caso, insomma, non aiuta e, soprattutto, puntare su un esercito monotematico può rivelarsi deleterio. Come ormai norma per gli RTS, non mancano gli eroi, truppe più potenti delle altre con abilità specifiche. Questi hanno una funzione importante perché solitamente sono loro a dover guidare gli eserciti e a svolgere le varie quest che vengono assegnate, facendo avanzare la trama e attivando alcuni eventi.

Le interessanti novità

Fino ad ora non abbiamo parlato degli elementi più innovativi di Universe at War, ovvero il modo di far spostare le truppe, gli scontri contro i "boss" e la possibilità di utilizzare attacchi potentissimi e devastanti grazie alla creazione di edifici specifici.
Partiamo dalla fine. Alcune strutture sono in grado di lanciare attacchi incredibili che possono spazzare via anche le truppe più potenti e che, manco a dirlo, sono spettacolari da vedere. Come il generatore di buchi neri dei Novus, che crea un'esplosione gigantesca nel punto d’impatto, capace di spazzare via l’intero esercito nemico. Ovviamente questi super colpi vanno usati in mappe specifiche pensate appositamente per loro, anche perché hanno un tempo di raffreddamento estremamente elevato e, una volta realizzate, possono vanificare ore di gioco nel caso si sbagliasse un colpo.

grazie ai nodi gli spostamenti sono velocissimi e la differenza tra una vittoria schiacciante e una sconfitta cocente dipende spesso da come li si è posizionati

Le interessanti novità

Universe at War: Earth Assault sarà disponibile per PC e Xbox 360.
La versione testata è quella PC.

Gli sviluppatori dell’ottimo RTS Star Wars: Empire at War, i Petroglyph, non hanno cambiato né genere né tematiche, ma semplicemente publisher. Il loro nuovo gioco, Universe at War: Earth Assault ricorda già dal titolo il loro lavoro precedente… e le somiglianze non si fermano qui.
Una razza di alieni guerrafondai e bruttini, gli Heirarchy, decisamente poco propensa al dialogo, ha deciso di trasformare la Terra in un grosso campo da golf spaziale, da far utilizzare ai ricchi figli di papà di Alpha Centauri (si sa che il nepotismo spaziale ha sempre creato soltanto danni). Peccato che per farlo debba sterminare tutti i suoi miseri abitanti (noi). Ovviamente i cattivi dispongono di tecnologie estremamente superiori alle nostre e, in breve, la resistenza umana viene schiacciata dagli assalti nemici che ci sterminano mentre puliscono le orecchie a una testa di scimmia gigante con un toppacciolo enorme nascosto nella camicia. Come faremo a salvarci questa volta? Urlandogli che c'è una scimmia a tre teste alle loro spalle? Sfortunatamente gli studi di Buona Domenica sono stati distrutti al primo assalto e non abbiamo potuto bombardarli con repliche continue della trasmissione. Quindi non ci resta che soccombere. No, una speranza c’è: farsi aiutare da un’altra razza aliena, i Novus, esseri biomeccanici in grado di creare buchi neri e di preparare un ottimo cappuccino senza il caffé. Questi simpatici esseri amanti del bianco, arrivano ovunque gli Heirarchy stiano facendo i loro comodi. Nel frattempo si aggiungerà alla mischia un’altra fazione: i Masari. Chi sono? Cosa vogliono? Perché parlano così bene la nostra lingua? Cosa hanno a che fare con l’evoluzione della nostra specie? E col calendario Maya? Ma soprattutto, il cervello delle veline è colpa loro? Tutte queste domande fondamentali per la nostra sopravvivenza troveranno risposta durante la campagna single player, formata da 22-25 missioni, numero variabile a seconda di alcune scelte compiute nel corso del gioco. Finalmente potremo scoprire cosa accomuna Albert Einstein a Mino Reitano. Non siete emozionati?