I migliori videogiochi per chi non ama il Natale 14

L'atmosfera festiva può essere uno strazio per chi non ama il natale, ma il videogioco ci offre innumerevoli modi per sfuggire alla morsa di luci, pacchetti e auguri indesiderati.

SPECIALE di Mattia Armani —   25/12/2018

Le immancabili celebrazioni natalizie hanno illuminato e riempito tavolate di cibo, coinvolgendo quasi tutti in una lunga serie di rimpatriate, aperitivi, cene aziendali e visite parentali. Sono però molti quelli che gradiscono poco un rito spesso impegnativo e non sempre allegro. Lavoro, eccessi, ipocrisie, brutti ricordi e sfortune di vario genere possono trasformare il Natale in un fastidioso incubo da cui fuggire a gambe levate, ed è qui che per i videogiocatori si apre una via di scampo familiare, quel videogioco che di occasioni per sfogare l'amarezza ne offre in quantità tra azione, vendetta e pura e incondizionata distruzione di tutto quello che abbiamo davanti.

Un Natale diverso, tra elfi massacrati e mazzate

La nostra fuga dal Natale parte proprio nel segno di quest'ultimo, sebbene condito di una buona dose di violenza. Ma non ci azzardiamo a evocare l'ingiusta punizione nei confronti del conduttore di renne più famoso del globo, un florido vecchietto le cui colpe sono solo quelle di essere vestito a festa grazie alla matita del fumettista Thomas Nast e di essere costretto a vivere all'ombra della Coca Cola per l'eternità. Anzi, con tutto quello che l'instancabile mangiatore di biscotti ha da fare in questi giorni potremmo persino avere voglia di andare in suo aiuto, anche se in questa sede preferiamo tendere la mano alla controparte alcolizzata che troviamo in Bully: Scholarship Edition, il dissacrante e coraggioso titolo Rockstar. Il tizio in questione è un senzatetto fuori di melone convinto di essere l'unico vero beniamino dei bambini e che ci chiede di sfondare una riproduzione del castello del Babbo Natale ufficiale cittadino, pestando a sangue i suoi piccoli elfi mentre gli insulti si confondono con le note della celebre Jingle Bells. La scena, pur grezza vista l'età del titolo, ha senza dubbio un suo fascino, soprattutto per chi non apprezza il Natale ma può forse gradirlo se devastato dalle orde di zombie di Dead Rising 4 che trasforma l'atmosfera festiva in un inquietante incubo. Ma non è questo il pezzo forte. Il titolo ci offre infatti in sacrificio un Babbo Natale sadico, e armato di ascia elettrica, da malmenare a piacimento con armi di ogni fattura.

Viscera Cleanup Santas Rampage

Una vera festa per chi non ama il Natale è può anche abusare, in via digitale ovviamente e per fortuna, del corpo disteso della panciuta icona. Un'icona trasfigurata che si pone a metà tra la vittima e il super cattivo in Duke Nukem: Nuclear Winter, celebre espansione ufficiale del buon vecchio Duke Nukem che ci mette alle calcagna di un Babbo Natale rapito e trasformato in un novello Hitler dagli alieni. Il nostro compito, manco a dirlo, è quello di raggiungere il Polo Nord per fermare il folle vegliardo, eliminando lungo il cammino pupazzi di neve assassini e i temibili elfi della Feminist Elven Militia. Il risultato riesce a trasfigurare lo spirito natalizio nel segno della follia Duke Nukem e può regalare grandi soddisfazioni a chi desidera spazzare via ben tre icone natalizie a suon di fucilate, complice un gameplay che nonostante la grafica di vecchia data funziona ancora piuttosto bene. Se la cava ancora egregiamente, invece, Viscera Cleanup Detail: Santa's Rampage, espansione a sfondo natalizio uscita prima del lancio ufficiale del gioco, che ha per protagonista un poveraccio costretto a pulire il resti di massacri e misfatti di ogni genere. In questo caso a essere uscito di testa è Babbo Natale e ne sono la chiara evidenza i corpi straziati di svariati elfi, piccoli esserini senza vita il cui sangue è finito a fare da arredo all'officina dove di solito vengono costruiti i giocattoli per centinaia di milioni di bambini. Un vero sfacelo, ma sempre meglio che pulire i piatti dai resti del bollito.

In fuga dal natale, sulle ali della vendetta e dell'adrenalina

La rilettura violenta del ruolo di Babbo Natale, lo abbiamo visto, può regalare momenti di puro sfogo antifestivo, ma qualcuno non vuole proprio sentire parlare di lucine, alberi e panettoni. Per questo chiediamo aiuto a un tema di quelli forti, di quelli capaci di catturare anima e corpo chi si lascia coinvolgere da un videogioco. Parliamo di vendetta, di quella che non lascia spazio ad altri sentimenti, protagonista di schiere di libri, film e, ovviamente, videogiochi. Uno di questi, Ruiner, è un action adrenalinico con visuale isometrica che nasconde la vendetta nella speranza, in un trionfo Cyberpunk di ottimo livello. La componente narrativa, purtroppo, non è sviluppata al meglio, ma è sufficiente a sostenere un titolo che tra atmosfera e gameplay serrato è in grado di tenere impegnato tutto il nostro cervello, sottraendolo a qualsivoglia pensiero natalizio. C'è invece uno strascico di atmosfera natalizia in Max Payne, ma chi ha giocato il capolavoro Remedy sa bene che la sequenza iniziale è solo la fine di un lungo percorso segnato da ricordi dolorosi e tragici colpi di scena, tutti lampi che alimentano la voglia di vendetta del giocatore regalando una potenza unica alle spettacolari scene d'azione, già rese memorabili dal primo utilizzo a tutto tondo del bullet time in un videogioco. Il risultato è un vero cult, ormai inesorabilmente invecchiato ma ancora godibile grazie a uno scenario neo-noir unica che di festivo ha davvero poco. Non è invece sull'atmosfera che si basa un'altra storia di vendetta che per certi versi può essere considerata giocosa, anche se lo spunto per sorridere ce lo danno gli innumerevoli modi in Frank Castle elimina i nemici nel Punitore del 2005. La varietà e la fantasia garantiscono una macabra festa, comunque lontana dalle atmosfere del Natale. Anche in questo caso, va detto, la grafica sente il peso del tempo, ma la violenza è ancora tutta lì.

Non è però necessario guardare troppo indietro per trovare qualcosa che possa andare bene a chi preferisce il rosso sangue a quello delle feste. Con l'avvicinarsi di DOOM Eternal potrebbe essere una buona idea riprendere in mano il fortunato reboot di DOOM, un inferno di sangue che trasuda pura violenza, tutta rigorosamente perpetrata su mostri che non godono di alcun diritto e non suscitano alcuna empatia. Sventrare a mani nude un fastidioso abominio allenta lo stress grazie a un gameplay eccellente che ora risulta ancor più fluido su Switch, grazie a una recente patch che rende le prestazioni più stabili sulla piccola console Nintendo. Tra l'altro, parlando di gunplay di spessore, uno sparatutto capace di distrarre alla grande è senza dubbio Bulletstorm, non particolarmente antifestivo ma in grado di distrarre grazie a un gameplay eccezionale, tra l'altro condito da un comparto tecnico migliorato, benché gli asset siano stati solo limati, grazie alla Full Clip Edition che è disponibile in forte sconto sia su PC che su console proprio in questi giorni. Ed è quasi altrettanto corposo lo sconto per Dark Souls III, alternativa valida per chi vuole fuggire dall'atmosfera natalizia ma preferisce farlo con un genere differente. Con la sua ambientazione del tutto antitetica a qualsivoglia immaginario festivo, l'action/GDR FromSoftware garantisce un viaggio unico in una favola nera, un fantasy dai toni oscuri capace di distrarre chiunque si perda dietro a meccaniche che richiedono studio, pazienza e voglia di rivalsa su mostri rompiscatole. Sono invece piccoli enigmi, intrisi di tempismo e di sangue, i livelli dei due Hotline Miami, una coppia vincente che non manca certo di luci, ma sono quelle al neon destinate a tingersi di rosso tra corpi affettati, teste disintegrate e tonnellate di sangue. Il tutto, tra l'altro, immerso in una colonna sonora memorabile, capace di ripulirci la testa dalle sonorità natalizie a colpi di techno.

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