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Natale terribile per i tripla A single player multipiattaforma: pare che fosse rimasto solo Bin Laden a giocarli

Tra progetti falliti, vendite sottotono e cambi di business, il futuro dei big dell'industria sembra essere sempre più online

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   02/11/2017
Assassin's Creed Origins
Assassin's Creed Origins
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Ovviamente quella su Bin Laden è una battuta, che viene dalla notizia del suo amore per i videogiochi classici, ma che questo Natale i multipiattaforma single player stiano arrancando un po' sembra essere ormai un dato di fatto. A parte alcuni grossi nomi, che sembra stiano facendo bene (Assassin's Creed Origins, La Terra di Mezzo L'Ombra della Guerra, che comunque sono giochi servizi e di cui per ora i dati sono abbastanza contrastanti), le notizie che provengono da altri lidi non lasciano ben sperare. In particolare Bethesda pare aver registrato vendite sottotono con Wolfenstein II: The New Colossus e The Evil Within 2, due giochi completamente single player, mentre non si sa molto di Dishonored 2: Death of the Outsider, che però pare essere sparito subito dai radar ma che, visto l'andamento di Dishonored 2, non era certo la cartina di tornasole del publisher.

Non che il single player sia sparito, tutt'altro, solo che sembra tirare molto di più quando i giochi sono esclusivi, tanto da portare al successo un titolo come Cuphead che, pur non disponendo dei mezzi delle produzioni citate, è riuscito comunque ad andare ben oltre le più rosee previsioni degli sviluppatori. Comunque, se guardiamo ai titoli single player che sono andati meglio da settembre a oggi, il quadro è abbastanza chiaro: Divinity 2 (titolo prettamente PC), Mario + Rabbids (esclusiva Switch), Super Mario Odyssey (esclusiva Switch), almeno apparentemente Gran Turismo Sport (esclusiva PlayStation 4), Cuphead (esclusiva Xbox One e PC) e altri ancora. Se consideriamo l'intero anno il quadro non cambia moltissimo (pensiamo a Nioh, NieR: Automata, Horizon Zero Danw, The Legend of Zelda: Breath of the Wild e altri). Insomma, è come se fosse in atto una sorta radicalizzazione che porta molti non solo a cercare buone esperienze ludiche, ma anche titoli che abbiano una precisa identità, ossia che siano associabili a una qualche fazione.

Se a ciò aggiungiamo alcune notizie non confortanti come la dibattutissima chiusura di Visceral, che stava lavorando a un gioco single player su Star Wars, e il cambio di business di Housemarque per colpa delle scarse vendite dei suoi giochi, software house da sempre dedita all'esplorazione del genere arcade, la situazione finisce per assumere connotati ancora più estremi.

Quale futuro ci attende, quindi? Dirlo con certezza è impossibile. Sicuramente i produttori delle diverse piattaforme continueranno a lanciare videogiochi single player, che sono essenziali per vendere le console. Sony e Nintendo stanno esplorando anche i nuovi mercati, ma in modo molto più discreto di altre realtà. La sostanza è che entrambe hanno bisogno di tenere in vita la personalità dei loro marchi se vogliono mantenere un certo pubblico e la personalità non te la costruisci con i giochi multiplayer, che sono frammentati per definizione. Speriamo che anche Microsoft arrivi a capire questa cosa e agisca di conseguenza.