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Apple fissa dei limiti chiari: Siri non sarà la vostra fidanzata virtuale

In un'intervista, Apple ha spiegato che la nuova Siri sarà focalizzata su assistenza e produttività, senza incoraggiare relazioni emotive o romantiche con gli utenti.

NOTIZIA di Stefania Netti   —   13/06/2026
AI Companion

Quando Apple ha presentato le nuove funzionalità basate sull'intelligenza artificiale di Siri, molti hanno notato somiglianze con caratteristiche già viste in altri servizi. In particolare, il suo approccio conversazionale richiama da vicino quello dei chatbot più diffusi, ma l'azienda di Cupertino ha voluto sottolineare un aspetto fondamentale che distinguerà Siri dagli altri assistenti: sarà progettata come uno strumento utile al servizio dell'utente, non come un compagno virtuale.

Un approccio diverso

Craig Federighi, responsabile dell'ingegneria software, e Greg Joswiak, responsabile del marketing, sono stati intervistati da Mostly Human dopo la WWDC. Ovviamente si è parlato della nuova Siri, delle misure di sicurezza pensate per i minori e di molti altri temi legati alla strategia di Apple sull'intelligenza artificiale. Ad un certo punto, Mostly Human ha chiesto se fosse possibile utilizzare Siri come un compagno virtuale. Federighi ha risposto in modo categorico di no, spiegando che l'assistente è stato progettato per aiutare gli utenti nelle attività quotidiane e non per instaurare con loro una connessione emotiva.

"Al contrario perché, come forse saprai, molti dei chatbot esistenti puntano in gran parte sul coinvolgimento. E sull'adulazione, no? Cercano in un certo senso di attirarti. Potrebbero incoraggiarti a rivelare cose su di te, per poi usarle come base per stabilire un legame", ha detto. "Noi la vediamo esattamente al contrario. Voglio dire, per come abbiamo progettato Siri, Siri vuole davvero dire: 'Ascolta, non è per questo che sono qui, giusto? Sono qui per aiutarti. Posso aiutarti a portare a termine le cose. Posso aiutarti a conoscere il mondo'. Ma se provi a coinvolgere Siri come partner romantico, non è disposta a farlo. Al 100% non è interessata".

Al tempo stesso, Joswiak ha sottolineato come lo sviluppo dell'intelligenza artificiale sia stato pensato per integrarsi in modo naturale con le funzionalità già presenti su iPhone.

"Ci piace quando la tecnologia passa in secondo piano, vero? Ci si concentra semplicemente su ciò che si vuole fare, o sui contenuti. E lo stesso vale per l'intelligenza artificiale. [...] Non ci occupiamo di intelligenza artificiale fine a se stessa. Non è una questione di dire: 'Ehi, guardateci, stiamo usando l'intelligenza artificiale'. La domanda è: in che modo l'intelligenza artificiale migliora tutto? Ed è questo che rende migliori i nostri prodotti e le nostre funzionalità".

Privacy e sicurezza

Infine, Apple ha evidenziato nuovamente l'attenzione dedicata alla tutela degli utenti, precisando che il proprio approccio all'intelligenza artificiale è interamente incentrato sulla privacy. "Penso che per molte persone sia difficile capire la differenza tra ciò che sa il proprio iPhone e ciò che, diciamo, sa Apple come azienda. Il tuo iPhone è tuo, giusto? I tuoi dati sono tuoi e rimangono sul tuo telefono sotto il tuo controllo, e Siri li utilizza per te", ha detto Federighi.

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"Apple non viene a conoscenza di nulla di tutto ciò, e questo è molto diverso da quanto fanno, a mio avviso, la maggior parte degli attori del settore, e lo ritengo estremamente importante".

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