FIFA 21, videogiocatore razzista bannato a vita dopo aver offeso Ian Wright

Un videogiocatore è stato bannato a vita da FIFA 21 e da FIFA in generale dopo aver scritto delle offese a razziste al campione Ian Wright.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   03/03/2021
254

Patrick O'Brien, un videogiocatore irlandese di 18 anni, è stato bannato a vita da FIFA 21 e dalla serie FIFA in generale, dopo aver scritto delle offese razziste a Ian Wright, la leggenda dell'Arsenal.

Razzismo e intelligenza sono normalmente agli antipodi, ma in questo caso O'Brien è andato ben oltre le aspettative dei primatologi.

Siamo a maggio 2020 e, dopo aver perso una partita di FIFA Ultimate Team usando la carta di Wright, questo gigante del pensiero contemporaneo non ha trovato niente di meglio da fare che andare sul profilo Instagram del calciatore e inviargli ben venti messaggi pieni di insulti a sfondo razziale.

Wright ha denunciato il ragazzo, che però è stato recentemente assolto dal tribunale, con la motivazione che una condanna non avrebbe portato a nulla. Inoltre il giudice ha ritenuto O'Brien sinceramente pentito per ciò che ha fatto, avendo donato 500€ all'Irish Network Against Racism e avendo scritto una lettera di scuse a Wright, che le ha accettate.

Wright si è detto deluso dalla sentenza, da cui non chiedeva vendetta ma delle conseguenze per un vile atto di razzismo. Non si aspettava nemmeno che l'aver accettato le scuse del ragazzo si sarebbe trasformato in un'attenuante. Insomma, afferma il campione, come si può pretendere che non si ripetano situazioni simili se poi i tribunali non prendono provvedimenti seri che facciano da deterrente?

A prendere le parti di Wright ci ha pensato però Electronic Arts, cancellando gli account FIFA di O'Brien e bannandolo a vita dalla serie. EA ha anche chiesto scusa a Wright perché le offese gli sono arrivate da qualcuno della sua comunità. Il campione gli ha però risposto che non è stata una loro responsabilità e ha applaudito al comportamento del publisher che lo ha difeso. Purtroppo non equivale alla sentenza di un tribunale, ma almeno è qualcosa per dare un segnale contro un fenomeno come il razzismo.

Visto che molti nei commenti si interrogano sulla liceità o meno della decisione di EA, riportiamo anche i commenti spediti da O'Brien a Wright, che potrebbero illuminare più di qualcuno: