L'era dell'archiviazione cloud illimitata e gratuita su Android è ufficialmente giunta al capolinea. Attraverso una massiccia campagna di comunicazione via email avviata nelle ultime ore, Google ha iniziato a informare la propria platea di utenti in merito a un'imminente e radicale modifica nella gestione della memoria online. Nelle prossime settimane, tutti i dati di backup generati dagli smartphone e dai tablet Android cesseranno di essere gratuiti e inizieranno a intaccare direttamente la quota di spazio disponibile all'interno del proprio account Google.
La multinazionale di Mountain View ha seguito alla lettera le norme, distribuendo l'avviso con circa quarantacinque giorni di anticipo rispetto all'effettiva entrata in vigore della nuova politica tariffaria, concedendo così il tempo necessario per riorganizzare i propri archivi digitali.
Cosa rientrerà nel conteggio dei 15 GB
Fino ad oggi, la quota gratuita di 15 GB concessa da Google a ciascun profilo veniva saturata principalmente dagli allegati di Gmail, dai documenti caricati su Drive e dalle immagini salvate in alta risoluzione tramite Google Foto, mentre gli MMS contribuivano già al consumo complessivo. Con l'introduzione delle nuove regole, l'armatura protettiva decade anche per i dati vitali del sistema operativo. Verranno infatti conteggiati nel computo della memoria tutti gli SMS tradizionali, il registro cronologico delle chiamate effettuate e ricevute, le impostazioni personalizzate del dispositivo, i dizionari della tastiera e le configurazioni interne di tutte le applicazioni installate.
Qualora l'account dovesse esaurire lo spazio residuo a causa di questa nuova stretta, Google interromperà immediatamente l'esecuzione dei backup automatici notturni. Per ripristinare la fondamentale funzione di salvataggio, indispensabile per non perdere i propri dati in caso di furto o smarrimento del telefono, l'utente si troverà davanti a un bivio: cancellare vecchi file per liberare memoria oppure cedere alla sottoscrizione di un piano a pagamento sulla piattaforma Google One.
I tecnici di Mountain View hanno comunque cercato di ridimensionare l'allarme, allegando alle email una stima personalizzata del peso del backup del singolo smartphone, che nella maggior parte dei casi si rivela essere piuttosto leggero (0,07 GB nel mio caso, ndr).
Per aiutare i consumatori a non saturare i profili, Google introdurrà un pannello di controllo avanzato per i dispositivi dotati di Android 9 o versioni successive. Questa interfaccia consentirà di selezionare in modo chirurgico quali categorie di informazioni inviare al cloud e quali applicazioni escludere categoricamente dal processo, offrendo una flessibilità d'azione utilissima per salvaguardare i gigabyte residui ed evitare costosi abbonamenti mensili.