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Il disastro di Cyberpunk 2077 ha costretto CD Projekt a crescere come studio

Secondo Paweł Sasko di CD Projekt Red, il lancio disastroso di Cyberpunk 2077 ha avuto anche effetti positivi sullo sviluppatore.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   16/01/2026
Uno dei personaggi di Cyberpunk 2
Cyberpunk 2077: Ultimate Edition
Cyberpunk 2077: Ultimate Edition
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Nonostante siano passati più di cinque anni dal lancio di Cyberpunk 2077, CD Projekt Red ancora sta riflettendo sul lancio disastroso. Ormai è riuscita a recuperare, come dimostrano 35 milioni di copie vendute, ma è stato comunque un momento segnante per lo studio di sviluppo polacco, che ha avviato un lungo e complesso percorso fatto di cambiamenti e insegnamenti.

Paweł Sasko, lead quest designer e oggi associate game director su Project Orion (conosciuto anche come Cyberpunk 2), ha spiegato che una delle lezioni fondamentali apprese riguarda la necessità di maggiore concentrazione e rigore creativo. Secondo Sasko, Cyberpunk 2077 dà il meglio di sé quando meccaniche, narrazione e temi lavorano in sinergia, invece di contendersi l'attenzione del giocatore o, peggio, entrare in conflitto tra loro.

Più debole e più forte

Il designer ha inoltre riconosciuto che il team avrebbe potuto gestire meglio alcuni aspetti legati alla dissonanza ludonarrativa. Dopo l'impianto della Relic, V inizia a vedere Johnny Silverhand (interpretato da Keanu Reeves), ma allo stesso tempo la propria vita si accorcia e il corpo si indebolisce. Questo contrasta con la progressione tipica dei giochi di ruolo, che rende il personaggio sempre più potente.

Johnny Silverhand
Johnny Silverhand

"V sta morendo, tossisce sangue e sta male", ha spiegato Sasko, "ma ogni missione completata lo rende più forte. Abbiamo cercato di usare questa contraddizione per rafforzare il senso di perdita e di inevitabilità, perché ogni passo avanti avvicina comunque alla fine. È una tensione che abbiamo sfruttato, ma che avremmo potuto mettere al centro prima".

Cyberpunk 2077 sarebbe stato migliore con un primo atto più lungo? Cyberpunk 2077 sarebbe stato migliore con un primo atto più lungo?

Dal punto di vista tecnico, il team ha imparato quanto sia essenziale avere una base solida e scalabile. Molti dei miglioramenti attuali sono stati possibili solo grazie alla riscrittura dei sistemi fondamentali. Insomma, in certi è meglio rifare tutto che mettere cerotti, per così dire. Per CD Project Red è stata la dimostrazione che l'ambizione deve sempre tenere conto dei limiti tecnici.

Più di ogni altra cosa, però, la lezione principale è stata l'importanza dell'organizzazione interna. Una migliore distribuzione dei ruoli, una comunicazione più efficace tra i team e una pianificazione più realistica hanno avuto un grande impatto, come dimostrato dai risultati ottenuti con Phantom Liberty (l'unica espansione maggiore di Cyberpunk 2077). Nonostante i danni d'immagine e le critiche legate al lancio problematico e al crunch, l'esperienza di Cyberpunk 2077 ha finito per rafforzare CD Projekt Red, complessivamente: "Cyberpunk ci ha costretti a maturare come studio", ha concluso Sasko. "Abbiamo rivisto gran parte dei nostri processi e sviluppato l'abitudine di migliorarli costantemente".