Anche Yves Guillemot, CEO di Ubisoft, ha detto la sua sul famoso argomento dell'abbandono dei dischi fisici annunciato da Sony per il prossimo futuro, sostenendo che, sebbene la cosa abbia vantaggi e svantaggi da bilanciare, alla fine "non sconvolgerà" più di tanto l'industria dei videogiochi.
Durante una recente conferenza con gli investitori, a Guillemot è stato chiesto un commento sull'annuncio di Sony riguardante l'abbandono totale dei giochi fisici per il 2028 e il passaggio al digitale, che a quanto pare rappresenta un elemento di enorme importanza per una importante fetta di utenti.
In generale, Guillemot ovviamente analizza la questione dal punto di vista di un addetto ai lavori, per di più un executive di alto profilo, dunque ovviamente pone l'accento soprattutto sui vantaggi per i produttori.
Pro e contro, ma alla fine conta poco, secondo Guillemot
"Quello che abbiamo osservato nel settore dei PC è che questa scelta ha contribuito alla crescita del mercato", ha dichiarato l'amministratore delegato di Ubisoft a un analista che gli aveva chiesto quali fossero le ripercussioni sul mercato del passaggio a un modello senza dischi.
"In futuro ci sarà anche una certa pressione sui costi delle console, e il passaggio al solo formato digitale contribuirà, direi, a rendere le console più accessibili. Come hai detto tu, ci sono pro e contro. Ma riteniamo che ciò non sconvolgerà più di tanto il settore".
Gli elementi messi in evidenza da Guillemot riguardano soprattutto i "pro" del passaggio al digitale, che colpiscono sia i produttori che i consumatori, specialmente per quanto riguarda il potenziale abbassamento dei costi.
Tuttavia, non vengono toccati tutti i "contro" di un passaggio al supporto esclusivamente digitale che vengono regolarmente discussi dagli utenti, ovvero i problemi legati alla proprietà del prodotto, alla preservazione e la fine del mercato dell'usato, tanto per dirne alcuni.
Nel frattempo, non si placa la protesta della community dei videogiocatori contro la decisione di Sony, tanto da aver spinto la compagnia a imporre linee guida social più rigide di sempre ai dipendenti, in base a quanto riferito.