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Anche ChatGPT di OpenAI potrebbe costare molto meno: inizia la guerra dei prezzi per i chatbot IA?

OpenAI starebbe valutando una riduzione significativa dei prezzi applicati ai token, l'unità di misura utilizzata per fatturare l'utilizzo dei modelli di intelligenza artificiale.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   11/06/2026
ChatGPT

Secondo un report del Wall Street Journal, ripreso da Reuters, OpenAI starebbe valutando una riduzione significativa dei prezzi applicati ai token. L'obiettivo sarebbe quello di rafforzare la propria posizione nella crescente competizione con Anthropic, che negli ultimi mesi ha registrato una forte crescita soprattutto nel mercato enterprise e negli strumenti dedicati allo sviluppo software.

Le discussioni sarebbero ancora in corso e non sarebbe stata presa alcuna decisione definitiva. Reuters precisa di non aver potuto verificare in modo indipendente le informazioni riportate dal quotidiano statunitense.

Prezzi più bassi anche per i modelli più avanzati

L'articolo del Wall Street Journal sostiene che OpenAI stia valutando una riduzione significativa dei prezzi dei propri modelli di intelligenza artificiale per contrastare la crescente pressione di Anthropic, una delle aziende che più rapidamente sta guadagnando quote di mercato nel settore dell'IA generativa.

Sam Altman, CEO di OpenAI
Sam Altman, CEO di OpenAI

Secondo fonti citate dal quotidiano, all'interno di OpenAI sarebbe in corso una discussione su possibili tagli ai costi dei token, l'unità utilizzata per misurare e fatturare l'utilizzo dei modelli. Non sarebbe stata ancora presa una decisione definitiva, ma il tema starebbe assumendo sempre più importanza man mano che il mercato diventa più competitivo.

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Il report evidenzia come Anthropic abbia registrato una forte crescita negli ultimi mesi, soprattutto grazie al successo di Claude e degli strumenti dedicati agli sviluppatori. Molte aziende starebbero valutando alternative a OpenAI per ridurre i costi operativi legati all'utilizzo dell'IA, rendendo il prezzo un elemento sempre più decisivo nella scelta dei fornitori.

L'articolo sottolinea che OpenAI si trova in una posizione particolare. Da un lato continua a dominare il settore per notorietà e diffusione dei suoi modelli, dall'altro deve sostenere enormi investimenti in infrastrutture, data center e capacità di calcolo. Una riduzione dei prezzi potrebbe aiutare a mantenere la leadership e ad attrarre nuovi clienti, ma rischierebbe di comprimere i margini in un momento in cui l'intero settore sta spendendo decine di miliardi di dollari per espandere la propria capacità computazionale.

Il Wall Street Journal descrive inoltre uno scenario sempre più simile a quello dei servizi cloud tradizionali, dove i grandi fornitori competono non solo sulla qualità della tecnologia ma anche sul costo effettivo per gli utenti. Per molte aziende che sviluppano applicazioni basate sull'IA, differenze anche relativamente piccole nel prezzo dei token possono tradursi in milioni di euro di risparmio su base annua.

Un altro elemento evidenziato è che OpenAI non starebbe affrontando la competizione soltanto da Anthropic. Sul mercato sono presenti anche modelli di Google, Meta, xAI e numerosi operatori open source, fattori che stanno contribuendo a una graduale pressione al ribasso sui prezzi. Tra l'altro anche Google ha di recente abbassato il prezzo dei propri modelli Pro.

La tesi centrale dell'articolo è che il mercato dell'IA stia entrando in una nuova fase. Dopo una prima corsa focalizzata sulle prestazioni dei modelli, la battaglia si starebbe spostando sempre più sul rapporto tra costi e capacità offerte. Se OpenAI dovesse procedere con tagli importanti, potrebbe innescare una vera guerra dei prezzi tra i principali fornitori di IA generativa.

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