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Altro che iPhone Air: questo smartphone ultrasottile diventa anche una specie di reflex con i suoi moduli

Tecno ha presentato un prototipo modulare ultrasottile al MWC 2026 di Barcellona, che promette componenti intercambiabili magnetici e pin fisici.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   04/03/2026
Tecno Modular Magnetic Interconnection Technology

Mostrare che un approccio diverso alla costruzione del telefono può ampliare le funzioni senza obbligare a cambiare prodotto a ogni nuova esigenza. Questo è il senso della Modular Magnetic Interconnection Technology, che Tecno ha portato quest'anno al MWC di Barcellona.

Alla fiera di Barcellona, il marchio cinese ha infatti mostrato un prototipo che combina due filosofie spesso considerate incompatibili: la flessibilità dei moduli e il design ultrasottile. Il progetto punta a suggerire come potrebbe evolvere l'hardware degli smartphone nei prossimi anni, partendo da una base semplice: gli smartphone attuali costringono a convivere con un set fisso di componenti, mentre questo concept immagina un dispositivo capace di trasformarsi rapidamente. L'utente non sarebbe più vincolato a una configurazione unica, ma potrebbe applicare moduli diversi a seconda delle necessità quotidiane, passando da un profilo minimale a uno più orientato alla produttività, al gaming o alla fotografia specializzata.

La Modular Magnetic Interconnection Technology vista da vicino

I dispositivi creati da Tecno sono due: Atom Edition e Moda Edition. Il primo adotta una combinazione di argento e rosso, mentre il secondo punta su toni scuri e finiture dorate dal taglio più tecnico (ed è questo che abbiamo visto in fiera, ndr). Entrambi condividono lo stesso telaio da 4,9mm di spessore, valore che scende di un millimetro rispetto al precedente Tecno Spark Slim. La scocca in vetro opaco integra una matrice magnetica rettangolare, progettata per garantire agganci stabili e allineati dei moduli.

La forma base del prototipo Tecno
La forma base del prototipo Tecno

La scelta tecnica più evidente riguarda il sistema di alimentazione. A differenza delle soluzioni che fanno affidamento sulla ricarica wireless, Tecno ha integrato connettori fisici tramite pogo pin. Questa decisione permette un trasferimento energetico più efficiente e con temperature inferiori rispetto all'induzione. Un esempio è il modulo Power Bank, spesso 4,5mm, che raddoppia l'autonomia del telefono mantenendo un profilo complessivo che resta sottile rispetto agli standard attuali.

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Sul fronte dei dati, invece, l'azienda ha adottato una logica opposta, preferendo la comunicazione wireless. I moduli utilizzano Bluetooth, Wi-Fi o collegamenti mmWave in base alla quantità di dati richiesta. Accessori come joystick da gioco o power bank si accontentano del Bluetooth, mentre moduli più complessi, come l'action cam o la lente tele, necessitano di un flusso video in anteprima e sfruttano connessioni più veloci e stabili. La società non ha chiarito quale tecnologia verrà privilegiata in futuro, lasciando intendere che l'obiettivo sia mantenere un approccio flessibile.

A differenza della Atom Edition, che ha un solo set di connettori di alimentazione, la Moda Edition ne offre due. Questo perché alcuni accessori possono essere più ingombranti e quindi utilizzabili uno alla volta, mentre altre configurazioni successive possono offrire un livello più ampio di personalizzazione a seconda delle esigenze. La struttura modulare può poi evolversi per accogliere componenti sempre più complessi o più sottili, mantenendo invariato il principio base della sostituzione rapida.

Per ora la Modular Magnetic Interconnection Technology resta un prototipo che serve a mostrare ciò che il marchio può realizzare sul piano ingegneristico.

La modularità non è mai riuscita a imporsi davvero nel settore mobile, ma l'ulteriore riduzione degli ingombri e l'uso combinato di agganci magnetici e connessioni wireless potrebbe offrire un nuovo punto di partenza per sperimentazioni future, come abbiamo immaginato nei 10 design falliti di smartphone che potrebbero tornare sul mercato, grazie all'intelligenza artificiale.