Stop Killing Games, il movimento di consumatori nato nel 2024 per contrastare la pratica dei publisher di "distruggere" i videogiochi rendendoli inutilizzabili dopo la chiusura dei server, e Does it Play, account X dedicato alla preservazione videoludica e al formato fisico, hanno annunciato che supporteranno la class action "Fair PlayStation" avviata nei Paesi Bassi da Stichting Massaschade & Consument contro Sony. L'azienda viene accusata di imporre una sorta di "Sony tax" ai giocatori PlayStation, limitando la vendita dei giochi digitali esclusivamente al PlayStation Store.
L'annuncio è arrivato tramite un messaggio congiunto su X e un video animato intitolato "It's time to sue Sony, join us" che riassume le motivazioni della causa, strettamente legata allo stop alla produzione dei giochi fisici per console PlayStation previsto nel 2028. Secondo le due organizzazioni, "Sony ha il monopolio delle vendite dei giochi su PlayStation e quando smetterà di vendere giochi fisici nel 2028, non avrai più scelta". L'obiettivo è ottenere prezzi più equi e alternative reali al PlayStation Store.
La tassa di Sony sui giochi digitali
"Hai mai notato che i giochi digitali per PlayStation costano più delle copie fisiche? Abbastanza strano, vero? Ti aspetteresti che i giochi digitali fossero più economici. Quindi, cosa sta succedendo? Sony ha il monopolio sulle vendite digitali dei giochi su PlayStation", recita il video.
"La tua PlayStation è progettata in modo che tu possa acquistare giochi digitali solo tramite il negozio di Sony. E quando Sony smetterà di vendere giochi fisici nel 2028, non avrai più alcuna scelta. È così che Sony elimina la concorrenza, e tu finisci per pagare molto di più - in media, fino al 47%."
"È praticamente una "Sony tax", ed è chiaramente contro la legge. Certo, Sony può fare profitti, ma deve giocare pulito. Ecco perché stiamo intraprendendo un'azione legale per ottenere prezzi equi, senza la Sony tax e con vere alternative al negozio digitale di Sony."
Ricordiamo che Stop Killing Games nei mesi scorsi ha portato avanti la propria iniziativa omonima che puntava a introdurre leggi per tutelare i giochi live service e quelli legati a server online. Supportata da una petizione ufficiale tramite l'ICE da quasi 1,3 milioni di firme, l'iniziativa è arrivata fino alla Commissione Europea. Purtroppo è stata bocciata per questioni legate al diritto d'autore, ma ciò non dimeno il traguardo raggiunto ha attirato le attenzioni di consumatori e politici su una questione delicata come quella della preservazione dei videogiochi.
È quindi probabile che l'organizzazione affianchi la causa olandese con la stessa determinazione, puntando a trasformare la questione dei prezzi dei giochi digitali per console PlayStation in un nuovo fronte di tutela dei consumatori.