Il CEO di Epic Games, Tim Sweeney, è tornato a parlare delle regole di Steam relative all'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Valve ha infatti introdotto l'obbligo per gli sviluppatori di fornire informazioni sull'impiego dell'IA nei videogiochi. Secondo Sweeney, tuttavia, questa politica sarebbe "ripugnante", in quanto rischierebbe di alimentare l'ostilità da parte della community nei confronti dei giochi che utilizzano questa tecnologia.
Le critiche di Sweeney
Le dichiarazioni sono arrivate in risposta a un commento di Matt Workman, dipendente di Fal, un'azienda specializzata in servizi cloud per la generazione di contenuti tramite IA. Secondo Workman, "l'idea di una dichiarazione di trasparenza sui contenuti generati dall'IA è assurda nel 2026". Il CEO di Epic Games si è detto d'accordo, replicando senza troppi giri di parole: "Obbligare gli sviluppatori a redigere una dichiarazione politica che verrà poi usata contro di loro dalla folla inferocita che essi stessi stanno contribuendo a organizzare è ripugnante".
Secondo Sweeney, l'obbligo di dichiarare l'utilizzo dell'IA rischia di penalizzare gli sviluppatori, soprattutto quelli più piccoli, esponendoli alle critiche dei giocatori e potenzialmente danneggiando i loro giochi. Valve, dal canto suo, punta sulla trasparenza e riconosce le preoccupazioni di artisti e creatori, soprattutto per quanto riguarda il possibile uso improprio delle loro opere.
Le polemiche legate all'intelligenza artificiale su Steam non sono mancate. Durante lo Steam Next Fest, per esempio, Alliance Arts ha deciso di non pubblicare la demo di Drunken Goddess Reflux, temendo che i suoi contenuti potessero essere utilizzati per generare imitazioni tramite IA, da distribuire prima dell'uscita ufficiale del gioco. Anche diversi giocatori hanno espresso il proprio disappunto per la presenza di numerosi titoli realizzati con l'intelligenza artificiale, arrivando a chiedere a Valve l'introduzione di un filtro dedicato.
Epic Games e l'intelligenza artificiale nei videogiochi
La posizione di Sweeney non sorprende, considerando il suo sostegno all'impiego dell'intelligenza artificiale generativa nello sviluppo videoludico. Proprio di recente, Epic Games ha annunciato una game jam basata su Unreal Engine, pensata per realizzare giochi in tempi rapidi e inizialmente presentata con l'utilizzo dell'IA come requisito obbligatorio.
La decisione ha suscitato diverse polemiche, spingendo l'azienda a fare marcia indietro: Epic ha riconosciuto l'errore e chiarito che i partecipanti avrebbero potuto scegliere liberamente se utilizzare o meno l'intelligenza artificiale. In ogni caso, Tim Sweeney continua a contestare le politiche di Steam sull'intelligenza artificiale. Voi che ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto.