In una recente intervista concessa alla testata PC Gamer, il CEO di Epic Games, Tim Sweeney, ha esposto la sua visione sull'impiego dell'intelligenza artificiale nello sviluppo dei videogiochi, criticando duramente le politiche di trasparenza attualmente adottate da Valve sulla piattaforma Steam. Si tratta solo dell'ennesimo capitolo dello scontro tra le due compagnie, anche se va detto che gli attacchi provengono quasi tutti da Sweeney, con Valve che si limita a ignorarlo.
La lettera scarlatta
Secondo Sweeney, l'IA rappresenta uno strumento valido per alleggerire i lavori ripetitivi e di routine, come la creazione di asset secondari. Il dirigente ha paragonato l'uso dell'IA agli store di modelli 3D stock, evidenziandone però la maggiore flessibilità: "Vai in una libreria, come il sito Fab Content o l'Unity Asset Store, e compri un vaso da fiori. [...] È bello, ma ti offre un set fisso di oggetti, e la scansione 3D funziona solo per cose che esistono già nel mondo: non puoi scansionare un alieno", ha spiegato. "Se hai un gioco con uno stile visivo davvero unico, ti servono contenuti unici, e l'IA è un modo per ottenerli con un'economicità che la rende competitiva rispetto a Fab o alla scansione [...], ma funziona per una categoria più ampia di oggetti".
Sottolineando come i budget di sviluppo debbano essere concentrati sugli elementi centrali di un gioco, Sweeney ha aggiunto: "Il valore non sta nel creare il vaso da fiori perfetto. Sarebbe un'assoluta follia spendere un milione di euro per creare un vaso, perché il vero valore sta nel costruire la scena, il gioco, la narrazione e il gameplay, nel renderlo eccezionale, nel dargli un'atmosfera unica e nel creare qualcosa che attragga i videogiocatori".
Il focus dell'intervista si è poi spostato sulle regole di Steam, che impongono agli sviluppatori di dichiarare apertamente l'utilizzo di strumenti basati sull'IA generativa all'interno dei propri titoli. Il CEO di Epic Games ritiene che questa etichettatura sia problematica e potenzialmente dannosa per le vendite. "È un peccato che così tanti sviluppatori siano messi in questa posizione", ha commentato. "Se vuoi lanciare un gioco e fargli avere la massima pubblicità possibile, devi metterlo su Steam in modo che le persone possano aggiungerlo alla lista dei desideri. Ma se vuoi metterlo su Steam, devi avere questa lettera scarlatta dell'IA attaccata al tuo prodotto, con una community di hater che cerca di affossare il gioco".
Nelle battute finali dell'estratto, Sweeney ha rivolto un'accusa diretta alla gestione di Steam: "Penso che sia davvero irresponsabile da parte di Valve. Non dovrebbero farlo, perché rende molto, molto più difficile per uno sviluppatore avere una possibilità di successo". Secondo Sweeney, l'attuale situazione del mercato costringe gli studi a un bivio: "Devi scegliere se non usare strumenti che possono renderti molto più produttivo, finendo probabilmente per fallire a causa della concorrenza che invece li usa".
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