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Spider-Man: Brand New Day, la recensione del cinecomic che rilancia l'Uomo Ragno

Con Destin Daniel Cretton alla regia, il nuovo Spider-Man di Tom Holland affronta lutto e solitudine in un cinecomic più adulto del solito.

RECENSIONE di Christian Colli   —   31/07/2026
Spider-Man: Brand New Day

Si parla tanto di "superhero fatigue", di stanchezza per i cinecomic, eppure Spider-Man: Brand New Day fa registrare 4 milioni di euro il giorno d'esordio in Italia, il miglior debutto di sempre per una pellicola di Sony nel nostro paese, con proiezioni che lo vedono ottimisticamente superare il miliardo al botteghino a livello globale. Nonostante tutti i problemi iniziali, tra licenze e diritti vari, i Marvel Studios sembrerebbero aver azzeccato l'interprete, quel Tom Holland che ha conquistato il mondo intero e che abbiamo visto di recente anche nei panni di Telemaco nell'Odisseadi Christopher Nolan.

Questo nuovo Spider-Man è entrato nel Marvel Cinematic Universe dalla porta di servizio in Captain America: Civil War, si è intrufolato negli Avengers ed è stato protagonista di ben tre film prima di diventare a tutti gli effetti il supereroe dei grandi poteri e delle grandi responsabilità. Ha cominciato da ragazzino ed è cresciuto sotto i nostri occhi, imparando il significato del suo costume a caro prezzo: la sua "origin story" è arrivata tardi, ma è arrivata e ora è giunto il momento di raccontare la maturità in un film che rappresenta un nuovo inizio, ma anche qualcosa di più.

Non solo Spidey ma uno Spidey solo

Nei film precedenti, lo Spider-Man di Tom Holland ha gradualmente perduto ogni rete di sicurezza: prima Iron Man, poi zia May, infine tutti i suoi amici e i suoi alleati, inclusa l'amata MJ. L'incantesimo del Dottor Strange alla fine di Spider-Man: No Way Home ha cancellato il ricordo di Peter Parker da ogni mente, una situazione che l'ha spinto ad abbracciare completamente la sua identità di Uomo Ragno. Lo ritroviamo perciò qualche anno dopo, intento a proteggere New York da un super criminale dopo l'altro - in una carrellata introduttiva che farà sorridere i lettori di lunga data - e a "stalkerare" il suo amico Ned e la sua ex MJ, ormai laureandi del MIT che non ricordano minimamente la sua esistenza.

La carrellata di scene a inizio film omaggia le più famose copertine dei fumetti di Spider-Man
La carrellata di scene a inizio film omaggia le più famose copertine dei fumetti di Spider-Man

Quella di Peter è una vita solitaria e rassegnata, tratteggiata però con leggerezza e prudenza nella lunga introduzione che sposta i riflettori sulla sua umanità piuttosto che sul suo eroismo: un'umanità che traspare dal modo in cui Spider-Man si relaziona con New York e i suoi cittadini, dagli agenti di polizia ai passanti che se lo vedono volteggiare sopra. Ma il sacrificio di un eroe vale fino a un certo punto. Nessun uomo è un'isola e anche il più eroico degli eroi ha bisogno di contatto umano, soprattutto se deve affrontare il senso di colpa e il dolore della perdita che lo consumano da dentro.

Per introspettiva che sia, la storia di Brand New Day prende una piega imprevista quando Spidey si trova ad affrontare una nuova minaccia: una ragazza misteriosa che riesce a controllare mentalmente chiunque - inclusi i suoi amici e i suoi nemici - e che sembra avercela a morte con Damage Control, l'organo che si occupa di ripulire i danni causati da supereroi e super criminali, magari riciclandone la tecnologia. Una situazione spinosa, aggravata dai poteri di ragno che sembrano sul punto di evolversi inaspettatamente.

Chris McKenna, Erik Sommers e Justin Kuritzkes firmano l'avventura cinematografica più fumettosa di Spider-Man dopo No Way Home, ma se l'ultimo film di Jon Watts era inverosimile dall'inizio alla fine, Brand New Day ha un'atmosfera più concreta: è una pellicola dritta e consapevole, ma anche più legata al Marvel Cinematic Universe di molte altre. Per la prima volta abbiamo avuto la sensazione che questo universo condiviso tra cinema e televisione significasse veramente qualcosa: nei 145 minuti di durata si incrociano personaggi e situazioni che richiedono una discreta conoscenza pregressa e, anche se la scrittura e i dialoghi fanno di tutto per mettere lo spettatore a suo agio, ci si sente di essere entrati in edicola e aver sfogliato un albo Marvel moderno completamente a caso.

Brand New Day non si limita a ripescare la nuova Vedova Nera di Florence Pugh, l'Hulk di Mark Ruffalo visto l'ultima volta in She-Hulk o il Punisher di Jon Bernthal in versione edulcorata - e anche un po' irriconoscibile - rispetto all'ultima volta che lo abbiamo incontrato in Daredevil: Rinascita, una versione che funziona anche e soprattutto per l'alchimia tra Bernthal e Holland, che sono grandi amici nella vita reale. No, Cretton infila nella sua pellicola anche gli inevitabili riferimenti ai film precedenti, i flashback con la zia May di Marisa Tomei, e arriva a riesumare addirittura i ninja della Mano, la setta che Daredevil ha combattuto su Netflix praticamente una vita fa.

L'evoluzione dell'Uomo Ragno

Il miracolo sta nel fatto che Brand New Day rischiava di essere una specie di Spider-Man 3 di Sam Raimi, un film strapieno di personaggi importanti con troppo poco tempo da dedicare a ciascuno di loro; invece, in qualche modo, Cretton riesce a concentrarsi soprattutto su Peter Parker, senza però sacrificare niente. A parte una cosa: l'umorismo. Brand New Day è un film che si prende maledettamente sul serio, non una sequenza di gag ironiche e scene d'azione attaccate a una trama. L'ironia è misurata, mai invadente, e persino il Ned di Jacob Batalon è molto più tollerabile. Anche in questo aspetto si sente che i personaggi sono cresciuti, che si sono lasciati alle spalle il liceo per entrare a gamba tesa nel mondo adulto, chi più chi meno.

La regia di Destin Daniel Cretton è ispirata e vertiginosa
La regia di Destin Daniel Cretton è ispirata e vertiginosa

Ciò rende Brand New Day il film di Spider-Man più maturo del MCU, decisamente inadatto ai più piccoli sia per l'abbandono pressoché totale dei toni da commedia giovanile, sia per le tematiche affrontate che alla stragrande maggioranza di loro saranno estranee. Si parla di solitudine, elaborazione del lutto, perdita e abbandono. La storia di Peter si riflette in due sottotrame, una più evidente e l'altra che si svela solo alla fine, e la solennità di questi momenti è sorretta dall'interpretazione degli attori: Holland è probabilmente la versione migliore possibile del suo Peter Parker, mentre Sadie Sink, che ha già dimostrato il suo talento in Stranger Things ma non solo, conferisce al suo personaggio una grinta dolorosa e coinvolgente.

Sulla sua identità non vogliamo anticipare troppo, anche se sul web se ne parla da mesi, ma possiamo dirvi che, nonostante questa introduzione nel Marvel Cinematic Universe non ci abbia convinto fino in fondo più per i modi che nel merito, la Sink è praticamente perfetta nel ruolo che le è stato assegnato. Ma il cast in generale svolge un ottimo lavoro, inclusa Zendaya che in un paio di scene davvero serissime - in cui la colonna sonora, invero assai dimenticabile, scompare praticamente del tutto - ha davvero bucato lo schermo.

Il Punisher di Jon Bernthal è un po' più... delicato rispetto alla sua controparte TV
Il Punisher di Jon Bernthal è un po' più... delicato rispetto alla sua controparte TV

Spider-Man: Brand New Day è una pellicola curatissima sotto molti aspetti, nonostante qualche scivolone logico soprattutto nell'ultimo atto. Cretton, che già si era distinto per la sua ottima regia in Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli, rivitalizza l'azione con una verticalità vista raramente nei film live action di Spider-Man. Le sue riprese sono dinamiche e coinvolgenti, e fanno spesso uso di rovesciamenti, distorsioni e originali inquadrature sbilenche per dare un'impronta personalissima ai volteggi dell'Uomo Ragno, che in questo modo sorprendono ancora dopo anni e anni di film.

Ogni scena d'azione vibra, carica di un'energia che si può quasi sentire sulla pelle. A dire la verità, Brand New Day non è una pellicola particolarmente ricca di scontri e battaglie, che sono brevi, ma intense e che Cretton fa contare davvero. Per assurdo, il film avrebbe potuto fare a meno di qualche minuto, soprattutto perché l'ultimo atto cambia sostanzialmente focus, mettendo un po' troppo da parte il nostro protagonista. Ma anche lì sta l'originalità, che forse non tutti apprezzeranno, di un cinecomic che non si conclude con il solito "boss finale" e che sui titoli di coda preferisce mostrarci la quotidianità di New York City piuttosto che il solito montaggio di animazioni computerizzate.

In tal senso, vi avvisiamo che Brand New Day ha un'unica scena dopo i titoli di coda che probabilmente sarà incomprensibile ai più, ma che farà rimuginare tantissimo i lettori dei fumetti Marvel.

Conclusioni

Multiplayer.it

8.5

Spider-Man: Brand New Day è la cosa più vicina ai fumetti dell'Uomo Ragno che abbiamo visto su un grande schermo. Destin Daniel Cretton dimostra non solo di essere un maestro dell'azione, ma anche di aver compreso cosa rende davvero speciale l'uomo dietro la maschera, e lo ha impresso in uno dei migliori film del MCU, una storia matura e introspettiva che affronta temi universali usando le risorse di questo universo condiviso e aggiungendovi al contempo qualcosa di nuovo. Magari non gli riesce tutto alla perfezione, magari si poteva fare qualcosa di più o di meno con questo o quel personaggio, ma Brand New Day redime definitivamente lo Spider-Man di Tom Holland e lo proietta in una dimensione più adulta e significativa.

PRO

  • Ottime interpretazioni, soprattutto Holland e Sink
  • Affronta tematiche più mature, dosando perfettamente l'ironia
  • Fantastiche scene d'azione e di volteggio
  • Attinge al Marvel Cinematic Universe come pochi altri film

CONTRO

  • Colonna sonora dimenticabile
  • Qualche passaggio più debole, soprattutto nell'atto finale
  • Per capire tutto al 100% bisogna aver guardato altri film o serie TV
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