1

Avatar Aang: L'ultimo dominatore dell'aria, la recensione del film animato

Aang e la sua cricca sono cresciuti: dopo mesi travagliati è arrivato su Paramount+ il film che racconta una nuova avventura tra Avatar e Korra.

RECENSIONE di Christian Colli   —   28/07/2026
Illustrazione di Avatar Aang: L'ultimo dominatore dell'aria

Avatar Aang non si meritava tutte le sfortune che ha avuto. Doveva uscire al cinema; poi si è deciso che sarebbe stato caricato direttamente su Paramount+, ma è malauguratamente finito sul web in anticipo, per poi uscire sia sulla piattaforma digitale, sia al cinema negli Stati Uniti, seppur con una distribuzione limitatissima: un passaggio necessario per candidarlo a premi vari ed eventuali. Ed è un peccato perché se li meriterebbe davvero, solo che pochi sembrerebbero credere in questo marchio che, dopo il successo della prima serie, tra il 2005 e il 2008, è finito nel tritatutto del web.

Tra remake live action come quello brutto senza appello di Shyamalan o quello già migliore di Netflix, sequel e fumetti, la serie ha comunque costruito negli anni una comunità appassionata che ha convinto Nickelodeon a fondare gli Avatar Studios, una compagnia incaricata di supervisionare il brand e le sue future incarnazioni.

Avatar: La leggenda di Aang, recensione della stagione 2 su Netflix Avatar: La leggenda di Aang, recensione della stagione 2 su Netflix

In questi giorni è uscito il primo trailer di una nuova serie animata, Avatar: Seven Havens, e finalmente è arrivato su Paramount+ anche il lungometraggio Avatar Aang: uno sguardo al passato, tra nostalgia e modernità, che è una lettera d'amore a tutti i fan.

Il futuro e il passato di Aang

Ambientato tredici anni dopo la conclusione di Avatar: L'ultimo dominatore dell'aria e quindi circa sessant'anni prima de La leggenda di Korra, Avatar Aang ci riporta in un mondo dove regna la pace e i nostri protagonisti conducono le loro vite da adulti. Aang, però, è ancora tormentato dalla consapevolezza di essere l'ultimo della sua stirpe: per chi non se lo ricordasse, Aang quando era piccolo è fuggito dalle sue responsabilità di Avatar, finendo successivamente "congelato" e lasciando così la sua tribù sguarnita durante la guerra contro i dominatori del fuoco, che sterminarono tutti i dominatori dell'aria proprio in cerca del protagonista.

Il Team Avatar riunito in una scena del film
Il Team Avatar riunito in una scena del film

Da allora sono passati oltre cento anni e il nostro eroe è riuscito a redimersi, unendo tutte le nazioni e mettendo fine a una guerra lunga e sanguinosa. Questa pace è però messa a rischio dai Rinnegati, umani che non possono dominare gli elementi e che cercano un bastone leggendario in grado di conferire loro i poteri dei dominatori. Essenzialmente, questo bastone permetterebbe ad Aang di ricostituire la tribù dei dominatori dell'aria, perciò il nostro eroe raduna la vecchia banda - il cosiddetto Team Avatar - e parte alla ricerca del manufatto, finendo per incontrare un altro misterioso dominatore dell'aria, Tagah.

Se giocate o seguite lo sviluppo di Avatar Legends, il recente picchiaduro di Gameplay Group, allora forse saprete che Tagah si unirà presto al roster proprio per festeggiare l'uscita del lungometraggio. Questo nuovo e massiccio comprimario - doppiato non per niente da Dave Bautista in lingua originale - riserva alcune sorprese che non staremo ad anticiparvi, ma che forse saranno abbastanza prevedibili se conoscete l'universo di Avatar e vi avvicinate al film dopo aver guardato la serie originale e La leggenda di Korra.

Tagah è un personaggio inedito che si unirà presto anche al roster di Avatar Legends
Tagah è un personaggio inedito che si unirà presto anche al roster di Avatar Legends

In questo senso, infatti, la pellicola di Avatar Studios non ambisce a sconvolgere in chissà che modo lo status quo e il suo più grande difetto è forse proprio quello di essere una storia contenuta in un affresco estremamente più ampio: in altre parole, se conoscete il mondo di Avatar per com'è ne La leggenda di Korra, sarà difficile aspettarsi qualcosa di diverso o qualche sconvolgente colpo di scena che, giustamente, non arriva praticamente mai. Da questo punto di vista, pur essendo assolutamente canonico, Avatar Aang è un film che vuole essere una sorta di "reunion", come si usa dire ultimamente, e anche un tuffo nel passato sulle onde della nostalgia.

Ritroviamo infatti tutti i personaggi che hanno reso indimenticabile la serie originale, da Katara a Sokka, passando per Toph e Zuko. Quest'ultimo ha forse meno tempo sotto i riflettori degli altri, ma ha avuto ben tre stagioni per brillare ed è comunque un piacere ritrovarlo, flemmatico e cresciuto, alla guida della Nazione del Fuoco. Toph è il solito maschiaccio che ruba ogni scena, Sokka la spalla comica capace di atti di grande coraggio e Katara la voce della ragione: diciamo che nessuno si è spostato più di tanto dal punto in cui era arrivato alla fine del Libro Tre, ma del resto non è su di loro che è incentrata la pellicola.

La tradizione resiste

La verità è che non ci si può aspettare chissà quale sviluppo o approfondimento da un lungometraggio che dura 99 minuti, soprattutto se paragonato a una serie in 61 episodi da mezzora ciascuno. Per molti è sempre stata quella la forza di Avatar: un mondo estremamente particolareggiato, sostenuto da un cast indimenticabile. La crescita dei personaggi, i loro legami, le loro amicizie e inimicizie, hanno reso un cartoon per ragazzi qualcosa di più, e molti appassionati cercano ancora disperatamente le stesse sensazioni in ogni nuova opera che porti il titolo di Avatar.

La pellicola Avatar Studios è un esempio brillante di animazione tradizionale
La pellicola Avatar Studios è un esempio brillante di animazione tradizionale

Avatar Aang, tuttavia, non intende sostituire e neanche rilanciare quella serie, ma piuttosto affiancarla. È una parentesi che ci racconta un momento nella vita dei nostri eroi e lo fa con una regia e una tecnica assolutamente incredibili. A riconferma che l'animazione tradizionale non è morta e neanche obsoleta come sembrano suggerire le recenti scelte produttive di Disney, gli Avatar Studios hanno confezionato un lungometraggio stellare, che brilla soprattutto nelle scene d'azione, probabilmente le migliori nella storia di Avatar sia per complessità coreografica, sia per dinamicità di inquadrature e prospettive.

Avatar Legends: The Fighting Game, la recensione di un gioco fedele alla serie ma con pochi contenuti Avatar Legends: The Fighting Game, la recensione di un gioco fedele alla serie ma con pochi contenuti

Alcune scene sono volutamente esasperate, dimostrando un controllo degli elementi che i nostri eroi semplicemente si sognavano nella serie originale, per sottolineare quanto tempo sia passato e quanta esperienza abbiano fatto da quando Aang si faceva insegnare il dominio dagli altri. I combattimenti appaiono quindi a dir poco esaltanti e la sceneggiatura maneggia in maniera equilibrata azione e introspezione senza mai rallentare la sua corsa. Grazie a una scelta di colori vivaci, intensi e luminosi, Avatar Aang è uno dei migliori esempi di animazione tradizionale degli ultimi tempi, a tanto così dall'eccellenza raggiunta da Ufotable con i suoi lungometraggi ispirati a Demon Slayer.

Ritroviamo i protagonisti cresciuti, come Zuko che ora guida la Nazione del Fuoco
Ritroviamo i protagonisti cresciuti, come Zuko che ora guida la Nazione del Fuoco

Le musiche riconoscibili del solito Jeremy Zuckerman, compositore storico della serie Avatar, completano un quadro più che soddisfacente, insieme a un doppiaggio italiano di ottima qualità. Avatar Aang probabilmente avrebbe dato il massimo su uno schermo cinematografico, ma resta una visione consigliatissima anche sul divano del salotto, sia che abbiate amato la serie originale, sia che siate completamente nuovi all'universo condiviso da Aang, Korra e le future Pavi e Nisha. Potrebbe essere un'ottima occasione per recuperare una delle serie animate più importanti della nostra generazione.

Conclusioni

Multiplayer.it

8.0

Avatar Aang: L'ultimo dominatore dell'aria è un film assolutamente splendido da vedere, che fila via liscio come l'olio e rappresenta una nuova occasione per passare del tempo insieme ad Aang, Katara, Sokka e tutti gli altri. Non vuole riscrivere la storia, né aggiungere niente di fondamentale a una storia che già conosciamo, ma solo mostrare i muscoli di uno studio che ha tutte le carte in regola per fare innamorare di questo brand le nuove generazioni. Le vecchie forse prevedranno facilmente lo sviluppo della storia, e rimpiangeranno le storyline più articolate delle serie a stagioni, ma non potranno restare indifferenti alle spettacolari animazioni di un film che meritava molta più risonanza di quella che ha avuto.

PRO

  • Una nuova avventura insieme a Aang e tutti gli altri
  • Animazioni di qualità eccellente

CONTRO

  • Non aggiunge nulla alla storia che conoscono i fan
  • I nuovi personaggi sono giocoforza poco sviluppati
Aggiungici come fonte preferita su Google
Questo contenuto potrebbe includere link affiliati che generano commissioni.
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.