Marvel Tōkon: Fighting Souls sembrava nato sotto una cattiva stella. Non solo è andato in open beta nel pieno della polemica per il futuro passaggio al digitale di Sony, ma è un picchiaduro ispirato ai supereroi Marvel nell'era della cosiddetta "superhero fatigue", un picchiaduro che in versione PC ha ancora tanti problemi che Arc System Works sta ancora risolvendo a colpi di aggiornamenti. Per la cronaca, noi abbiamo giocato in versione PlayStation 5 ed è stata un'esperienza senza intoppi: nessun bug, zero rallentamenti, il gioco gira sempre fluidissimo e online è praticamente perfetto.
Lo diciamo subito: Marvel Tōkon è un grandissimo picchiaduro che riscrive le regole del gioco, cercando di ritagliarsi un posto tra i big del momento grazie a una prospettiva "casual" che Arc System ha già abbracciato in passato con Guilty Gear -Strive- e non senza polemiche. A prima vista, il gioco sembra la festa del mainstream: è un coloratissimo trionfo di cultura pop e influenze anime, pensato per piacere ai giocatori di passaggio, ma anche ai veri appassionati che su questi titoli investono ore e ore di duri allenamenti. Filosofie che in passato è stato difficile coniugare, ma che stavolta sembrano destinate a una promettente convivenza.
Una lettera d'amore Marvel
Per un amante dei fumetti Marvel, ma anche soltanto dei film o dei cartoni animati, Marvel Tōkon è una vera chicca che straripa di citazioni, riferimenti e omaggi, dagli schemini che sintetizzano i rapporti tra i vari personaggi che appaiono nel gioco alle animazioni negli sfondi, nei dialoghi, nelle pose di vittoria e in quelle di sconfitta. E c'è spazio anche per ricordare gli altri picchiaduro che hanno fatto la storia, a cominciare da un combattente - Deadpool - che è praticamente un easter egg ambulante, un concentrato di rimandi ai precedenti giochi Arc System, ma anche alla concorrenza e agli anime più popolari di tutti i tempi.
Marvel Tōkon è stato davvero sviluppato dai fan per i fan. La modalità Episodio è un gioiellino, una sequenza di scontri inframmezzati da tavole a fumetti parzialmente animate, completamente doppiate in italiano, che raccontano le disavventure delle cinque squadre che compongono il roster. Ciascuna di esse combatte nel torneo del Campione - un oscuro personaggio Marvel creato da Tom DeFalco e Ron Wilson nel 1982 - per le proprie motivazioni, perfettamente coerenti con i personaggi e le loro caratterizzazioni storiche. La scrittura è semplice ma esilarante e in poche battute riesce a delineare i personaggi e a farli comprendere anche a chi mastica poco i fumetti di riferimento. Ogni "albo" è stato affidato a un disegnatore diverso, perciò, per esempio, la storia più seria dei Cavalieri di Doom ha uno stile molto occidentale, mentre le buffe vicissitudini dei Motociclisti Samurai sembrano uscite da un manga per ragazzi.
È un pastiche che funziona perché è coerente internamente e con i fumetti e i film più popolari, e che si prende il disturbo di spiegare addirittura un personaggio semisconosciuto come Danger con una reinterpretazione super sintetica che funziona benissimo nell'economia di una modalità che è praticamente un pretesto per fare a botte in single player e sbloccare un combattente extra e qualche costume in più. Non è abbastanza per consigliare l'acquisto a chi gioca sempre da solo, sia chiaro, e anche le altre modalità aggiuntive, tipo Arena e Sopravvivenza, o il buffo minigioco Arcadia Rumble, aggiungono poco in questo senso.
Esistono poi una soddisfacente modalità di addestramento, ricca di opzioni per personalizzare le sessioni in solitaria, e un compendio di sfide a difficoltà crescente che mettono alla prova l'abilità e il tempismo del giocatore partendo dalle basi del combattimento per arrivare alle combo più complesse e articolate. Ogni sforzo è ricompensato da trofei, stemmi e colori alternativi, ma forse avremmo gradito qualcosa in più da una compagnia che si è inventata delle vere e proprie visual novel in BlazBlue e Persona 4 Arena.
È chiaro, però, che Arc System Works si è concentrata sul roster, sia dal punto di vista della giocabilità che da quello estetico. Il look dei personaggi richiama le loro controparti iconiche a fumetti, ma è influenzato pesantemente da una sensibilità tutta nipponica: per dire, l'armatura di Iron Man ricorda i Gundam, Loki sembra uscito da un anime shonen, Blade impugna la mitica katana Muramasa e il tema musicale di Peni Parker è completamente cantato in giapponese. A questo proposito, dobbiamo dire che il doppiaggio italiano ci è davvero piaciuto. Pensavamo che sarebbe stato strano sentire i combattenti di un picchiaduro parlare nella nostra lingua, invece le performance sono ottime a tutto tondo e nel giro di qualche minuto ci si fa l'orecchio, specialmente se si è abituati agli anime doppiati in italiano.
Perché Marvel Tōkon, nonostante i comics che lo ispirano sia tipicamente occidentali, sembra veramente un cartone animato. Arc System Works, che già con Dragon Ball FighterZ aveva dimostrato il suo talento in tal senso, è riuscito persino a superarsi. I modelli 3D sono ricchi di dettagli, le animazioni sono incredibilmente armoniose e spettacolari, la pulizia dell'immagine è davvero incredibile e tanti piccoli dettagli, come gli scenari pieni di riferimenti, le onomatopee e le vignette che compaiono sfondando le pareti o sconfiggendo gli avversari con Super e Ultimate, contribuiscono a ricordarci costantemente le origini fumettistiche di questi personaggi. Per i loro fan, Marvel Tōkon è semplicemente una delizia, e lo sviluppatore ha anche cucito il gameplay intorno all'idea dei "crossover", cioè quelle storie in cui i personaggi appartenenti a diverse testate si incontrano e si scontrano.
Più picchiaduro per tutti
Ormai dovrebbero sapere anche i sassi che Marvel Tōkon non è un vero e proprio picchiaduro a squadre: sì, idealmente il giocatore deve formare un team di quattro combattenti, ma Arc System ha avuto un'intuizione geniale che distingue il suo nuovo titolo da ogni altro sulla piazza. Ogni squadra, infatti, ha un solo indicatore della salute condiviso tra tutti i membri, perciò nulla vieta di controllare solo il primo personaggio scelto dall'inizio alla fine della partita, senza mai cambiarlo o anche soltanto ricorrere agli assist, giocando Marvel Tōkon praticamente come un normalissimo picchiaduro uno contro uno.
Ogni personaggio è infatti sufficientemente diversificato, nonostante le mosse speciali si eseguano tutte alla stessa maniera con i tradizionali quarti o simili: le abilità Uniche, infatti, esprimono i poteri per cui sono famosi i vari combattenti, sicché Spider-Man può guizzare da un lato all'altro con la sua ragnatela, Star-Lord può cambiare proprietà al suo fucile elementale, Goblin può chiamare il suo aliante, Magik può aprire dei portali di teletrasporto e così via. Il sistema Assemble - un altro omaggio ai fumetti già nel nome - aggiunge molteplici strati di profondità a un picchiaduro che già di per sé funziona benissimo: inizialmente ogni giocatore può accedere a due personaggi della squadra, uno attivo e uno come assist, ma le sue azioni durante il match sbloccano gradualmente il resto del team, in una vera e propria escalation.
L'ultimo round è un classico scontro finale dei fumetti e dei film Marvel, con i giocatori che possono cambiare personaggio all'occorrenza e richiamare frequentemente gli altri come assist, riempiendo lo schermo di effetti speciali, animazioni e combattenti che si picchiano. Qualche volta diventa pure difficile leggere l'azione e serve un bel po' di pratica per mantenere il sangue freddo e la concentrazione durante i momenti più critici della partita, quando un colpo tirato troppo presto o troppo tardi può fare la differenza. È per questo motivo che Arc System Works è stato anche forse troppo permissivo in termini di difese. Marvel Tōkon è un gioco in cui imparare a difendersi è talmente fondamentale che non ci sono particolari penalità per chi fa la tartaruga e tecniche come il Crossover - un'utilissima schivata con risposta automatica - consumano pochissime risorse e si ricaricano praticamente subito.
Il giocatore più casual del mondo potrebbe fermarsi a queste meccaniche basilari, imparare un personaggio e controllare solo quello, ricorrendo ai comandi Assemble o a qualche assist per portare a casa match comunque spettacolari ed estremamente divertenti: in suo aiuto accorre infatti anche un sistema di comandi semplificato, che associa le mosse speciali a un tasto, da premere insieme a un altro e a una direzione al massimo per le varianti, e delle combo automatizzate che si chiudono in Super e Ultimate alla pressione ripetuta dello stesso attacco. Basta premere letteralmente lo stesso tasto per eseguire delle combo efficaci, anche se l'input manuale infligge sensibilmente più danni e rappresenta il passo successivo nell'apprendimento dei sistemi di gioco.
Marvel Tōkon è infatti un picchiaduro che svela gradualmente le sue carte senza che ce ne si renda conto. Si può approcciare come un titolo super casual, ma pian piano si cominciano a capire le sue meccaniche particolari e tutte le raffinatezze di un gameplay che non è affatto caotico come sembra, ma molto più calcolato. Le combo sono essenzialmente composte da quattro attacchi consecutivi al massimo e di potenza crescente ma mai decrescente, con mosse speciali o Super in chiusura, ma con la pratica si impara a usare gli assist per collegare molteplici combo brevi in route sempre più lunghe, creative e complesse, anche perché la posizione degli assist nella squadra determina il tipo di azione che i nostri compagni effettueranno quando chiamati.
Serve davvero molta pratica, perché ogni personaggio sostanzialmente si esprime in tre assist diverse, dalle animazioni e proprietà specifiche, e anche perché l'assist funziona solo in precisi momenti che all'inizio è difficile individuare nel caos di un'azione frenetica, ma non troppo. Strati su strati, insomma, controbilanciati da un sistema di controllo intuitivo e personalizzabile, ma non sempre reattivo agli input come invece dovrebbe essere: un problema segnalato già in beta che Arc System ha migliorato, ma che forse meriterebbe un'altra revisione. Con il tempo comunque si imparano a sfruttare le molteplici funzionalità del gameplay, a leggere e anticipare i Crossover dell'avversario con i propri, riuscendo a bloccare temporaneamente i suoi assist, a usare gli Assemble Smash e a cambiare personaggio al momento opportuno per confondere le acque o, più semplicemente, schierare un combattente più adatto alla situazione.
Il roster in questo senso è abbastanza bilanciato; diciamo che non ci sono personaggi davvero scarsi, anche se alcuni sono forse eccessivamente avvantaggiati. Magik e Carnage, per esempio, hanno attacchi veloci e dalle portate troppo ampie, e può diventare frustrante faticare contro un avversario che ripete palesemente i comandi semplificati mentre noi cerchiamo di mettere a segno le combo praticate per ore. Ecco il perché di tante funzionalità e tecniche di riposizionamento, che però bisogna appunto imparare e assimilare, ma a nostro avviso Arc System Works è riuscito in un'impresa difficilissima: ha davvero coniugato in un'unica soluzione una molteplicità di approcci che si adattano alle più diverse frange di giocatori.
Già questo fa di Marvel Tōkon un picchiaduro esemplare, ma per comprendere veramente il suo impatto sulla scena bisognerà sicuramente aspettare qualche tempo e i prevedibili aggiornamenti con cui lo sviluppatore aggiusterà eventualmente il tiro, cominciando già con l'aggiunta al roster di Ciclope Fenice nel prossimo futuro. Le potenzialità del titolo confezionato da Arc System Works sono tuttavia indiscutibili: ha tutto ciò che serve per imporsi sulla scena competitiva, ma anche per restare semplicemente un picchiaduro di riferimento per i giocatori meno smaliziati che vogliono soltanto divertirsi con i loro beniamini in un titolo dai valori produttivi altissimi che, prima di ogni altra cosa, rispetta e onora le proprie origini.
Conclusioni
Arc System Works riconferma la sua padronanza del genere con un titolo riuscito su più fronti. Marvel Tōkon: Fighting Souls è una lettera d'amore ai fan della Casa delle Idee, ma anche un picchiaduro di altissima qualità che parla a diverse fasce di giocatori, dai casual che si divertiranno anche soltanto con i comandi semplificati, imparando gradualmente tutte le sfumature di un sistema di combattimento originale e coinvolgente, agli esperti che passeranno ore a inventare nuove combo e sinergie per vincere negli inevitabili tornei. In questo senso, siamo di fronte a un esperimento che se ne infischia di cinecomics, concorrenza e convenzioni, tirando dritto per la sua strada: se sostenuto a dovere, Marvel Tōkon potrebbe diventare un nuovo punto di riferimento per gli amanti del genere.
PRO
- Comparto tecnico di altissimo livello
- Roster ricco e diversificato all'insegna del fanservice
- È un picchiaduro stratificato che si rivolge a più fasce di giocatori
CONTRO
- Qualche personaggio più sbilanciato di altri
- Modalità Episodio molto carina ma si poteva fare di più
- A volte si crea davvero molta confusione a schermo