Avatar: Aang, the Last Airbender è stato trafugato da un uomo che ha poi diffuso illegalmente il film e che ora rischia grosso: la legge di Singapore prevede fino a sette anni di carcere e una multa che può arrivare a 50.000 dollari per reati di questo tipo.
Il presunto colpevole è stato fermato lo scorso 16 aprile dalle autorità con l'accusa di aver ottenuto un accesso non autorizzato a un server di Paramount, da cui avrebbe scaricato una copia digitale del film ancora inedito, per poi appunto procedere alla sua diffusione online.
Inizialmente destinato a una distribuzione cinematografica, Avatar: Aang, the Last Airbender è stato dirottato sulla piattaforma streaming Paramount+ con un'uscita fissata per il 9 ottobre, operazione che ha creato malcontento tra fan e addetti ai lavori.
La diffusione illegale del film ha ulteriormente complicato la situazione, mettendo in discussione anche i piani di lancio futuri. Una parte della community ha chiesto a gran voce un ritorno alla distribuzione nelle sale, come gesto di rispetto nei confronti degli artisti coinvolti nel progetto.
Un evento infausto
Mentre è in arrivo la seconda stagione di Avatar: La Leggenda di Aang su Netflix, Julia Schoel, animatrice del film, ha definito il leak "irrispettoso": "Abbiamo lavorato al film di Aang per anni, aspettandoci di poter celebrare tutto il nostro duro lavoro al cinema", ha scritto.
"Invece abbiamo visto persone far trapelare il film senza alcuna cerimonia e condividere le nostre scene su Twitter come fossero caramelle." L'animatrice ha aggiunto di non essere d'accordo con chi giustifica il leak per via della scelta di togliere il film dalle sale.
"Non mi piace vedere le persone usare la terribile decisione di Paramount di togliere il film dalle sale per giustificare il leak. Capisco perfettamente chi non vuole pagare o supportare Paramount+, ma piratare il film dopo la sua uscita sarebbe stato comunque meglio di questo."