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Videogiocatori come cocainomani, per un servizio del TG1 con un senatore di Forza Italia

La Rai ha mandato in onda uno sconcertante servizio in cui sostanzialmente i videogiocatori e gli utenti social sono stati definiti dei cocainomani.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   14/04/2022

Secondo un servizio del TG1 i videogiocatori sono dei cocainomani. In che senso? Il 12 Aprile 2022, TG1 Diretta ha mandato in onda un servizio dedicato al rapporto tra i giovani e le nuove tecnologie (social media e videogiochi in particolare) in cui è intervenuto il senatore di Forza Italia, nonché giornalista Andrea Cangini, che ha tirato delle conclusioni davvero discutibili riguardo a un problema comunque reale, annunciando una sua proposta di legge per regolare la materia.

Cangini era in trasmissione per presentare il suo ultimo libro, intitolato CocaWeb, che dovrebbe essere la sintesi del lavoro fatto dalla Commissione Istruzione, di cui Cangini fa parte. Stando al senatore, tutti gli esperti interpellati dalla commissione (psicologi, neurologi, grafologi e altri) hanno parlato di un impatto devastante delle nuove tecnologie sulla mente dei giovani. Secondo questi esperti l'uso delle nuove tecnologie, videogiochi compresi, "non può che degenerare in abuso" per dei precisi meccanismi chimici che si innescherebbero nel cervello umano. Addirittura gli effetti di social e videogiochi sarebbero "identici, letteralmente identici" a quelli della cocaina perché attiverebbero dei neuroni che trasmettono la sensazione del piacere.

Secondo Cangini videogiochi e social starebbero riducendo la capacità cognitiva e mentale dei giovani, che avrebbero un quoziente intellettivo più basso rispetto al passato, come rilevato non si sa bene da chi.

Ora, che l'abuso di social e anche di videogiochi possa essere un problema non ci trova necessariamente oppositivi, come del resto è un problema l'abuso di qualsiasi cosa, ma affrontare l'argomento in questi termini ci sembra controproducente, nonché fondamentalmente falso.

Comunque sia il peggio deve ancora venire, perché Cangini ha addirittura alzato il livello dell'attacco, arrivando a fare dell'allarmismo assurdo, per poi proporre una soluzione che non esitiamo a definire ridicola: "Chiunque di noi ha un figlio drogato nel senso tradizionale, sa di avere un problema e lo affronta. Tutti noi, e io stesso preferiamo non affrontare il problema dei nostri figli, che non sono meno drogati dal web rispetto alle droghe tradizionali, perché questo ci consente di non renderci responsabili. Per questo il libro sostiene come ci siano tante cose da fare, ma che non si fanno. Arriverà un momento come per il tabacco: ci si è accorti che fumare fa male, io fumo, e so che fa male, e credo che sia giusto che le compagnie del tabacco investano per dire che il tabacco fa male. Vorrei che le compagnie del web destinassero parte del loro fatturato a dire che il web fa male ai giovani."

Quindi la soluzione sarebbe di investire in avvisi come quelli sui pacchetti di sigarette? Ogni volta che aprite Multiplayer.it deve apparire Pianesani a ricordarvi che videogiocare troppo potrebbe farvi diventare come lui?