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Alla conquista della Cina

La guerra dei Tre Regni non è ancora finita

RECENSIONE di Massimo Reina   —   02/04/2013
Dynasty Warriors 7: Empires
Dynasty Warriors 7: Empires
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Dynasty Warriors è certamente uno dei brand più longevi nel panorama videoludico mondiale. Spin-off d'azione della saga strategica Romance of the Three Kingdoms basata sul Romanzo dei tre Regni scritto da Luo Guanzhong nel XIV secolo, una delle opere che fanno parte dei Quattro grandi romanzi classici della letteratura cinese, fra serie principale, "derivati" ed espansioni, pur presentando quasi sempre poche sostanziali modifiche di rilievo al gameplay e la medesima struttura di gioco, questo franchise di Tecmo Koei continua imperterrito a navigare con successo da una generazione di console all'altra, fra le onde di un mercato sempre più difficile per le varie software house.

Alla conquista della Cina

Dynasty Warriors 7: Empires è l'ultimo episodio in ordine di tempo a essere rilasciato dalla compagnia giapponese: esso, come indica il suffisso, rappresenta la variante un tantino più strategica di Dynasty Warriors 7, nella quale il videogiocatore è chiamato a rivivere ancora una volta le vicende guerra dei Tre Regni vestendo i panni di uno dei tantissimi protagonisti di quella storia. Il tutto all'interno di un'unica modalità suddivisa in svariate campagne, ognuna delle quali correlate alle fazioni e ai guerrieri presenti nel titolo. In tal senso ci sono decine e decine di personaggi da poter scegliere e impersonare: ognuno di essi è dotato di precise caratteristiche, proprio come in un gioco di ruolo, che vanno potenziate e aumentate con il passare del tempo. Combattendo si imparano infatti nuove combo, nuove mosse e si ottengono nuovi equipaggiamenti, anche se purtroppo utilizzare una o l'altra non sortisce poi molta differenza in battaglia, a prescindere dalla diversa coreografia effettuata, e dopo qualche scontro, estetica a parte, non si nota più tanta diversità nemmeno fra guerrieri.

Un unico Regno

Sempre a proposito di combattenti, tra l'altro, c'è da segnalare che nel gioco è presente pure un editor che permette agli utenti di crearne di personalizzati, selezionando per loro perfino le animazioni delle armi, la personalità e gli attributi fisici, e scegliendo se poi utilizzarli di volta in volta in battaglia al posto di uno dei personaggi principali o secondari, oppure se schierarli al loro fianco. Grazie alla modalità Extras, questi guerrieri si possono utilizzare anche online, magari impegandone uno per unirsi ad altre tre persone per creare il proprio Regno, oppure per collaborare con un altro giocatore per rendere più rapida una vittoria o , ancora, scaricare i personaggi ideati da altri utenti e usarli successivamente come ufficiali ed ottenere assistenza in battaglia.

Alla conquista della Cina

Qualunque sia la scelta operata, per il giocatore c'è solo un obiettivo finale da raggiungere, vale a dire quello di unificare tutti i territori della Cina nel tentativo di creare una sua Dinastia, con la forza bruta o con la diplomazia, magari stipulando una serie di trattati politici e militari con i leader nemici. Essendo Dynasty Warriors 7: Empires una sorta di ibrido tra azione e strategia, per riuscire nell'impresa non basta quindi solamente menare la mani a destra e manca, cosa che comunque il videogiocatore farà per buona parte dell'avventura, ma bisogna prima pianificare attacchi, difese e occuparsi anche d'alcuni aspetti gestionali. Ogni fazione presente nel gioco ha un suo leader e vari ufficiali a sostegno, i quali possono ricoprire a loro volta differenti compiti. Nel primo caso bisogna ovviamente gestire praticamente un Impero, nel senso che si devono prendere tante decisioni come quali territori conquistare, quali ufficiali mandare in battaglia, come addestrare le proprie truppe e perfino curare i rapporti personali, pure sentimentali se è il caso, con determinati ufficiali di sesso opposto.

Che la battaglia abbia inizio

Nel ruolo di ufficiale si può invece agire come consiglieri del capo, senza però avere alcun potere di scelta sulle operazioni militari da compiere o sulle zone della mappa da attaccare. Una volta sistemate le questioni tattiche si passa all'azione vera e propria. Ogni condottiero possiede armi e caratteristiche differenti l'uno dall'altro, e può contare su degli alleati, che insieme al resto delle truppe vengono controllati dalla CPU.

Alla conquista della Cina

A coadiuvare ulteriormente il leader ci sono degli oggetti particolari da equipaggiare prima della battaglia, che possono servire a incrementare le sue potenzialità, permettendogli di aumentare la propria forza fisica o di sferrare attacchi magici, e così via. A prescindere dalla scelta della fazione da rappresentare, dei territori da attaccare e dall'organizzazione della battaglia, l'impianto di gioco e il gameplay rimangono quindi identici a tutti gli altri capitoli della serie. Sul campo ci si fa strada in mezzo a centinaia di avversari menando fendenti, caricando energia per i colpi speciali, i cosiddetti Musou, e sfruttando eventuali potenziamenti temporanei pescati sul terreno che sviluppano in maniera sovraumana (ma solo per poco tempo) alcune abilità, come per esempio la velocità o la potenza degli attacchi. Gli scontri si rivelano come da tradizione per la saga piuttosto frenetici e vivaci, grazie anche a un sistema di controllo particolarmente agevole ed immediato, perfetto per venire a capo dei nugoli di avversari che si lanciano contro il videogiocatore. Il numero elevato di nemici tra l'altro va a sopperire l'intelligenza artificiale degli stessi, la quale, pur essendo stata migliorata un po', non brilla talvolta per logica.

Trofei PlayStation 3

Dynasty Warriors 7: Empires propone 45 Trofei: 32 di Bronzo, 9 d'Argento, 3 d'Oro e 1 di Platino. Per ottenerli bisogna soddisfare una serie di richieste del gioco durante l'avventura principale, come per esempio ottenere tutti i pezzi utili per poter personalizzare i propri eroi creati da zero, completare una della modalità Impero o conquistare un determinato territorio.

Un esercito da pestare

Non si può dire lo stesso però per i generali avversari, decisamente più tosti e agguerriti, soprattutto ai livelli di difficoltà più avanzata, contro i quali è meglio riservare le mosse speciali disponibili. Battendo i nemici le parti rosse sulla mappa scompariranno gradualmente a scapito di quelle blu, fino a quando l'intero territorio non sarà occupato dagli uomini gestiti dall'utente. Tutto quello che si fa nel gioco dà all'utente e ai personaggi che controlla dei punti esperienza che vanno a influenzare i sei parametri chiave che caratterizzano ognuno di essi, vale a dire coraggio, saggezza, ricchezza, compassione, disciplina e malvagità. Questi incrementando il loro di livello sbloccano diversi stratagemmi sempre più potenti e differenti, utili per essere usati poi nelle battaglie successive in base alle esigenze del condottiero e dei suoi sottoposti.

Alla conquista della Cina

Andiamo a chiudere questo articolo gettando uno sguardo sull'aspetto tecnico del prodotto. Fermo restando che le visuali non sono spesso il massimo a causa della solita telecamera non sempre ben posizionata, si nota qualche miglioria qua e là, specie a livello di texture, rispetto a Dynasty Warriors 7. Purtroppo non manca qualche pop-up e la comparsa talvolta dal nulla dei nemici, ma la cosa viene bilanciata da un certo punto di vista da una buona fluidità e da un ottima visione d'insieme. Spettacolari come sempre gli attacchi speciali e le scene di massa di battaglia, nonché la cura con la quale sono ricreati scenari e abiti dei protagonisti dal punto di vista scenografico. Per quanto riguarda invece l'audio, ci sono tantissime tracce sonore disponibili, molte delle quali tratte dai precedenti giochi di Dynasty Warriors e che spaziano dai ritmi heavy rock di stampo asiatico a quelli più tradizionalmente epici, il tutto insieme a efficaci effetti di battaglia e un buon doppiaggio in lingua giapponese.

Conclusioni

Multiplayer.it
6.8
Lettori (10)
8.3
Il tuo voto

Dynasty Warriors 7: Empires rappresenta un lieve ma pur sempre valido passo in avanti per la saga di Tecmo Koei. Pur infatti non brillando certamente per innovazione o varietà dei contenuti (i nuovi elementi introdotti dagli sviluppatori sono pochi e comunque non eclatanti in termini di cambiamenti), il titolo ha tanto da offrire agli appassionati di genere, i quali troveranno pane per i loro denti e parecchio divertimento, con decine di personaggi da provare, caratteristiche da sbloccare e battaglie da affrontare. Certo, alla lunga la situazione rischia di diventare ripetitiva e monotona, ma è chiaro che chi si diletta con produzioni del genere sa già a cosa va incontro.

PRO

  • Tanti personaggi e battaglie in cui cimentarsi
  • L'ambientazione mantiene inalterato il suo fascino
  • La componente "strategica" viene impreziosita da alcune novità...

CONTRO

  • ....ma resta pur sempre molto limitata
  • Come gli altri giochi della serie, alla lunga può risultare monotono
  • Poche novità di rilievo nel gameplay