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La resurrezione di due classici

Capcom continua a restaurare le sue vecchie e gloriose saghe. È il turno di Darkstalkers che torna in digital delivery in un pacchetto decisamente ricco di contenuti; che sia il preludio a un nuovo episodio della serie?

RECENSIONE di Michele Bertini   —   01/04/2013
Darkstalkers Resurrection
Darkstalkers Resurrection
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Quante gioie e innumerevoli capolavori ha saputo regalare la scheda CPS2 che proprio quest'anno compie ben venti anni di età. Non esiste amante di picchiaduro che non possa definirsi estremamente riconoscente verso questo hardware che ha permesso a Capcom di imporsi come una delle regine degli arcade di tutto il mondo. Stiamo parlando di un parco titoli ampissimo che si è visto riproposto negli anni in innumerevoli remake e raccolte sulle console più o meno recenti.

La resurrezione di due classici

Una delle saghe che però Capcom sembrava aver lasciato nel dimenticatoio era proprio quella dei folkloristici mostri combattenti Darkstalkers, se si vanno ad escludere delle sporadiche comparsate di alcuni suoi protagonisti in altri progetti (si pensi alla presenza della Succube Morrigan Aensland all'interno del roster di Marvel vs Capcom 3). È stato proprio in occasione della celebrazione dei 25 anni di Street Fighter che Yoshinori Ono ha annunciato l'interesse della casa di Osaka nel rilanciare il brand Darkstalkers, facendo delle velate allusioni all'idea di un nuovo e inedito episodio della serie. Prima di concretizzare questa affascinante ipotesi però Capcom ha voluto misurare quanto appeal ha ancora il brand tra il pubblico di oggi e lo fa proponendoci una riedizione dei due capitoli maggiormente apprezzati dai fan di vecchia data: Night Warriors: Darkstalkers' Revenge del 1995 e Darkstalkers 3, uscito nel 1997.

Tra storia e folklore

Sebbene possa sembrare essere una scelta discutibile, ovvero quella di includere "solo" il secondo e il terzo episodio della saga, in realtà questa selezione appare ben ponderata considerando che Night Warriors: Darkstalkers' Revenge (uscito in Giappone con il nome di Vampire Hunter: Darkstalkers' Revenge) non è altro che una versione riveduta e corretta del primo episodio Darkstalkers.

La resurrezione di due classici

Meno comprensibile appare invece la scelta di inserire la versione arcade originale del terzo capitolo (Vampire Savior: The Lord of Vampire in patria), trascurando le successive riedizioni che vantano un roster leggermente più ricco. Una scelta forse dettata dalla volontà di offrire i due classici nelle loro versioni "arcade perfect", vale a dire uguali a quelle dei cabinati dell'epoca. Dettagli a parte appare subito chiaro come l'offerta di Darkstalkers Resurrection sia decisamente allettante. Seppur non conosciuto dal grande pubblico come la compagnia di combattenti da strada di Ryu, Ken e soci, Darkstalkers vanta un'importanza di primo piano nella storia del genere picchiaduro, ampliamente meritata dal carattere innovativo che ha sempre contraddistinto la serie. Elementi come le mosse EX e il chain-combo system sono stati introdotti proprio da Morrigan e compagni, insieme ad altre caratteristiche meno diffuse ma altrettanto peculiari come la parata aerea.

La resurrezione di due classici

Non si può poi trascurare il roster di personaggi assolutamente sopra le righe che si discosta dai classici lottatori esponenti delle più conosciute discipline di arti marziali, per i protagonisti di Darkstalkers si è attinto direttamente alle leggende e al folklore popolari. Sul ring bidimensionale si alternano mostri di ogni fattezza: mummie, samurai maledetti, licantropi, zombie e avvenenti succubi sono solo degli esempi. L'atipicità del design dei combattenti è da sempre stata una delle caratteristiche più apprezzate dai fan della saga, una resa visiva impreziosita da atipiche e ironiche animazioni splendidamente realizzate che donano agli sprite un carattere iconico inconfondibile, una perfetta testimonianza dell'età dell'oro degli artisti Capcom.

Competizione mondiale

Considerando l'ottima base di partenza, gli Iron Galaxy Studios (gli stessi di Street Fighter III: 3rd Strike Online Edition e Marvel vs. Capcom Origins) hanno potuto concentrarsi sugli aspetti accessori per rendere l'esperienza di gioco il più completa e appagante possibile. Ovviamente le meccaniche del gameplay non sono state toccate in questo porting digitale, non c'è nessun bisogno di riscrivere questo pezzo di storia dei picchiaduro. La solidità della giocabilità di un tempo non è affatto andata persa e complice la lunga lontananza della saga dai riflettori del mercato alcune sue caratteristiche appariranno in qualche modo inedite ai novizi, pensiamo ad esempio alla scelta di poter giocare impostando una modalità automatica della parata al costo di sacrificare il ricorso alle chain-combo. Ciò che caratterizza questa riedizione è la chiara inclinazione verso il gioco online: una delle feature più interessanti infatti è quella di poter salvare i replay delle proprie partite e condividerli su YouTube che, insieme a un ottimo sistema di tag, può portare a creare grazie alla community di giocatori un ottimo database di video classificati per categoria.

La resurrezione di due classici

Non si tratta solo di soddisfare il narcisismo di qualche virtuoso del pad (o meglio, dell'arcade stick), infatti la possibilità di poter studiare le prestazioni di altri giocatori risulta essere un ottimo modo per carpirne i segreti e studiare le giuste contromosse. Il comparto online si poggia sull'infrastruttura GGPO (utilizzata anche nei succitati precedenti porting degli Iron Galaxy), che permette di personalizzare ampliamente la ricerca del matchmaking in base alla regione geografica o anche all'abilità dell'avversario, venendo incontro anche a esigenze di banda non ottimale offrendo addirittura la scelta di sacrificare dei frame di animazione per sopperire a problemi di ping. Molto curata è anche l'organizzazione delle singole partite e dei tornei, fino ad otto partecipanti, con la comoda modalità spettatore che permette di assistere ai match degli altri giocatori quando si è in attesa.

Obiettivi Xbox 360

Come ogni picchiaduro il raggiungimento del pieno bottino di 400 punti non sarà impresa facile. In particolare l'obiettivo da 50g che impone di finire l'arcade mode di entrambi i titoli senza morire. Altri achievement sono legati alle sfide nel gioco in singolo, molti alla modalità allenamento e alle vostre prestazioni online come il vincere 10 match classificati. Fatevi sotto.

Duro allenamento

Gli sviluppatori hanno pensato anche a chi non ha mai avuto il piacere di cimentarsi in un picchiaduro della serie Darkstalkers. Per loro, ma anche per il giocatore più smaliziato, è presente una esaustiva sezione di tutorial personalizzata per ciascun personaggio, così da permettere di conoscere a fondo le caratteristiche peculiari di ogni combattente, tutti invero con caratteristiche decisamente eterogenee. Le sezioni più avanzate di questi allenamenti sono chiaramente indirizzate a chi già ben conosce il gioco ma nella loro gran parte si rivelano strumenti davvero efficaci per impratichirsi con il gameplay di entrambi i giochi, caratterizzato da un'azione veloce e concitata, aspetto maggiormente accentuato nel più frenetico Darkstalkers 3. Per chi invece vorrà dedicarsi al gioco in singolo sono presenti durante il match dei mini obiettivi (come già visto in The King of Fighters XIII) che permettono di accumulare punti da spendere per sbloccare video e artwork tratti direttamente dalle versioni originali dei giochi.

La resurrezione di due classici

Sotto il profilo grafico il porting ha seguito lo stesso trattamento dei numerosi altri picchiaduro Capcom sbarcati sulle piattaforme di digital delivery. È possibile applicare il solito discutibile filtro grafico che smussa gli sprite dei personaggi, in più i nostalgici delle scazzottate in sala giochi potranno addirittura scegliere se visualizzare le scan-line tipiche dei vecchi monitor, oltre a selezionare delle visuali che simulano i vecchi cabinati, compresa la bombatura degli schermi a tubo catodico. Sempre per seguire la strada della massima fedeltà agli originali le musiche sono rimaste le stesse composte da Takayuki Iwai e anche in questo caso non era davvero il caso di mettere mano a un lavoro già ottimo così com'è.

Conclusioni

Versione testata: Xbox 360
Digital Delivery: Xbox Live Arcade, PlayStation Network
Prezzo: 1200 Microsoft Points, 14,99€
Multiplayer.it
8.3
Lettori (11)
6.9
Il tuo voto

Capcom ripropone in un unico pacchetto due ottimi picchiaduro aggiungendo molte feature per renderli godibili al massimo nell'esperienza di gioco online. Con Resurrection si è voluto guardare sia ai vecchi fan della saga, sia a chi non ha mai giocato a un Darkstalkers, offrendo tutti gli strumenti necessari per apprezzare e approfondire le meccaniche di queste due pietre miliari del genere. La serie Darkstalkers di certo meritava un tale trattamento e il rapporto qualità/quantità e prezzo è decisamente tra i migliori tra tutti i porting fatti da Capcom sulle piattaforme digitali. Magari l'eventuale successo di questa pregevole raccolta potrebbe convincere i piani alti ad Osaka a sviluppare un nuovo episodio com'è successo per il quarto capitolo di Street Fighter.

PRO

  • Due giochi al prezzo di uno
  • Numerose nuove feature per il gioco online
  • Gameplay invecchiato benissimo

CONTRO

  • Decisamente più orientato al gioco online
  • Peccato per la versione liscia di Darkstalkers 3