L'Italia che impenna 56

Tanti contenuti e profondità nel nuovo simulatore dedicato al motomondiale

RECENSIONE di Andrea Centini —   25/06/2014

Se c'è un settore dove il Bel Paese primeggia a livello internazionale, oltre che in cucina e sulle passerelle della moda, quello dei motori è probabilmente il più invidiato e desiderato in assoluto: basti pensare a marchi prestigiosi quali Ferrari, Pagani, Lamborghini, Ducati o lo storico MV Agusta, i cui semplici nomi sono sufficienti per far "drizzare le antenne" agli appassionati di ogni latitudine e longitudine, che si parli di due o quattro ruote.

Questa passione viscerale per il connubio tra design e prestazioni si è ben presto trasferita nella fiorente industria videoludica, e non è un caso che la software house italiana più rappresentativa, ovvero la milanese Milestone - fondata nei primi anni 90 da Antonio Farina - sia più che specializzata nel produrre titoli a tema. Dai celeberrimi Screamer e SCAR d'altri tempi si è infatti arrivati a licenze di prestigio come quelle della Super Bike, del World Rally Championship (WRC) e dell'entusiasmante MotoGP, quest'ultima tornata di recente in mani italiane dopo la parentesi dei Monumental Games e riportata in auge dal discreto MotoGP 13. Il balzo di Milestone nella cosiddetta "nextgen" ha rappresentato l'occasione per raffinare, approfondire ed ampliare dinamiche ed ingredienti del suddetto capitolo, trasformando di fatto MotoGP 14 nel miglior simulatore su due ruote disponibile sulla piazza, oltre che il prodotto più completo - nonostante alcune mancanze - che la software house meneghina abbia mai sviluppato. Se volete saperne di più, non vi resta che continuare a leggere.

MotoGP 14 è il prodotto più completo che Milestone abbia mai sviluppato

Nel cuore della competizione

Il primo aspetto che sorprende del nuovo racing game targato Milestone è senza dubbio la vastità: oltre a proporre le tre classi rappresentative del motomondiale odierno, ovvero Moto 3, Moto 2 e la regina Moto GP, laddove il vastissimo roster di piloti, moto e scuderie arricchisce la carriera e i tradizionali gran premi/campionati singoli, vi sono infatti diverse ed entusiasmanti modalità accessorie. Ma procediamo con ordine. La complessa ed articolata carriera single player, come di consueto, rappresenta il cuore pulsante dell'intera esperienza, offrendo un lungo ed esaltante percorso di crescita attraverso le varie classi di potenza, partendo come classica "wild card" in Moto 3 - sul mitico circuito di Brno (Repubblica Ceca) - sino all'approdo nella categoria di Valentino Rossi, Marc Marquez, Dani Pedrosa e colleghi.

Non mancano i tradizionali rapporti con dirigenti, rivali e compagni di team, così come la possibilità di essere ingaggiati, in base ai risultati ottenuti in pista, da squadre più prestigiose, che a loro volta offriranno sfide di difficoltà crescente (leggete piazzamenti migliori). Il sistema di progressione funziona in puro stile Codemasters, ben rappresentato dal recentissimo GRID: Autosport, sebbene un pizzico di rifinitura in più dal punto di vista delle comunicazioni e, soprattutto, della personalizzazione del pilota non avrebbe guastato. In base agli obiettivi raggiunti - in gara o nelle prove - si ottengono punti XP che vanno a rimpinguare sia una classica barra dell'esperienza, legata a diversi sbloccabili come video, immagini, caschi, e piloti da utilizzare in varie modalità, che il numero di fans, riflesso diretto dell'apprezzamento ottenuto sui circuiti del motomondiale, naturalmente tutti su licenza e fedeli a quelli reali. Insomma, una portata principale abbondante che si insaporisce oltremodo scorrendo il menù di gioco principale, invero un poco macchinoso ed ancorato a dinamiche da svecchiare. Eventi Reali 2013 è la prima modalità extra disponibile, una serie di 17 sfide che proietta il giocatore nel cuore della passata stagione per ripercorrere situazioni particolarmente avvincenti o da ribaltare, un po' come avviene nella serie FIFA. Nella prima del lotto, ad esempio, vestendo i panni di Valentino Rossi è necessario intraprendere la mitica cavalcata del centauro romagnolo sul circuito di Losail (Qatar) in notturna, dove fu costretto - dopo un errore - a rimontare diversi avversari per centrare il podio. Si tratta di una chicca che gli appassionati del motomondiale apprezzeranno sicuramente, anche perché ciascuna sfida è accompagnata dai video originali dei singoli eventi.

Sfida i campioni offre un approccio analogo alla modalità di cui sopra, tuttavia questa volta vi è un mix di sfide - reali e fittizie - nelle quali si impersonano figure storiche del motomondiale, alla stregua di Max Biaggi (bellissimo il suo evento sotto la pioggia ad Austin), Mick Doohan, Carlos Checa e Loris Capirossi, naturalmente a bordo dei rispettivi ed iconici bolidi. A queste si aggiungono una classica modalità contro il tempo e l'immancabile multiplayer, sia in split screen locale - per due giocatori - che in rete (previa registrazione sulla piattaforma RakNet), arricchito dalla novità "Intertempi", ove ciascuna pista è divisa in otto settori ed il vincitore viene decretato in base ai record segnati su ciascuno di essi. Chiude il quadro delle modalità extra quella chiamata "Safety Car", dove a bordo della nuova e potentissima BMW M4 si corre contro il tempo nei circuiti del motomondiale. Sebbene si tratti di un mero surplus che lascia il tempo che trova, stupisce il discutibilissimo gameplay che lo caratterizza: l'auto infatti possiede un handling del tutto atipico e irrealistico, pessimo se confrontato con quanto di buono è stato fatto da Milestone, ad esempio, nella saga WRC o nello stesso MotoGP 14 per quanto concerne le moto.

Cadute con (poco) stile

Se dal punto di vista delle modalità e dell'atmosfera generale è stato fatto un buon lavoro, Milestone può ritenersi ancor più soddisfatta per quel che concerne il lato gameplay, laddove il motore fisico-dinamico del titolo, rinnovato, ha posto ulteriormente l'accento sulle proprietà simulative e sul realismo - con i dovuti limiti - rispetto al capitolo precedente.

Siamo dunque innanzi più ad un'evoluzione che ad una rivoluzione vera e propria, ciò nonostante, tenendo presenti alcune piccole lacune delle quali discuteremo più avanti, il gameplay di MotoGP 14 risulta indubbiamente solido e piacevolissimo, ma al contempo anche estremamente complesso, in particolar modo con le opzioni ed i numerosi settings impostati al massimo livello di realismo. Fra le altre cose, ad esempio, è possibile implementare il consumo delle gomme, penalità e bandiere disciplinari, danni alle moto e persino problemi tecnici occasionali (come la rottura del motore), mentre per quanto concerne gli aiuti alla guida si va dal fondamentale modello fisico (Standard, Semi-pro e Pro) sino a vari livelli per la centralina del Traction Control (TCS), passando per la tipologia di freni (congiunti, automatici), la gestione della posizione in carena del pilota, la traiettoria, il tipo di cambio e la possibilità di abilitare i flashback, in puro stile Codemasters/Turn 10 e fino ad una massimo di sei. La differenza nel comportamento delle moto dal modello Standard, comunque impegnativo, a quello maggiormente simulativo è abissale, soprattutto salendo di potenza, ma col secondo foriero di grandissime soddisfazioni se padroneggiato con maestria. La curva di apprendimento è dunque piuttosto elevata, e trovarsi a gambe all'aria in ciascuna curva, in modalità Pro, è tutt'altro che un eufemismo, vista la necessità di gestire numerosi parametri in traiettoria (al di là della fondamentale oculatezza con freni e gas) che è ben più complessa rispetto a quella che si affronterebbe su quattro ruote.

Insomma, i fanatici del motomondiale hanno tutto il necessario per divertirsi, potendo persino metter mano all'assetto della moto (sospensioni, manubrio, marce e via discorrendo) manualmente o interpellando l'ingegnere di turno, che in un curioso botta e risposta ai box aiuta a trovare il giusto feeling col mezzo. Se a tutto questo aggiungete gli imprevisti del meteo dinamico, un'intelligenza artificiale piuttosto aggressiva (non sotto l'acqua) e la possibilità di correre con un paio di visuali dal casco davvero pazzesche in termini di senso di velocità, il pacchetto può definirsi più che maturo e solido. Purtroppo però non tutto brilla come si vorrebbe, e le collisioni, oltre che le escursioni su cordoli, ghiaia ed erba, comportano reazioni della moto non sempre realistiche e coerenti, lasciando talvolta con l'amaro in bocca anche per le discutibili animazioni che le accompagnano. Il punto debole dell'opera italiana, come vedremo nel prossimo paragrafo, è infatti ancora una volta il comparto tecnico, nonostante i passi avanti compiuti lascino ben sperare per il prossimo futuro.

Sulla buona strada

Se c'è un parametro ove le produzioni Milestone hanno quasi sempre balbettato, ad eccezione del gradevolissimo WRC Powerslide, spin off in salsa puramente arcade del simulatore di rally, è indubbiamente quello tecnico, afflitto da problematiche più o meno marcate che spesso le posizionano un paio di tacche al di sotto della concorrenza, dotata generalmente di budget ben superiori. Nonostante i limiti logistici ed il processo di sviluppo piuttosto accelerato di MotoGP 14, ufficialmente sbarcato sulla "next gen" in versione PlayStation 4 (niente Xbox One, al momento), va sottolineato il passo avanti tecnologico compiuto rispetto al capitolo precedente, migliorato sotto numerosi punti di vista. Se da una parte i modelli poligonali di moto e piloti risultano dunque curati e solidi, esaltati in particolar modo durante i bellissimi replay - nonostante vi sia qualche texture di qualità inferiore - lo stesso non si può dire dei circuiti, talvolta spogli e con elementi poco raffinati, laddove la complessità poligonale di edifici e staff, l'aliasing e la vegetazione lasciano più di qualche dubbio. Nonostante tutto, i circuiti offrono un eccellente senso di velocità e profondità di campo, ed anche l'asfalto, soprattutto in condizioni di pioggia, regala uno spettacolo soddisfacente.

L'aspetto meno riuscito del pacchetto è probabilmente quello relativo alle animazioni, spesso robotiche e poco "armoniose", in particolar modo durante gli incidenti più spettacolari o quando si viene disarcionati dalla moto per un errore di guida. Peccato perché quando si è in sella, pieghe e movimenti del corpo sono fluidi e ben realizzati. Per quanto concerne i parametri grafici possibili nella versione PC, purtroppo non c'è da esultare a causa del numero piuttosto esiguo; oltre alle "Texture ad elevata qualità" ed agli "High Quality AFX", dall'apposito launcher è infatti possibile settare la sola risoluzione ed il Vsync. Quest'aspetto si ripercuote sul livello di ottimizzazione generale, che pesa soprattutto su sistemi poco performanti, poiché anche con un PC di fascia alta, impostando i dettagli grafici al massimo ed in 1080p, si riscontra qualche tentennamento e dello stuttering, in particolar modo durante i replay. I campionamenti audio sono poco più che discreti e non offrono l'incisività, la profondità e la modularità che invece certi rombi dovrebbero avere, ciò nonostante si tratta in generale di un buon passo avanti rispetto al passato. Curiosamente alcuni effetti sonori mancano quasi del tutto, come quelli degli incidenti e dei contatti, mentre la colonna sonora risulta abbastanza dimenticabile. Buono infine il netcode, che permette partite sino ad un massimo di 12 giocatori. Nel complesso ci troviamo innanzi ad un prodotto tecnicamente più che sufficiente e, soprattutto, ad una base interessante da cui partire per i prossimi progetti targati Milestone.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • La redazione usa il Personal Computer ASUS CG8250
  • Processore Intel Core i7 2600
  • 8 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 560 Ti
  • Sistema operativo Windows 7
Requisiti minimi
  • Processore Intel 2.4Ghz o equivalente
  • 2 GB RAM
  • Scheda video NVIDIA Geforce 450 o ATI 6850
  • 18 GB di spazio su disco
Versione testata: PC
Multiplayer.it

8.0

Lettori (16)

7.4

Il tuo voto

Dopo aver riconquistato la licenza, inaugurata col discreto MotoGP 13, Milestone si è tuffata nella nextgen con un prodotto ancor più profondo, vasto e curato del predecessore, evolvendone struttura e dinamiche sotto diversi punti di vista. La portata principale è rappresentata da una carriera single player longeva ed appagante, accompagnata da alcune modalità accessorie piuttosto interessanti e coinvolgenti, ad eccezione della discutibile "Safety Car". Dotato di un gameplay profondo e simulativo, MotoGP 14 offre un livello di sfida particolarmente impegnativo anche col modello di guida standard, regalando un ottimo feedback complessivo che saprà appassionare soprattutto gli amanti del motomondiale. Peccato per alcune lievi incertezze e per il comparto tecnico, che, nonostante il discreto passo avanti compiuto rispetto al passato, presenta ancora troppi alti e bassi per essere definito completamente maturo ed al passo con tempi e concorrenza. La strada intrapresa è comunque quella giusta ed in futuro le cose non potranno che migliorare.

PRO

  • Simulazione solida e profonda
  • Carriera single player longeva e buone modalità extra
  • Tantissimi contenuti
  • Evoluzione tecnica con qualche alto...

CONTRO

  • ...ma sono presenti ancora diversi bassi
  • Modalità Safety Car
  • Menù macchinosi e concettualmente vecchiotti