Ti porto in Africa 86

Meno lineare e con kill cam ancora più spettacolari, Sniper Elite III ci catapulta nella campagna nordafricana

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   27/06/2014

Dopo aver ammazzato metà dell'esercito nazista in Germania, Karl Fishburne fa il proprio ritorno in Sniper Elite III per andare a stanare i soldati tedeschi anche in Africa e debellare un misterioso piano che potrebbe conferire al Terzo Reich un vantaggio tattico non indifferente.

L'eroe creato da Rebellion è un po' l'archetipo del soldato perfetto: un cecchino dalla mira formidabile, capace di mantenere la calma anche quando un'intera squadra di nemici è sulle sue tracce, piazzando con precisione colpi alla testa, al cuore, al fegato e finanche ai testicoli grazie al suo fido fucile. I risultati visivi dei suoi colpi trovano ampio risalto in una delle feature che più caratterizzano il franchise di Sniper Elite, ovvero le kill cam a raggi X: quando il tiro va a buon fine, magari perché abbiamo trattenuto il respiro per eseguirlo (pratica che si basa sul fiato a disposizione e che fa comparire nel reticolo un "hot spot" rosso che garantisce l'efficacia del colpo), la visuale riprende il tragitto del proiettile dalla partenza all'arrivo, evidenziando con ampi dettagli le conseguenze del suo impatto sul corpo delle vittime. Quella che segue è una festa di calotte craniche che si frantumano, mascelle che si disintegrano, organi interni che vengono perforati e ossa che si spezzano come fuscelli, rigirando gli arti in maniera ben poco naturale. Uno spettacolo forse di dubbio gusto ma di grande impatto, che conferisce un eccezionale valore alla nostra arma principale (il fucile di precisione, per l'appunto), facendo sì che la si prediliga in qualsiasi frangente. Del resto la connotazione "monotematica" della serie Rebellion mal si presta ad approcci alternativi.

Sniper Elite III rappresenta una piccola ma interessante evoluzione per la serie targata Rebellion

Facciamo il check-in

Le otto missioni che compongono la campagna in single player di Sniper Elite III fanno riferimento al tradizionale approccio strategico del franchise, che ci vede osservare le unità nemiche con il binocolo e "taggarle" per non perderle di vista, procedendo poi alla loro eventuale eliminazione nel modo che reputiamo più opportuno.

L'azione risulta però meno lineare rispetto a quanto visto negli episodi precedenti, concedendoci la possibilità di decidere cosa fare e quando farlo, nonché mettendo sul piatto alcuni obiettivi secondari in grado di arricchire l'offerta e migliorarne la varietà. A supportare questa nuova visione troviamo scenari più ampi, con percorsi alternativi e dispositivi che è possibile manomettere perché comincino a fare chiasso e coprano, così, il rumore dei nostri colpi. Purtroppo si incorre spesso e volentieri in ingenuità del level design piuttosto fastidiose, come le immancabili mura invisibili, fiumiciattoli in cui non ci si può addentrare o addirittura avvallamenti bassi che non è possibile scavalcare, e che rappresentano un autogol abbastanza clamoroso laddove l'intenzione degli sviluppatori era quella di comunicare una certa libertà di movimento e d'azione. Diciamo che c'erano senz'altro modi migliori per mascherare i vicoli ciechi nelle location. Il gameplay predilige lo sniping, com'è giusto che sia, ma tutte le meccaniche stealth funzionano bene e si può dunque penetrare negli accampamenti nazisti cercando di non farsi notare, rimanendo bassi e sfruttando mura e ostacoli per celarsi alla vista delle guardie, salvo poi raggiungerle alle spalle ed eliminarle col pugnale o con la pistola silenziata. Lasciare cadaveri in bella vista non è una buona idea neppure in Sniper Elite III, dunque oltre a rovistare le tasche delle nostre vittime potremo anche caricarci in spalla il loro corpo e gettarlo dietro un cespuglio per evitare problemi.

Le modalità multiplayer

L'offerta di Sniper Elite III non si limita al single player, ma anche a svariate modalità multiplayer. In primo luogo è possibile affrontare l'intera campagna in cooperativa per due giocatori, il che rappresenta senza dubbio la feature più interessante per quanto concerne l'online, specie mettendosi d'accordo con un amico e alzando il livello di difficoltà al massimo. Altre concessioni alla co-op possono essere trovate nel survival (affrontabile anche da soli) e nella modalità Osservazione, in cui un giocatore ha il compito di individuare i bersagli con il binocolo e l'altro di eliminarli. Le modalità competitive incluse nel gioco sono cinque, per cinque mappe e un massimo di dodici partecipanti: Deathmatch a Squadre, Deathmatch tradizionale, Re della Collina per Squadre, Re della Distanza e Senza Contatto. Le ultime spingono in particolare sull'approccio a distanza, impedendo addirittura ai team di entrare in contatto e spronandoli dunque a tenere un approccio strategico, centrando gli avversari da centinaia di metri.

L'ombra di me stesso

Non sempre è possibile mascherare i propri colpi o finanche le eliminazioni corpo a corpo, ma quando emettiamo un rumore e lo stesso viene percepito dai nemici, pur nell'ottica di una gestione dell'audio talvolta controversa, è possibile recuperare spostandosi rapidamente dalla zona di tiro e trovando un luogo sicuro ad almeno trenta metri di distanza. Ciò non annulla completamente l'allerta, ma quantomeno evita che tutti i soldati del circondario si mettano sulle nostre tracce; anche perché la gestione dell'energia vitale "vecchia scuola" di Sniper Elite III, con i riquadri da ripristinare tramite l'uso di bendaggi e kit medici, appare particolarmente sensibile al fuoco nemico e dunque bastano un paio di raffiche perché ci si imbatta nel game over e si debba ricominciare dall'ultimo checkpoint.

Voler mantenere un approccio stealth il più pulito possibile lascia purtroppo campo a un'interpretazione "trial & error" dell'esperienza, con i salvataggi rapidi a consentirci di riprendere l'azione da pochi istanti prima di una gaffe: non proprio una soluzione desiderabile rispetto al concetto di sfida e alla durata della campagna, che si completa nel giro di sei ore ma che può essere "allungata" o "accorciata" a seconda dell'approccio che sceglieremo di seguire, nonché all'attenzione che presteremo agli obiettivi secondari. È possibile procedere ad armi spianate nel gioco, certamente, ma in tale frangente il titolo Rebellion mostra tutti i propri limiti, con una hitbox spesso problematica e determinati aspetti dell'intelligenza artificiale che si rivelano fallaci e si palesano nelle tradizionali situazioni in cui un nemico non si accorge che abbiamo fatto il giro e gli siamo arrivati di fianco o alle spalle, eppure continua a esporsi senza sentire l'esigenza di trovare un riparo. Anche la gestione delle armi speciali incontra i medesimi ostacoli, nel senso che raramente si sente l'esigenza di lanciare una granata, creare un diversivo e men che meno piazzare una mina a contatto o della dinamite, perché mancano quasi del tutto quelle situazioni da "assedio" che abbondano invece nello spin-off horror Nazi Zombie Army. Persino il confronto con i veicoli blindati va portato a termine con il fucile da cecchino, seguendo peraltro dinamiche un po' troppo semplicistiche ("studio" del bersaglio, due colpi alla griglia posteriore e buonanotte). La mancanza di una concreta interazione con lo scenario diminuisce inoltre il potenziale dei boss con i carri armati, visto che le loro cannonate causano sì una grande quantità di danno ma non distruggono le mura dietro cui ci ripariamo. Peccato.

Trofei PlayStation 4

Sniper Elite III include ben 61 Trofei, la maggior parte dei quali può essere ottenuta semplicemente completando la campagna in single player ai vari livelli di difficoltà. Ci sono chiaramente anche degli achievement più specifici, come quello che ci chiede di trattenere il fiato per tempo totale di un'ora, nonché di portare a termine in un certo modo determinate uccisioni. Molto contenuta la richiesta in termini di multiplayer, con solo un paio di Trofei da ottenere giocando un tot di partite online.

Sognando l'Africa

Dal punto di vista tecnico, Sniper Elite III si presenta come il tradizionale "mixed bag", forse per via della sua natura cross-gen o forse semplicemente perché il team di sviluppo non dispone ancora di quella maturità (e/o delle risorse economiche) capace di marcare la differenza fra una produzione tripla A e una di caratura inferiore.

Il debutto su next gen è stato agevole per via del grande lavoro svolto su PC, ed è probabilmente anche grazie a questa esperienza che su PlayStation 4 il gioco gira a 1080p e 30 frame al secondo senza particolari problemi o incertezze. Tuttavia sulla console Sony si nota una definizione inferiore dell'immagine in generale e delle texture, nonché una resa "semplificata" delle superfici durante i bullet time che fanno da preambolo alle kill cam. Bisogna dire che su personal computer il titolo Rebellion può contare anche sul supersampling, una feature che aumenta non di poco la "concretezza" visiva, pur risultando digeribile solo alle configurazioni di fascia alta. Nelle inquadrature ravvicinate la qualità dei materiali appare fondamentalmente la stessa, così come sono identici quegli elementi che fanno un po' storcere il naso, come la relativa semplicità di determinati modelli poligonali, animazioni meccaniche come quelle della salita e della discesa dalle scale e, in generale, la mancanza di un'effettistica in grado di rendere meno piatti gli scenari. Rispetto a una location come la Berlino degli anni '40 è chiaro che le lande desolate del Nordafrica risultano meno affascinanti e più complicate da valorizzare, ma c'è appunto un problema di "piattezza" che non si risolve neppure nelle missioni in notturna, nonché un uso di asset "standard" per quanto concerne la disposizione di rocce e vegetazione. Il sonoro può contare sull'ottima interpretazione di Roberto Draghetti, che presta ancora una volta la voce al protagonista, ma il resto è un po' inconsistente, con alcuni dialoghi "di sottofondo" tradotti e altri no, mentre gli effetti sono di buon impatto.

Versione testata: PlayStation 4, PC
Multiplayer.it

7.7

Lettori (61)

7.8

Il tuo voto

Sniper Elite III rappresenta una piccola ma interessante evoluzione per la serie targata Rebellion, ponendosi dunque come un acquisto imperdibile per chi ha apprezzato i precedenti episodi e ha voglia di cimentarsi ancora una volta con il gameplay tattico che da sempre caratterizza questa produzione. L'intenzione di conferire ai giocatori una maggiore libertà d'azione, che si concretizza nella presenza di obiettivi secondari e di un approccio mai così scevro da vincoli, si scontra purtroppo con una serie di ingenuità che riguardano il level design e con la solita monotematicità del gunplay, che quando esce dai binari dello sniping (o comunque delle eliminazioni stealth) rivela limiti piuttosto evidenti. Nonostante queste perplessità, l'offerta di Sniper Elite III è solida e può anche contare su interessanti sfaccettature in ambito multiplayer, sia cooperativo che competitivo.

PRO

  • Gameplay tattico solido e ampiamente collaudato
  • Approccio alle missioni meno lineare rispetto al passato
  • Buona offerta in ambito multiplayer, sia cooperativo che competitivo

CONTRO

  • Tecnicamente discreto, ma gli scenari appaiono inconsistenti
  • Non chiedetegli di fare il third person shooter "normale"
  • Intelligenza artificiale controversa