Capitan funghetto

L'anno nuovo di Nintendo su Wii U inizia nel migliore dei modi

RECENSIONE di Andrea Palmisano   —   09/12/2014
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Eravamo tutti pronti a porre l'ultimo chiodo sulla bara di Wii U solo 12 mesi fa. Una console tecnicamente modesta, basata sull'idea del GamePad che però aveva fatto ben poco per lasciare il segno, appesantita da un software di sistema degno del secolo scorso e penalizzata dalla solita arretratezza di Nintendo verso il comparto online.

Capitan funghetto

"Nessuno vuole un Wii U", si diceva, e i numeri impietosamente confermavano tale disinteresse del pubblico, ancor più clamoroso visto che si stava parlando del successore di quel Wii anche conosciuto come "mister 100 milioni". A un anno di distanza siamo ancora di fronte a un hardware non certo da next-gen, il GamePad è a tutt'oggi una soluzione poco incisiva e spesso marginale nelle economie di gioco, il software di sistema ha solo parzialmente mitigato i suoi difetti innati e l'online è ancora visto dalla casa di Kyoto come una sorta di cerbero da affrontare con timore, passo dopo passo. Eppure Wii U non è più un morto che cammina, ma al contrario un sistema che nel frattempo ha sconfitto la diffidenza ed è entrato nelle case di molti giocatori in tutto il mondo, rendendosi forse per la prima volta davvero desiderabile. Un prodotto commerciale a cui guardare con ottimismo, finalmente. Il motivo? Presto detto: Super Mario 3D World, Bayonetta 2, Wind Waker HD, Donkey Kong Country: Tropical Freeze, Mario Kart 8 e Super Smash Bros. Un filotto di bombe sganciate con chirurgica precisione, una serie di esclusive di qualità assoluta capaci di ridefinire i contorni di un'esperienza diventata oggettivamente attraente per ogni videogiocatore. A chiusura di questo ciclo straordinario, e in attesa di quello successivo sulla carta altrettanto eccitante, Nintendo ha scelto di porre sulla sua splendida torta una ciliegina gustosissima. Una ciliegina a forma di fungo.

Captain Toad: Treasure Tracker è un piccolo gioiello che non dovreste davvero farvi scappare

Viva i soldi

Captain Toad: Treasure Tracker è un progetto minore per Nintendo, poco ma sicuro: l'ambizione e le risorse impiegate per il suo sviluppo non sono nemmeno paragonabili con uno qualsiasi dei pezzi da novanta appena elencati. Eppure, allo stesso tempo, dalle gesta del protagonista traspare un fermento creativo e una spinta di game design tale da rendere Captain Toad il più "indie" tra i giochi pubblicati dalla grande N negli ultimi mesi. Quella che sembrerebbe una contraddizione in termini diventa invece molto più accettabile e comprensibile scoprendo la storia che si cela dietro al prodotto finito che ora abbiamo tra le mani: la genesi del progetto trova infatti le sue radici addirittura nel 2011, periodo in cui nel team EAD Tokyo si stavano studiando prototipi di gameplay da applicare a quello che sarebbe poi stato Super Mario 3D World.

Capitan funghetto

Tra le tante idee spiccò proprio quella di creare dei piccoli mondi compatti, mini livelli da ruotare a piacimento tramite il controller. In una prima fase il personaggio protagonista di questi micro mondi possedeva la capacità di saltare, elemento che però andava in diretto contrasto con le dimensioni delle aree esplorabili. In un secondo momento venne valutata l'idea di usare come personaggio principale Link, ma Miyamoto rigettò la proposta invitando comunque il team a continuare lo sviluppo del concept. Il Capitan Toad era quindi l'uomo giusto al posto giusto: apparso per la prima volta in Mario Galaxy, simpatico e con la giusta personalità, e soprattutto dotato di uno zaino così pesante da impedirgli di saltare. Perfetto, quindi. Quel prototipo ha di conseguenza preso vita nel già citato Super Mario 3D World come minigioco, piantando un seme destinato a germogliare proprio con questo Captain Toad: Treasure Tracker. Certo è che ci troviamo di fronte a un eroe decisamente fuori dagli schemi, per non dire improbabile: senza nessuna capacità particolare, privo di poteri speciali, e solamente in grado di passeggiare tra i livelli e al massimo salire o scendere le scale e premere interruttori. Non certo un cuor di leone poi, anzi, né mosso da istinti filantropi: più semplicemente si tratta di un cacciatore di tesori, con il desiderio di arricchirsi cercando oro e pietre preziose. Sfortuna vuole che in una delle sue avventure, con al fianco la compagna Toadette, la coppia si imbatta nel malvagio Wingo, un pennuto gigante che in un attimo si appropria non solo del tesoro, ma rapisce anche la povera funghetta. Questo è sostanzialmente l'incipit, ma anche praticamente l'intero canovaccio narrativo usato per collegare tra loro i 64 livelli "base" dell'avventura principale, divisa in tre libri. Durante la progressione capiterà di trovarsi poi a controllare sia il capitano che Toadette, seppur con nessuna tipo di differenza all'atto pratico ad eccezione dell'elemento estetico.

Mario chi?

Il gameplay riprende esattamente le stesse meccaniche assaggiate brevemente nelle parentesi di Super Mario 3D World, applicandole però ad un contesto molto più ampio in una varietà di livelli maggiore. Questo significa in sostanza che l'avventura Nintendo passa attraverso una moltitudine di micromondi che racchiudono i puzzle su cui si basa la meccanica di gioco: in sintesi, l'obiettivo di ogni livello è sempre quello di raggiungere la Iper Stella solitamente posizionata in una zona apparentemente inaccessibile passando per interruttori, passerelle mobili, scale, manovelle, tubi, cannoni e ogni diavoleria di sorta.

Capitan funghetto

La gestione della telecamera, la rotazione della stessa e l'esplorazione degli ambienti non ha qui soltanto lo scopo di fornire il punto di vista ideale per lo sviluppo dell'azione, ma diventa invece protagonista centrale all'interno della meccanica di gioco: il suo uso è infatti fondamentale per comprendere la struttura del livello, scovare il posizionamento degli oggetti chiave e più semplicemente per trovare la soluzione ai puzzle. Il sapiente uso della prospettiva, e di tutto ciò che essa nasconde, è la chiave di volta dell'esperienza di Captain Toad: Treasure Tracker: una soluzione originale, fresca e straordinariamente stimolante, che sorprende continuamente per la varietà di situazioni che EAD Tokyo è riuscita a ideare. Mettere le mani sopra alla stella permette quindi di concludere quel determinato stage, ma andare alla sua conquista a testa bassa non è decisamente la scelta ideale per un cacciatore di tesori che si rispetti: al contrario, la cosa migliore è adoperarsi per raccogliere anche i 3 diamanti sparsi nel livello, spesso ben nascosti. Solitamente è proprio il recupero di questi ultimi che richiede il maggiore impegno, che può tradursi non di rado nel dover ripetere la sfida diverse volte. Per dire di aver archiviato del tutto un livello c'è poi da portare a termine anche un compito extra, che però viene rivelato soltanto dopo il primo "tentativo": per esempio raccogliere un fungo dorato, o arrivare alla fine senza subire danni, o intascare un tot di monete e via dicendo. Uno stimolo a tornare sui propri passi che però non si percepisce mai come una forzatura, o peggio come un mezzo poco nobile per allungare forzatamente la longevità del titolo. Al contrario, grazie alla straordinaria impostazione della curva di difficoltà di Captain Toad: Treasure Tracker, ci si trova a vivere questi passaggi ulteriori come un qualcosa di naturale, un desiderio autonomo di perfezionismo che - essendo concretamente raggiungibile - dà continue e costanti soddisfazioni al giocatore.

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Ed è un bene che sia così, perché i diamanti sono a tutti gli effetti il lasciapassare per progredire nell'avventura: ogni manciata di livelli infatti ci si trova di fronte ad una specie di cancello ideale, destinato a spalancarsi solo se si possiede un numero sufficiente delle gemme in questione. È chiaro come una meccanica di questo tipo abbia bisogno assoluto di un level design di qualità, e sotto questo punto di vista Captain Toad: Treasure Tracker rappresenta una sorta di autentico manuale, un Bignami capace di spiegare, molto meglio di tante parole, per quale motivo Nintendo sia così amata dai videogiocatori. Nei pochi metri quadrati dei mondi che compongono il gioco c'è una tale densità di contenuti e di idee, tutte coerenti tra loro e perfettamente funzionanti, che rendono l'esperienza davvero un piacere continuo. Per garantire ulteriore varietà ad una progressione che in realtà non mostra mai di avere il fiato corto, il team ha aggiunto anche alcune variazioni sul tema, che si traducono in livelli durante i quali il protagonista si trova all'interno di un carrello da miniera in corsa sui binari. In questi casi il gameplay si trasforma, richiedendo di sparare delle rape a nemici e oggetti usando lo schermo del GamePad e il suo giroscopio come mirino. Un diversivo piacevole, a cui si aggiungono poi anche stage bonus basati sul super piccone o la doppia ciliegia grazie ai quali il Capitan Toad può lasciarsi andare totalmente alla sua cupidigia dedicandosi semplicemente a raccogliere più monete possibili.

Questione di prospettiva

Per quanto riguarda la componente tecnica, il motore grafico è lo stesso di Super Mario 3D World, e la strettissima parentela si traduce in un aspetto immediatamente avvicinabile a quello dell'ultimo splendido platform dell'idraulico. Gli sviluppatori hanno però interpretato tale elemento come un punto di partenza, e non di arrivo: se è vero che buona parte dei livelli ripescano location del Regno delle Fate viste nel suddetto blockbuster, la straordinaria varietà di ambientazioni e il focus su porzioni decisamente ridotte rende di fatto la progressione sempre stimolante non solo dal punto di vista puramente contenutistico, ma anche da quello estetico. Captain Toad: Treasure Tracker è un gioco delizioso, coloratissimo è tutt'altro che povero tecnicamente: premendo il tasto X per avvicinare la telecamera si può apprezzare ancor più chiaramente l'alto livello di dettaglio, la cura per i particolari, e più in generale la bontà del lavoro degli artisti di Nintendo.

Capitan funghetto

Sempre notevole la tecnologia di illuminazione, vero e proprio fiore all'occhiello dell'engine grafico utilizzato nei titoli first party su Wii U. La longevità, considerando anche il prezzo ridotto a cui viene venduto, è più che sufficiente: abbiamo impiegato poco meno di 6 ore per arrivare al termine del terzo libro e vedere la sequenza finale (che tra l'altro svela spassosamente come il gioco - attenzione, minispoiler - sia di fatto un "prequel" rispetto ai fatti di Super Mario 3D World), ma rimanendo ben lontani dall'obiettivo del completamento al 100%. Non manca nemmeno un libro composto da livelli extra, permettendo tra l'altro di attraversare alcuni degli stage tratti da 3D World in una sorta di bizzarro capovolgimento dei ruoli. Da segnalare infine l'annunciata compatibilità con gli amiibo, destinata ad essere integrata tramite un futuro aggiornamento e di cui al momento in cui scriviamo non si sa però nulla di più. Captain Toad: Treasure Tracker è quindi un gioco bellissimo, ma non per questo perfetto. Il difetto più grande è probabilmente legato alla telecamera: la gestione totalmente manuale è infatti necessaria e obbligatoria per sostenere le fondamenta stessa del gameplay, ma in alcuni casi il suo funzionamento appare leggermente frustrante e macchinoso. Ma è la natura low budget del progetto, e i limiti che sono stati evidentemente imposti, a dar vita a situazioni che lasciano un po' di amaro in bocca: la stucchevole presenza di un solo slot di salvataggio rende l'utilizzo meno agevole per chi condivide la console con fratelli, genitori o amici, ed è assente anche qualsiasi tipo di integrazione particolare con il Miiverse. Ed è davvero un peccato che siano presenti di fatto soltanto due boss all'interno dell'intero gioco, che vengono riciclati per tre volte ciascuno pur in livelli piuttosto diversi tra loro: considerando che la straordinaria creatività dei game designer trova fulgida espressione anche in queste situazioni, sarebbe stato bello poterla vedere applicata con un numero maggiore di boss. Ma d'altra parte questo potrà essere uno degli elementi da sviluppare in un eventuale seguito, che speriamo davvero possa essere giustificato dalle vendite di questo brillante esordio.

Multiplayer.it

8.0

Lettori (84)

8.4

Il tuo voto

Captain Toad: Treasure Tracker è un piccolo, adorabile, eccezionale gioiello di game design che solo Nintendo avrebbe potuto realizzare. Sminuirne l'importanza a causa delle sue radici da minigioco di Super Mario 3D World significherebbe non solo compiere un grave errore di valutazione, ma più in generale vorrebbe dire perdere l'occasione di godere di uno dei titoli in assoluto più genuinamente divertenti, originali e freschi tra quelli usciti su Wii U. E per di più si tratta di una nuova proprietà intellettuale, merce rara di questi tempi e non solo dalle parti di Kyoto. Serve davvero altro per farvi spendere questi 40 euro?

PRO

  • Level design sopraffino
  • Curva di difficoltà perfetta
  • Tecnicamente delizioso
  • Molto stimolante
  • Prezzo ridotto più che onesto rispetto ai contenuti

CONTRO

  • Gestione della telecamera sporadicamente frustrante
  • Due soli boss
  • Un unico file di salvataggio