Una città luminosa

Un'avventura dallo stile grafico molto interessante che piacerà anche ai giocatori più duri

RECENSIONE di Luca Olivato   —   03/02/2015
5

Seguito del controverso Lume, uscito nel 2011 come vero e proprio archetipo di quello che oggi si presenta come prodotto completo, Lumino City è il frutto delle fatiche del team londinese State Of Play, poliedrica software house attiva non solamente nel settore dei videogame ma anche in quello di pubblicità e di edutainment. Si tratta in questa sede di un'avventura grafica dallo stile davvero delizioso.

Una città luminosa

Uno degli aspetti più chiacchierati di Lumino City risiede nel modo in cui le ambientazioni hanno visto la luce: sono infatti state realizzate fisicamente, utilizzando materiali umili come carta e colla, viti e corde, legno e fil di ferro. Ogni scenario è pertanto un vero e proprio diorama in cui creatività e attenzione per i dettagli sono espressi ai massimi livelli: del resto per ottenere un risultato così straordinario sono stati necessari tre anni di lavoro che hanno visto impegnati veri e propri professionisti come architetti, tecnici delle luci, arredatori d'interni e designer. La visuale utilizzata è quella che potremmo definire in 2.5D che abbiamo imparato a conoscere dai tempi di Pandemonium! e Abe's Odyssey: le scene principali sono quindi rappresentate in due dimensioni, ma la telecamera che segue la protagonista inquadra il paesaggio utilizzando tutti gli assi dimensionali. Mai come in questo caso è appropriato fare riferimento alla macchina da presa, in quanto le ambientazioni sono state materialmente filmate e ciò che accade sullo schermo non è quindi frutto di calcoli matematici ma di vere e proprie inquadrature. Se a qualcuno venisse in mente il plastilinico Neverhood, indimenticabile avventura della metà degli anni Novanta di cui è atteso a breve il seguito spirituale Armikrog, avrebbe fatto centro: anche in quel caso venivano utilizzate le medesime tecniche.

Più che un'avventura è un puzzle game in cui gli engimi sono amalgamati da uno stile grafico delizioso

Breve ma intenso?

La protagonista della storia, Lumi, deve ancora una volta mettersi sulle tracce del nonno misteriosamente scomparso e per raggiungere l'obbiettivo dovrà vedersela con una serie di enigmi non banali, anche se non particolarmente complicati. La maggior parte dei puzzle di Lumino City infatti è rappresentata da esercizi geometrico/matematici sulla falsariga del cubo di Rubik, e si svolgono quasi sempre all'interno dei singoli scenari, senza quindi la possibilità di tornare sui propri passi.

Una città luminosa
Una città luminosa

Il livello di difficoltà è aumentato però da una scelta che obbliga ad aguzzare la vista: il cursore del mouse non si modifica a seconda della zona su cui si passa, e questo rende un po' più impegnativa la scoperta dei cosiddetti "hot point", nonostante la pulizia dei "disegni" sia senz'altro d'aiuto nella ricerca. C'è un inventario che si utilizza di rado e a cui si può accedere nel caso si rimanga bloccati troppo a lungo su un singolo enigma, a patto di avere la pazienza di leggere tutte le mille pagine di un simpatico memorandum che la piccola protagonista si porta appresso sin dalle battute iniziali. Più che di un'avventura tout-court si tratta sostanzialmente di un puzzle game in cui però le diverse sfide sono ben concatenate grazie proprio all'ottima struttura degli scenari. Il gioco, scritto interamente in Flash, si lascia prendere con facilità anche per brevissime sessioni e richiede una manciata d'ore per essere portato a termine. La trama, portata avanti con la tecnica dei fumetti, si rivela forse un po' troppo debole, ma quantomeno si addice allo stile innocente con cui sono realizzati i personaggi. La colonna sonora purtroppo risulta essere priva del carisma di cui fa sfoggio l'aspetto visivo: non si può parlare di insufficienza, ma per portarsi alla pari con l'incantevole veste grafica i musicisti avrebbero dovuto raggiungere standard decisamente superiori. Traballante l'aspetto longevità: a parte sporadici momenti che potrebbe tenere bloccato per qualche minuto di troppo il giocatore occasionale, Lumino City si lascia completare, volendo, anche tutto d'un fiato. Questo significa che per poter vedere i titoli di coda non serviranno più di quattro o cinque ore che sono onestamente un valore un po' troppo striminzito e che lascia interdetti: se da un lato si può perdonare visto la natura "indie" dell'avventura, dall'altro è difficilmente digeribile considerando il prezzo di 19,99€. Da segnalare in conclusione alcuni fastidiosi bug che rimandano al desktop di Windows senza alcun motivo apparente: sui forum dedicati le problematiche sono già state segnalate e pare che State Of Play stia correndo ai ripari con una futura patch.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova

  • La redazione usa il Personal Computer ASUS CG8250
  • Processore: Intel Core i7 860 a 2.8 GHz
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 670
  • Sistema operativo: Windows 7 a 64 bit

Requisiti minimi

  • Sistema operativo: Windows XP, Vista, Windows 7, Windows 8 con gli ultimi Service Pack, OS X 10.6
  • CPU: Intel 2 GHz
  • Memoria: 2 GByte RAM
  • Disco rigido: 1 GByte di spazio disponibile
  • Scheda audio: compatibile con DirectX 9.0c

Commento

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam, GoG, Sito Ufficiale
Prezzo 19,99 € / 19,99 $
Multiplayer.it

6.8

Lettori (2)

7.0

Il tuo voto

Lumino City è un'avventura che non passa inosservata per merito di un aspetto grafico in grado di catturare anche i giocatori meno sensibili; gli enigmi sono gradevoli e richiedono un minimo di impegno senza mai risultare eccessivamente frustranti o cervellotici. Purtroppo il prezzo elevato a cui viene proposto, unito ad una bassa longevità e a qualche difetto di gioventù lo rendono difficilmente consigliabile a cuor leggero: merita però di essere inserito nella lista dei desideri ed acquistato in occasione dei numerosi saldi di Steam.

PRO

  • Grafica unica nel suo genere
  • Buon livello di sfida dei puzzle
CONTRO
  • Prezzo un po' elevato
  • Bassa longevità
  • Qualche bug di troppo