Provaci ancora, Kirby

L'ultima fatica di HAL Laboratory è intelligente ma non si applica

RECENSIONE di Christian Colli   —   17/04/2015
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Nel nostro provato di qualche settimana fa abbiamo avanzato qualche perplessità circa due caratteristiche fondamentali di questa nuova avventura del batuffolo rosa più famoso del mondo dei videogiochi. La bellissima realizzazione grafica ci era sembrata sprecata sul piccolo schermo del GamePad, sul quale si tiene incollato lo sguardo per tutto il tempo, e il level design, per quanto ingegnoso, ci era sembrato ricorrere un po' troppo spesso alle stesse soluzioni nel giro dei primi due mondi, prolungando eccessivamente alcuni stage. Completata l'avventura, dobbiamo ammettere che quei due problemi si sono rivelati più fastidiosi del previsto, mettendo a nudo alcune mancanze di HAL Laboratory nei confronti di questa prima - e quindi importante - capatina del mitico Kirby sulla console casalinga marchiata Nintendo.

Kirby e il Pennello Arcobaleno non è stato l'esordio che ci aspettavamo per il batuffolo rosa su Wii U

A corto di idee

Per chi si fosse perso il nostro provato - e fosse troppo pigro per andarselo a leggere... - è bene fare un attimo il punto della situazione. Kirby e il Pennello Arcobaleno è il seguito spirituale di Kirby e l'Oscuro Disegno, un titolo uscito nell'ormai lontano 2005 per Nintendo DS che sfruttava l'allora peculiare touch screen per proporre un gameplay decisamente nuovo: invece di un platform puro, Kirby e l'Oscuro Disegno era anche una specie di puzzle game, in quanto il giocatore era chiamato a tracciare delle linee sullo schermo inferiore della console per direzionare Kirby e risolvere i rompicapo che lo ostacolavano in ogni livello.

Provaci ancora, Kirby

Kirby e il Pennello Arcobaleno segue la medesima filosofia. Inizia con una lunga cinematica in cui il mondo di Kirby, Dreamland, perdere i colori a causa di un sortilegio del perfido Clargilla, un nemico proveniente da un'altra dimensione, e il nostro eroe, insieme all'inseparabile Waddle-Dee e a una buffa fatina, si trova costretto ad esplorare questo universo parallelo diviso, neanche a dirlo, in mondi e relativi stage. Al di là della trama pretestuosa, Kirby e il Pennello Arcobaleno si gioca praticamente come il predecessore di dieci anni fa per Nintendo DS: il giocatore disegna sullo schermo del GamePad delle linee colorate e poi tocca Kirby per spingerlo nella direzione verso cui è rivolto, facendolo scorrere sulle suddette linee in modo che sfrutti la fisica e la legge di gravità per rotolare e rimbalzare verso l'obiettivo. A parole sembra complicato, ma in realtà si gioca che è un piacere: il touch screen risponde repentinamente agli input del giocatore, e in pochi minuti si riescono ad eseguire le evoluzioni più complicate mentre il batuffolo rosa schiva i nemici e zigzaga tra ostacoli e trappole. Basta solo un po' di pratica. Il level design è spesso molto intelligente, specie quando bisogna interagire con l'ambiente creando degli ostacoli per rallentare i nemici o disegnare barriere e collegamenti per arginare i liquidi o creare percorsi alternativi.

Provaci ancora, Kirby

Il problema, semmai, è che la maggior parte degli stage sono eccessivamente lunghi e i puzzle si ripetono troppo spesso, facendo diventare i livelli parecchio ripetitivi nel giro di pochi minuti. I ragazzi di HAL Laboratory avrebbero dovuto probabilmente "spalmare" i vari rompicapi tematici su più stage, rendendo l'esperienza molto più varia e appassionante. Una volta capita la meccanica di turno, invece, ci si annoia presto a ripetere la stessa routine più e più volte di seguito. Che lo sviluppatore fosse a corto di idee, poi, ce lo conferma la scelta di riproporre più volte gli stessi boss di fine mondo, ampliandone leggermente i pattern d'attacco. Anche le trasformazioni di Kirby in razzo, carro armato o sottomarino non impressionano più di tanto: quando disponibili danno una piccola svolta al gameplay, ma sono confinate nei loro stage tematici, rendendo l'esperienza molto più prevedibile. Il problema si avverte meno negli stage opzionali concepiti per mettere alla prova il giocatore, ma il livello di difficoltà, tarato decisamente verso il basso - con tanto di opzione facoltativa per saltare direttamente al livello successivo, nel caso si fallisca troppo spesso - rende ogni sfida un mero esercizio di pazienza. Considerando, quindi, che Kirby e il Pennello Arcobaleno non si gioca come un platform tradizionale, a un certo punto subentra una certa sensazione di stanchezza che lo rende più appetibile a partite da pochi minuti che a lunghe sessioni. La modalità multigiocatore, fortunatamente, migliora parecchio la situazione.

Era meglio sul TV

Fino a tre giocatori possono controllare i corrispondenti Waddle-Dee come in un normalissimo platform, sfruttando le pennellate del giocatore che controlla Kirby sul GamePad per sconfiggere i nemici e risolvere insieme a lui i vari rompicapi ambientali. HAL Laboratory ha persino modificato i pattern di attacco di alcuni boss, nel caso si affrontino in compagnia, per renderli un po' più avvincenti, ma per quanto la modalità cooperativa sia decisamente più divertente del single player, si trascina comunque dietro non pochi problemi di progettazione, a cominciare dalla telecamera segue sempre e comunque Kirby, per non parlare del fatto che in più occasioni si avverte la sensazione che le due anime del gameplay entrino in conflitto tra loro.

Provaci ancora, Kirby
Provaci ancora, Kirby

I Waddle-Dee in questione, comunque, sono decisamente più fortunati di Kirby: possono ammirare la stupenda realizzazione grafica su un bello schermo ampio e in alta risoluzione, mentre quel poveraccio è costretto a fissare il touch screen del GamePad, limitandosi a sollevare lo sguardo solo durante i caricamenti o i momenti di pausa. La scelta di confinare Kirby e il Pennello Arcobaleno su Wii U ci ha lasciati veramente perplessi, perché da una parte si tratta di uno dei giochi tecnicamente più impressionanti per la console Nintendo, dall'altra quando abbiamo giocato da soli ci siamo limitati a spegnere il televisore per non consumare inutilmente la corrente elettrica. Le dinamiche del gameplay, infatti, obbligano il giocatore a concentrarsi interamente sul GamePad, sacrificando la bellezza dello stile adottato da HAL Laboratory e la sua eccezionale cura per i dettagli. Su una console portatile come il Nintendo 3DS avremmo avuto altri svantaggi, certo. Probabilmente Kirby e il Pennello Arcobaleno non sarebbe stato altrettanto bello da vedere, e le dimensioni generose del GamePad rendono l'esperienza quantomeno più comoda, ma forse si sarebbe prestato meglio alla fruizione portatile dal punto di vista del gameplay. Su Nintendo 3DS abbiamo giocato il bellissimo Kirby Triple Deluxe soltanto pochi mesi fa, ma col senno di poi avremmo volentieri fatto cambio, anche perché la scelta stilistica dello sviluppatore non influenza nel benché minimo modo il gameplay. In Kirby e la Stoffa dell'Eroe, per esempio, l'idea del mondo di lana e dei personaggi che si cucivano e scucivano erano una parte integrante del gioco, ma in questa avventura il fatto che Kirby e compagnia siano diventati di argilla ha conseguenze unicamente estetiche. Quando Kirby precipita da grandi altezze si spiaccica come una palla di plastilina e si ricompone, facendoci sorridere e niente più. A che serve poter ammirare i modelli d'argilla dei personaggi collezionati, se sullo schermo minuscolo del GamePad si fatica comunque a notare le sfumature dei colori nei punti in cui entrano in contatto le diverse parti del corpo o i segni delle ditate lasciati dalle mani che le hanno create virtualmente? Le stesse rimostranze valgono, in un certo senso, per il comparto sonoro, composto dalle tradizionali musichette che si fa fatica a togliere dalla testa per qualche ora, cui gli speaker del GamePad comunque non rendono giustizia. Tanto vale mettersi un paio di cuffiette, a quel punto, rendendosi conto che stiamo giocando a un titolo per Wii U dopo averlo trasformato, a tutti gli effetti, in un handheld.

Commento

Multiplayer.it

7.0

Lettori (15)

7.4

Il tuo voto

Kirby e il Pennello Arcobaleno ha sbagliato console, c'è poco da fare. Tralasciando i problemi di ripetitività negli stage, ingegnosi ma forse tirati un po' troppo per le lunghe, il fatto di dover giocare unicamente sul GamePad, a meno che non si controlli un Waddle-Dee in cooperativa, ci ha fatto storcere parecchio il naso. Tanto valeva farlo uscire su Nintendo 3DS, anche a costo di perderci un po' sulla grafica: considerando che sul touch screen è difficile scorgere i dettagli migliori, nessuno se ne sarebbe accorto, e forse la portabilità avrebbe giovato al ritmo del gameplay.

PRO

  • Sistema di controllo efficace
  • Modalità multigiocatore convincente
  • Graficamente è delizioso...
CONTRO
  • ...ma sul GamePad si perdono troppi dettagli
  • Alcuni rompicapi e i boss si ripetono troppo spesso
  • È molto facile e decisamente breve