Sistema in shock 57

A volte i classici sono davvero classici

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   09/10/2015

C'è una certa pigrizia intellettuale, diffusissima nel mondo della critica videoludica, che si affida a delle formule di facile presa quando deve descrivere oggetti tra loro solo apparentemente simili. Ad esempio è facile trovare persone che derubricano i titoli del passato come "roba per nostalgici". La tesi è che i vecchi giocatori proiettino sui classici i loro ricordi, assegnandogli un valore che in realtà non hanno.

Provando una certa invidia per chi riesce a ignorare completamente il passato del medium che dice di amare, ci fa piacere affermare, recensendo System Shock: Enhanced Edition, che quando si parla di vecchi titoli l'atteggiamento da tenere dovrebbe essere ben diverso. È vero che i ricordi possono alterare il valore di un videogioco (come di qualsiasi cosa, del resto), ma è altrettanto vero che la capacità di valutare la portata storica di un'opera dovrebbe essere la base di un qualsiasi discorso critico degno di questo nome. Facendo un paragone con il mondo del cinema, è come se cancellassimo tutti i film delle generazioni precedenti, perché il pubblico medio non ci trova più dentro la giusta dose di intrattenimento, e si iniziassero a considerare importanti solo i film di cassetta del presente, perché sono quelli che vendono. Ovviamente nell'ottusa ottica del mercatismo è così, ma ogni tanto è giusto provare a frenare la deriva barbara, tecnicamente parlando, che sta prendendo il pensiero contemporaneo, anche quando sembra di voler fermare un maremoto con un ombrellone. Prendiamo System Shock: Enhanced Edition. Giocato con ottica moderna è un lento sparatutto fantascientifico in prima persona con molti elementi da gioco di ruolo e un'interfaccia fin troppo macchinosa (figuratevi che lo era anche nel 1994). Anche la grafica non è bellissima. È vero che il team che lo ha ripreso, gli esperti Night Dive Studios, ha lavorato bene per implementare una risoluzione che non lo faccia sfigurare troppo sui monitor moderni, spingendolo fino ai 1024x768 (partivano dai 320x200) nonostante le minuscole texture e gli sprite 2D usati per i nemici. Ma possiamo fermarci qui? È giusto cedere alla tentazione di bollarlo come un'inattuale prodotto per nostalgici solo perché la barriera d'ingresso si è fatta più spessa?

System Shock: Enhanced Edition è davvero un classico o è il frutto dei buoni ricordi di chi lo cita?

Ordini di grandezze

Non saremo noi a macchiarci di questo delitto. Come tutti i classici veri, System Shock: Enhanced Edition non va solo acquistato, ma va scelto.Una volta che si è fatta pratica con l'interfaccia, arricchita del mouse look che nell'originale mancava e dalla possibilità di ridefinire i tasti, e una volta digeriti i ventuno anni che ci separano dalla prima edizione, cosa può dirci questo capolavoro della mai troppo compianta Looking Glass?

Intanto è facile scorgerci i prodromi di un genere ibrido che al presente possiamo descrivere facendo i nomi di BioShock, Deus Ex: Mankind Divided, Dishonored e molti altri. Certo, qui i livelli sono i classici dedali di corridoi e stanze anonime che andavano di moda allora, soprattutto per via dei limiti tecnici, e ovviamente non va dimenticato che System Shock nasce a sua volta dal successo degli Ultima Underworld, altri titoli poco citati ma importantissimi per l'evoluzione dei videogiochi. Ma la sua figliolanza diretta rimane innegabile, anche perché alcuni dei team che hanno realizzato i titoli citati hanno al loro interno degli ex-Looking Glass. Inoltre, la battaglia contro Shodan, l'intelligenza artificiale impazzita che ha grandissimi debiti con alcuni classici della fantascienza come "2001 Odissea nello Spazio o "I Have No Mouth, and I Must Scream", ha un fascino tutto suo che non è andato perduto nonostante gli anni passati e che è stato di ispirazione anche per titoli di genere diverso. Diciamo che gli action narrativi devono sicuramente qualcosa a System Shock, a prescindere dal loro sottogenere. Insomma, sono molti i riflessi di quell'esperienza che sono giunti fino a oggi e sarebbe assurdo non rendergliene merito perché in preda a un complesso di superiorità senza sbocchi concreti se non il becero autocompiacimento. Certo, come già detto l'importante è che siate voi a scegliere di giocarci. L'approccio non può essere quello della ricerca della massima comodità o dello stupore grafico. Dovete solo essere curiosi di un pezzo importante della storia dei videogiochi. Se vi lascerete andare vi troverete alle prese con moltissimi problemi da risolvere, primo dei quali trovare un'arma decente con cui affrontare i robot impazziti sotto il controllo di SHODAN. Presto capirete che le mappe di System Shock sono disseminate di oggetti da raccogliere e puzzle da superare. Non mancano le storiche sequenze nel cyberspazio in cui si va a caccia dei nodi, che all'epoca fecero una grande impressione.

Digital Delivery
GoG
Prezzo
8,99 €
Multiplayer.it

9.0

Lettori (9)

8.9

Il tuo voto

System Shock: Enhanced Edition è il modo migliore per provare un classico. Le novità nell'interfaccia, la grafica aggiornata e i bug sistemati garantiscono un ingresso in gioco più soft rispetto alla versione originale, da cui comunque la nuova non si discosta per contenuti. Insomma, è un pezzo di storia dei videogiochi che se non avete mai avuto modo di provare per problemi di reperibilità ora è accessibile senza problemi.

PRO

  • È System Shock!
  • SHODAN
  • Presa confidenza con l'interfaccia è ancora un gran titolo

CONTRO

  • È un titolo del 1994: non aspettatevi di trovarci le comodità introdotte recentemente