ASUS ROG Swift PG27UQ: la recensione del monitor 4k a 144 Hz 57

Sopra il nostro banco delle recensioni è arrivato il nuovo monitor di punta di ASUS da 27 pollici. Un prodotto di fascia altissima che farà godere chi se lo può permettere

RECENSIONE di Pierpaolo Greco   —   17/09/2018

Indice

Il monitor è tradizionalmente una periferica troppo poco considerata nei setup dei giocatori moderni. Chi è abituato a giocare su console tende a preferirgli gli enormi TV da posizionare in salotto, a meno che non sia costretto a ripiegare sugli schermi di dimensioni ridotte a causa di limitazioni legate alla geometria della propria casa. E anche in queste situazioni non è sempre detto che si rivolga a un monitor. Chi invece passa la sua vita al PC ha sì una predisposizione naturale ad affiancargli uno schermo professionale, ma non è sempre disposto a spendere i soldi richiesti per i modelli più performanti. Ci sono poi dei veri e propri casi limite: prodotti che si posizionano sulla fascia di mercato più estrema con il preciso obiettivo di rappresentare il non plus ultra dell'offerta. La recensione che state leggendo è dedicata proprio a uno di questi esponenti: l'ASUS ROG Swift PG27UQ, il primo monitor lanciato sul mercato in grado di raggiungere la risoluzione 4k e di offrire un refresh rate di 144 Hz. Ovviamente tanta qualità ha un prezzo: per l'esattezza 2499€ sul sito di Drako, al momento l'unico venditore di questo monitor.

Le specifiche tecniche

Il PG27UQ è basato su un pannello da 27 pollici con tecnologia IPS prodotto da AU Optronic, in grado di supportare la risoluzione massima 4k (3840x2160) con un refresh rate reale di 144 Hz e un tempo di risposta di 4 millisecondi. Lo schermo supporta il G-Sync di NVIDIA insieme all'HDR10 ed è certificato DisplayHDR 1000 e UltraHD Premium rappresentando di fatto il primo prodotto gaming a offrire queste specifiche e tutte queste certificazioni. L'elemento cardine che permette al pannello di raggiungere la sua incredibile luminosità e la resa dei colori da primato, entrambi essenziali per avere un HDR perfetto, è l'uso di una retroilluminazione FALD (full array local dimming). In pratica il display ha numerosi led gestiti in modo autonomo che permettono di regolare con precisione la retroilluminazione del display, attraverso una gestione molto accurata della luminosità delle varie aree dello schermo, suddiviso in 384 zone indipendenti.

Quest'accuratezza consente di avere anche un contrasto maggiorato visto che diventa possibile per il software controllare con più dettaglio le parti da illuminare e quelle da mantenere spente. Al tutto si unisce anche l'uso del quantum-dot che permette di avere quel gamut dei colori essenziale per restituire la brillantezza tipica dell'HDR. Parliamo di una copertura del 97% dello spettro DCI-P3 e del 99% dello spettro sRGB con un colore a 10 bit. Per quanto riguarda i consumi, si parla di 180 watt dichiarati dal produttore e ad accompagnare lo schermo troviamo infatti il classico alimentatore ASUS di dimensioni abbastanza generose. Nella realtà dei fatti comunque, il display non ha mai superato i 90 watt effettivi durante le nostre prove con i picchi raggiunti esclusivamente durante i test in 144 Hz. È importante segnalare anche che il pannello presenta un leggerissimo effetto anti-glare per ridurre i riflessi in ambienti tipicamente casalinghi o d'ufficio. Non abbiamo notato alcuna perdita di brillantezza e, come già detto poco sopra, l'effetto HDR non sembra risentirne minimamente.

Materiali e design

Come è possibile notare dalle foto che corredano questo articolo, il PG27UQ non nasce per configurazioni multi-monitor ed è tutto fuorché un display discreto da posizionare magari su una scrivania d'ufficio. La cornice è molto invasiva, visto che siamo abbondantemente al di sopra del mezzo centimetro, e la parte posteriore dello chassis è bombata e ingombrante con tutta una sorta di serigrafia che l'attraversa a simulare l'effetto di un circuito stampato. Se non altro il monitor è a tinta unita, quasi interamente in grigio molto scuro con un'unica finitura in color rame che è possibile trovare negli inserti dello stand. Quest'ultimo è in comune con la linea PG, è facilissimo da montare e molto pesante per garantire la massima stabilità del display, che può essere ruotato lateralmente per un massimo di 35° e frontalmente da 5 a 20°. Può inoltre essere sollevato di 12 cm. Non manca infine la possibilità di ruotare il display di 90° per posizionarlo in verticale ed è presente la piastra VESA 100x100 per l'installazione a parete.

Non sarebbe un monitor della linea ROG di ASUS se non presentasse la consueta fornitura di led e lucine assortite e, su questo fronte, il PG27UQ super davvero qualsiasi concorrente. Il retro dello schermo presenta un inserto che può essere interamente gestito via software con l'AURA Sync per decine di effetti differenti di retroilluminazione sfruttando i 16 milioni di colori supportati, ed eventualmente sincronizzandolo con le altre periferiche montate sul computer e compatibili con questo protocollo. Ma questo è solo l'inizio: lo stand integra anche un LED rosso che proietta un'immagine sulla scrivania su cui è poggiato. Immagine che può essere personalizzata disegnando o incidendo le piccole piastre circolari in plastica che sono comprese nella confezione del monitor e possono essere installate o rimosse rapidamente dal treppiedi.

C'è poi un altro, ulteriore LED di colore rosso anche sulla parte superiore dello stand, che proietta il simbolo ROG sul soffitto o su un'eventuale parete posteriore e può essere regolato tramite una piccola ghiera per modificarne l'orientamento e la messa a fuoco. Direttamente sulla cornice del monitor è installato anche il sensore ambientale della luce che può essere attivato dalle impostazioni del monitor per regolare automaticamente la luminosità del display, così da ridurre l'affaticamento della vista negli ambienti poco luminosi. È inoltre possibile attivare anche un filtro anti-flicker (acceso di default) e uno per ridurre le emissioni di luce blu.

Porte e frequenze

Per quanto riguarda gli ingressi, il PG27UQ presenta esclusivamente due porte, entrambe compatibili con G-Sync: una Displayport 1.4 e una HDMI 2.0. Purtroppo non c'è altro modo di collegare le sorgenti video e questo riduce drasticamente l'uso del monitor in configurazioni multi-PC o per collegarci più console (anche se reputiamo essere abbastanza folle utilizzare questo display in abbinamento alle vostre console). Troviamo poi soltanto due porte USB 3.0 e un jack passante per le cuffie; il display non contiene altoparlanti.

Per quanto riguarda la compatibilità con le varie frequenze, l'HDMI si limita a un refresh rate di 60 Hz, mentre attraverso la Displayport si possono raggiungere i 144 Hz attraverso una procedura di overclock realizzata da ASUS in collaborazione con Optronic visto che di default lo schermo potrebbe raggiungere al massimo i 120 Hz. C'è un piccolo discorso aggiuntivo da fare sulla resa dei colori che viene purtroppo limitata dalla banda passante dei cavi utilizzati. Senza scendere troppo nel tecnico, è lo stesso "problema" che si verifica su console quando utilizziamo un HDMI per far passare sia il 4k che l'HDR. Il monitor supporta sempre i colori a 10 bit ma la codifica RGB 4:4:4 permette al massimo di raggiungere i 98 Hz. Nel momento in cui si sale a 120 o 144 Hz siamo costretti ad attivare il chroma subsampling utilizzando il campionamento YCbCr 4:2:2. La diminuzione di resa visiva è praticamente impercettibile mentre si gioca, mentre può essere notata quando si utilizzano programmi di scrittura o si lavora pesantemente con la grafica. Ma è scontato che in questi ultimi due casi avere un refresh rate elevato è praticamente inutile.

Tutti i settaggi grafici del monitor possono essere gestiti superficialmente tramite le impostazioni di Windows oppure con più accuratezza utilizzando il menu software dello schermo, accessibile con i pulsanti e il piccolo joystick presenti nella parte posteriore destra del display. Da qui possiamo agire sull'overclock dei 144 Hz citato in precedenza, sulle regolazioni della retroilluminazione FALD e sulla velocità di accensione dei LED. Ci sono poi alcuni settaggi di utilità per lavorare sui preset dei colori o sulle funzioni GamePlus per attivare un mirino in sovrimpressione, il contatore degli FPS e così via. Infine c'è un'interessante feature chiamata Dark Boost che funziona al contrario dell'HDR: appiattisce i colori dell'immagine renderizzata mettendo in risalto i toni scuri così da illuminare le parti più buie rendendo, ad esempio, molto visibili i nemici in ambienti poco luminosi.

La nostra prova

E arriviamo al test vero e proprio. Partiamo col dire che la calibrazione di fabbrica con cui il monitor esce dalla catena di produzione è semplicemente eccezionale. Impostando la luminosità al 100% abbiamo raggiunto picchi di 1100 cd/m2 utilizzando sorgenti HDR, ben al di sopra delle 1000 cd/m2 dichiarate dal produttore. Utilizzando invece video e immagini in SDR siamo stati di poco al di sotto delle 600 cd/m2 date come riferimento da ASUS. È poi estremamente ridotta la perdita di luminosità aumentando l'angolo laterale di visione: una caratteristica tipica dei monitor IPS. Far girare un qualsiasi videogioco in 4k HDR con questo monitor, ve lo possiamo garantire, è semplicemente strabiliante e, non appena siamo tornati al nostro vecchio monitor, abbiamo percepito una differenza abissale nella resa dei colori.

Ma proprio durante questo nostro test non abbiamo potuto fare a meno di notare come il polliciaggio del PG27UQ rappresenti anche il suo principale difetto. Avere uno schermo di soli 27 pollici con quella risoluzione è particolarmente limitante; utilizzare Windows senza l'ingrandimento di sistema è praticamente impossibile e questo vuol dire, ad esempio, che invece di una risoluzione di 3840x2160, utilizzando l'ingrandimento al 150% (e vi garantiamo che questo è il minimo), ci ritroveremo davanti a un desktop di 2560x1400. Tra l'altro con tutti i problemi tipici dello scaling di Windows che dà risultati pessimi con numerose interfacce, tra tutte Steam. Inoltre visionando dei film sono abbastanza frequenti gli aloni intorno agli elementi più luminosi della scena che tendono a inquinare le parti scure. È un fenomeno abbastanza ricorrente nei monitor LCD e a nulla può servire l'illuminazione a 384 zone che, per quanto funzioni alla perfezione con i videogiochi, non può gestire con la stessa qualità il cambio drastico di scene di un film.

C'è poi da tenere conto del tempo di risposta dello schermo: quello del PG27UQ si attesta sui 4 millisecondi rendendolo decisamente meno performante di un monitor da gaming competitivo con risoluzione 1080p o 1440p e 1 ms di latenza. È quindi fondamentale che in fase di acquisto si tenga conto di quale sia la destinazione d'uso di questo schermo. Se non altro il supporto al G-Sync azzera qualsiasi effetto di tearing e stuttering nel momento in cui il PC ha installato una scheda video GeForce compensando agilmente i crolli di framerate a cui andrete incontro a meno di avere un computer con una componentistica di fascia altissima.

Segnaliamo infine che lo schermo ha una piccola ventola per tenere bassa la temperatura del display e che può essere percepita quando l'ambiente è molto silenzioso o nel caso in cui vi troviate particolarmente vicino al monitor. L'alta rotazione di questa ventola la rende infatti particolarmente "sibilante". Inoltre assicuratevi di avere Windows e soprattutto i driver video aggiornati all'ultimissima versione per evitare i problemi di configurazione a cui siamo andati incontro nel nostro test durante l'attivazione dell'overclock a 144 Hz.

Prezzo
2499 €
Multiplayer.it

8.0

Nel momento in cui vi ritrovate sotto la scrivania un computer con tutta la componentistica necessaria a far girare i videogiochi in 4k HDR e con un frame rate ben superiore ai 60 FPS, allora questo monitor ASUS può rappresentare davvero un valido acquisto. Chi vuole infatti la risoluzione migliore, il gamut dei colori più ampio e un eccezionale impatto visivo, può sentirsi rassicurato nello sborsare la cospicua somma di denaro necessaria a portarsi a casa questo schermo. Tuttavia c'è da tenere conto che le variabili in gioco sono molteplici e tutte evidenziano un mercato odierno poco maturo: le GeForce RTX serie 2000 con la loro possente potenza di calcolo stanno arrivano soltanto ora sul mercato e la bassissima compatibilità con l'HDR dei videogiochi PC è sotto gli occhi di tutti; questo vuol dire che difficilmente riuscirete a sfruttare un monitor di questo tipo prima di un paio di anni. Considerate quindi il PG27UQ un valido investimento per il futuro a patto di avere tutti quei soldi tra le mani e di non soffrire per delle dimensioni troppo ridotte.

PRO

  • Qualità dell'immagine al top
  • HDR eccezionale
  • Molto buone le performance gaming

CONTRO

  • Il prezzo è sicuramente un deterrente all'acquisto
  • È necessario un computer incredibile per sfruttarlo a dovere
  • È solo un 27 pollici

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