Bakugan Battle Planet: la recensione del primo episodio 3

Arriva l'11 Maggio su Cartoon Network, in prima assoluta italiana, la serie reboot dell'anime giapponese Bakugan Battle Brawlers, ovvero Bakugan Battle Planet. Ecco la recensione della prima puntata.

RECENSIONE di Gabriella Giliberti   —   08/05/2019

Se tra i personaggi della nostra infanzia un posto d'onore lo occupava Gundam, serie di importanza assoluta nel panorama dell'animazione giapponese, sicuramente per le nuove generazioni uno dei primi posti viene invece ricoperto da Bakugan. Bakugan Battle Brawlers è una serie televisiva del 2007 prodotta da TMS Entertainment e da Japan Vistec sotto la direzione di Mitsuo Hashimoto e che ha debuttato in Giappone su Tv Tokyo nello stesso 2007, arrivando invece da noi due anni più tardi su Italia 1. La serie si componeva di 52 episodi, di circa 24 minuti ciascuno.

A distanza di 12 anni, sta per arrivare su Cartoon Network l'attesissimo reboot di questa serie giapponese, Bakugan: Battle Planet, prodotto sempre dalla TMS Entertainmentì in collaborazione con Nelvana Enterprises, Man of Action Studios e Spin Master Entertainment sotto la regia di Kazuya Ichikawa. La serie ha debuttato per la prima volta lo scorso 23 Dicembre negli Stati Uniti e si prepara ad arrivare in Italia questo 11 Maggio, ogni sabato e domenica dalle 17:25 su Cartoon Network. I primi due episodi saranno, inoltre, presentati in anteprima al SERIES CON, l'evento dedicato alla serialità televisiva organizzato da QMI Stardust, che si svolgerà a Milano il weekend dell'11 e 12 maggio. L'anteprima di Cartoon Network, a ingresso gratuito, avrà luogo sabato 11 maggio alle 10.45 presso Tenoha Milano.

Bakugan Battle Planet sarà composto da 50 episodi, anche questi dalla durata media di 24 minuti, e a differenza del suo predecessore ci sarà una trama diversa ma con gli stessi personaggi, ai quali si aggiungeranno dei nuovi protagonisti. Obiettivo della serie è quello di riuscire a creare un punto di contatto tra i fan dell'originale, i quali saranno un po' cresciutelli rispetto al 2007, e i nuovi potenziali (e più giovani) spettatori, portando in scena una serie d'animazione dove azione e divertimento vogliono essere le parole d'ordine, su quello che sarà il tipico scenario dove impazzerà la battaglia tra il bene ed il male.

Un primo sguardo

Come tutti i pilot che si rispettino, anche quello di Bakugan, "L'origine della specie", è una vera e propria panoramica introduttiva sulla storia, le dinamiche che caratterizzeranno la serie e, ovviamente, i suoi personaggi. Si inizia a delineare quello che sarà lo scenario di un'epica battaglia in cui Dan Kouzo incontrerà per la prima volta quello che sarà il suo acerrimo nemico Magnus Black. La serie si presenta con un nuovo look nel character design dei personaggi che, come abbiamo detto, sono un mix tra new entry create ad hoc per questo reboot e personaggi già conosciuti e visti nell'originale, come per esempio lo stesso Dan Kouzo, il protagonista della serie che, insieme al suo gruppo di amici conosciuti come i Fantastici, si imbatteranno in creature aliene emerse in modo misterioso dalla crosta terrestre: i Bakugan.

Il reboot si ambienta anni dopo l'esplosione del pianeta Vestroia, un universo diviso in sei territori, ognuno corrispondente ad un elemento: fuoco, luce, acqua, tenebra, terra e vento. La collisione tra il mondo dei Bakugan e quello degli esseri umani viene ricordato come "il grande evento", e le creature aliene sono rimaste a riposare nel sottosuolo terrestre all'interno di piccole sfere. La forma originale dei Bakugan è ovviamente quella di enormi mostri alieni, pronti a scagliarsi nella battaglia e a seguire i comandi del loro compagno umano.

A dispetto di quanto si potrebbe pensare, la serie giapponese non è stata mai un vero e proprio successo in Giappone - forse perché nelle terre nipponiche sono fin troppo carichi di alieni robotici divenuti delle vere e proprie icone con le quali è molto difficile confrontarsi - a differenza del Nord America. E, infatti, fin da subito ci rendiamo conto dell'impronta americana del prodotto, il quale risponde ad alcuni meccanismi tipici di quel tipo di narrazione: come per esempio il narratore che ha la voce dello stesso protagonista, che deve spiegarci gli avvenimenti anche se li stiamo osservando noi stessi; i protagonisti o protagonista che abbatte la quarta parte e parla direttamente con lo spettatore o, peggio, parla di sé in terza persona.

Non è un Bakugan per vecchi

Una serie che proprio con questo suo asset verboso e con la volontà di dover spiegare tutto (anche ciò che è più scontato) sembra essere rivolta decisamente ad un pubblico più infantile. Didascalica fino al limite della sopportazione, con un narratore che rende il tutto ancora meno digeribile, andando inevitabilmente a gravare sugli aspetti più positivi della serie, che ovviamente sono le battaglie.

Anche i dialoghi risultano essere piuttosto banali e un po' troppo superficiali, rendendo quasi superfluo il racconto al di là dello scontro, soprattutto perché dovendo concentrare molto materiale in poco tempo, i dialoghi non fanno altro che confondere lo spettatore, non riuscendo mai ad arrivare ad un vero è proprio punto. Un episodio è fin troppo poco per poter dare un giudizio che non vada oltre il mero "first look", ed è subito chiaro come la storia non sia ancora del tutto delineata. Abbiamo solo dei veri e propri abbozzi, volti a farci conoscere il mondo dei Bakugan, il loro compagni e come questi possono essere adoperati in battaglia, tenendo un po' in riferimento il gioco di carte, quindi equipaggiando di volta in volta il proprio Bakugan con abilità diverse o potenziandolo per avere più punti vita. Infatti, ogni creatura parte con un tot di punti ad inizio di ogni scontro, che possono scendere o salire a seconda dei danni subiti o potenziamenti dati.

Il character design dei Bakugan è quello che colpisce di più, riuscendo ad attirare l'attenzione anche del pubblico più maturo e appassionato del genere. Le creature, infatti, si rifanno al mito della cultura giapponese, passando appunto dai classici robot come i Gundam e Mazinga, arrivando ai kaijū del cinema giapponese, come Godzilla. Il loro look nuovo e digitalizzato non dispiace, ma anzi riesce a conferire ai personaggi un aspetto più tridimensionale.

Interessante (non necessariamente in senso positivo) è la modalità con cui viene spiegato allo spettatore la metodologia di combattimento dei Bakugan. I Fantastici, infatti, sono un gruppo di... youtuber, e questo ci fa capire ancora di più a che tipo di pubblico e immaginario si riferisca la serie. I ragazzi sono soliti creare diversi contenuti video che poi condividono con la propria community. Una volta trovati i Bakugan e compreso di non essere gli unici al mondo, creano una serie di veri e propri tutorial di combattimento. È come, appunto, se si volesse riflettere e comunicare il tipo di società all'interno della quale viviamo dove, addirittura, perfino i combattimenti con dei mostri alieni hanno bisogno del proprio tutorial.

Multiplayer.it

6.0

Nonostante ci troviamo di fronte ad una serie che non riesce del tutto nell'intento di chiamare a sé il vecchio fan, ma piuttosto si rivolge ad una fascia che probabilmente non supera l'adolescenza, le battaglie e il character design dei Bakugan riescono a strizzare l'occhio allo spettatore più maturo. E chissà se, con l'andare avanti degli episodi, non ci riservi qualche sorpresa più elettrizzante a livello di narrazione.

PRO

  • Il character design dei Bakugan è molto suggestivo
  • Le battaglie sono avvincenti e spettacolari

CONTRO

  • Fin troppo didascalico
  • Dialoghi banali e superficiali

#Cinema

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