Cooking Mama - Recensione  5

Pronti a tagliuzzare cipolle, sfilettare orate e friggere panzerotti con gli amici e in multiplayer? Cooking Mama arriva su Wii...

RECENSIONE di La Redazione  —   08/06/2007

Better than Mama...

La partita a Cooking Mama è incentrata sulla preparazione di un gran numero di portate dalle cucine di tutto il mondo, che vanno dal Sushi alle Lasagne, dal Chili con Carne al Cous Cous, e la cui complessità di preparazione spazia dal popcorn al burro agli spaghetti al nero di seppia, in cui è necessario persino pulire il mollusco prima di passare alla preparazione del sugo ed eventualmente preparare la pasta a mano. Nell’estetica il tutto ha uno stile anime dall’estetica mainstream e dal sapore nettamente pop, accompagnato da menu user friendly e mosso costantemente dall’ispirazione dell’identità nazionale dei piatti, almeno nella misura in cui questo è concesso dalla stereotipia dei personaggi da fumetto. Nella pratica concreta di gioco (declinata nel free play, nelle sfide al computer e a tempo e nella modalità di sfida con un altro giocatore, esclusiva di Wii) ogni ricetta è divisa in fasi, e ogni fase implica un utilizzo diverso, generalmente divertente e creativo, del controller di Wii. Così, sarà necessario pelare verdure, tagliarle a dadi, tagliuzzare l’aglio e la cipolla, pulire il pesce, macinare la carne, preparare impasti e mescolarli a mano, inserire tutti i vari ingredienti nella padella al momento giusto, controllando il fuoco, le cotture e i tempi, e persino grattugiare il parmigiano e sbattere quello che rimane attaccato alla grattugia, preparare la pasta con la macchinetta, scolare la pasta una volta bollita o decorare il piatto.

Better than Mama...

Un po’ come in Wario Ware (ma senza la variabilità grafica e la frenesia estrema, al cronometro di Wario) la varietà di azioni che compongono ogni singolo piatto (che è il risultato finale di questo "circuito a tappe") è notevole, ed ogni azione si traduce chiaramente in un modo diverso di impugnare e muovere il controller di Wii, con il risultato di produrre un’esperienza originale e divertente. Tagliuzzare freneticamente una cipolla, pestare gli aromi o friggere i panzerotti col Wii è qualcosa che fa spesso davvero sorridere, e il sistema è una manna dal cielo per chi è alla ricerca di un divertissement ludico originale, di un gioco “di compagnia” il cui spirito tende un po’ verso il party game. Non che il sistema sia perennemente divertente, e per un semplice fatto: proprio come nella vera cucina, alcune azioni risultano divertenti o coinvolgenti (comporre i piatti, tagliare la carne e il pesce, buttare gli ingredienti in padella, sgusciare i gamberetti), altre semplicemente noiose o addirittura faticose (pelare le verdure, ripiegare i fagottini di sushi, mescolare, ruotare la leva del tritacarne). Di questo, dando concessione al “realismo” dell’esperienza, non si può rimproverare nulla a Cooking Mama.

Better than Mama...

Ma se c’è qualcosa in cui l’esperienza vacilla davvero è la conversione delle azioni sul controller Wii che, com’è naturale per un sistema concepito su un’interfaccia diversa (quella di DS), non da l’impressione di una risposta sempre naturale e verosimile. Mentre il pennino donava al gioco una sensazione quasi tattile con gli ingredienti, agitare in aria un controller non è lo stesso, a maggior ragione quando il sistema di interazione è concepito non sempre in maniera perfetta per garantire fluidità e margine alle azioni. Prendiamo il caso del pelare le verdure: l’azione di pelatura può avvenire solo a listelli verticali e, una volta pulita una sezione, il giocatore ha un tempo morto di quasi un secondo prima di potere allargare l’area di pelatura. Il risultato è un cattivo coordinamento del movimento con lo schermo e una sensazione di noia e ingessatura. Anche a scapito del “realismo” la conversione, in questo e altri frangenti, avrebbe potuto offrire un’esperienza un po’ più frenetica, un range di interazione motoria con gli oggetti un po’ più ampio, un po’ più di libertà di pasticciare (componente collaterale del cucinare e necessaria del divertimento).

Cooking Mama non è certo un gioco di realistica simulazione cucinaria. Questo sarà impossibile fino a quando non vedremo un ingegnoso controller pieno di blister da perforare pieni di sample di cibi e odori, fino a quando, insomma, una console a venire non incorporerà quantomeno l’odorama. In attesa del futuro, Cooking Mama lascia per strada proprio il fulcro della cucina e del cibo (odore, gusto, tatto) e prende spunto per trasformarlo in una specie di sport, di catturarne quantomeno la componente motoria. Il controllo col pennino del DS, certo, funzionava molto meglio, perché offriva una sensazione quasi tattile qui assente e una precisione ben maggiore. Ma anche così Cooking Mama è consigliabile a tutti quelli che cercano un po’ di azione originale, delle sane risate in compagnia e la sensazione di fare un qualcosa di un po’ stupido ma mai provato prima. Tenendo bene a mente il fatto che la frustrazione del cibo fotorealistico da guardare e non toccare basta, sulla media distanza, a indurre la salivazione, trasformando il gioco multiplayer in una obbligatoria cena fuori in compagnia (aggiungete il conto al costo effettivo del gioco).

Pro

  • Decisamente inusuale
  • Divertente e "leggero"
Contro
  • Col pennino funzionava meglio
  • Rilevazione a volte non precisissima

La cucina, come tutte le altre esperienze del mondo, non è mai stata del tutto trascurata da quel mostro emulativo e simulativo che è il gioco digitale. Cooking Mama per Nintendo Wii, che è poi la conversione-seguito di una precedente versione per Nintendo DS, non è quindi un’assoluta novità: basti pensare al solo capostipite dell’ispirazione “alimentare”, il leggendario Burger Time. Cooking Mama, però, è un gioco esplicitamente ispirato dalla cucina e non semplicemente ricoperto di un'estetica culinaria. La sua originalità è innegabile, ma non ha a che vedere soltanto nel tema: sta anche nel fatto che Cooking Mama appartiene al nuovo filone delle produzioni Wii di Nintendo, incentrate su meccaniche “leggere”, divertenti, dedicate a un pubblico vasto e diverso da quello del “giocatore tipico”, connotate da estetiche pop e ispirate a temi e immaginari quotidiani. Come sempre, da un po' di tempo a questo parte, il fulcro dell’idea gira intorno all’interazione in motion sensing con il controller di Wii che, anche nel confronto con il pennino di DS, si rivela croce e delizia dell’esperienza ludica.