Dark Age of Camelot: Darkness Rising - Recensione  0

Sesta espansione per Dark Age of Camelot, e questa volta anche i traditori sono chiamati alle armi!

RECENSIONE di Luca Olivato   —   09/03/2006

Ottimo package per gli amanti dell'opera

Darkness Rising non si configura come un vero e proprio step evolutivo: le innovazioni sono limitate e marginali ai fini del gameplay, mentre gli sforzi maggiori si sono concentrati sull’aspetto grafico e sull’implementazione di nuove quest per personaggi di esperienza elevata. I requisiti minimi parlano del trentesimo livello per sbloccare le missioni, ma consigliamo vivamente di avere un eroe molto più potente.
Premettendo sin da subito che per poter utilizzare il gioco sono necessarie tutte le evoluzioni Dark Age of Camelot, partiamo dalle confezioni che Halifax, il distributore italiano, ci ha concesso per questa prova, in attesa della Epic “all inclusive” Edition che a breve sarà disponibile anche da noi. Il primo cofanetto, davvero di ottimo gusto, comprende i 4 CD e gli aggiornamenti sino a Catacombs, e permette di giocare gratuitamente per un mese; il secondo, a sua volta contenente un codice che sblocca le nuove quest, è composto da un paio di dischi. È bene comunque ricordare la possibilità di scaricare e attivare tutto direttamente dal negozio online della Mythic, nonostante le dimensioni generose (3,7 Gbyte l’occupazione su hard disk una volta installato). Ad arricchire il package alcune chicche sempre gradite (un booklet con qualche artwork del primo DAoC e un poster di DR). [C]

Dark Age of Camelot: Darkness Rising - Recensione
pronti per il ritorno a Camelot, dopo il restauro dei programmatori

Dark Age of Camelot: Darkness Rising - Recensione
alcuni scorci di paesaggio sono veramente suggestivi

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La volontà del re

Darkness Rising vede i tre imperi di Albion, Midgar e Hibernia sotto l’ombra di nuove minacce, e questa volta a chiedere aiuto al giocatore saranno nientemeno che i regnanti. Sebbene le trame siano leggermente diverse a seconda del reame, il leit-motiv che le lega è simile; portando a termine le missioni del re si potrà acquisire uno degli ambitissimi titoli di Campione (ce ne sono 5, a cui si può puntare dopo aver oltrepassato il cinquantesimo livello) nonché una splendida arma incantata unica nel suo genere e la cui potenza aumenta con l’esperienza dell’eroe.
Una delle maggiori novità introdotte dall’expansion disk è rappresentata dalle cavalcature. Per la prima volta sarà consentito al giocatore di avere un proprio destriero, sempre pronto a trasportarlo a destra e manca nelle lande di Camelot. Il suo utilizzo è limitato agli spazi esterni (niente parate in città o cariche nei dungeon), ma l’utilità è comunque notevole. Per i giocatori di livello più avanzato si rendono disponibili dei veri e propri cavalli magici, con cui far crepare d’invidia tutti gli ospiti dei server: basti pensare che per una “modica” manciata di monete di platino sarà possibile montare il mitico unicorno! Non è solo l’aspetto estetico a distinguere queste favolose bestie da quelle più comuni, queste infatti saranno anche un po' più rapide e forti.

Giocabilità medievale...

Lo stile di gioco è rimasto pressoché immutato: il sistema di controllo non è propriamente user-friendly e creerà qualche grattacapo a chi vi si avvicina per le prime volte (non è comunque rivolta a costoro l’espansione): nelle impostazioni di default il tasto destro premuto permette di indirizzare il personaggio, mentre con quello sinistro si muove la telecamera a 360 gradi; il singolo click invece consente di selezionare oggetti e NPC con cui interagire. A parte qualche scorciatoia da tastiera in alcuni casi sarà necessario digitare su console i comandi che si vogliono impartire.
Gli sviluppatori hanno anche in questo caso deciso di premiare la modalità RvR (Realm vs Realm), in cui giocatori di popolazioni differenti si scontrano ai confini tra gli imperi; la morte per il proprio reame non provocherà la perdita di punti esperienza, né sarà possibile depredare la malcapitata vittima, ma si salirà di livello più rapidamente rispetto all’uccisione dei mostri controllati dalla sempre scarsa intelligenza artificiale. Anche chi preferisce le avventure di stampo più classico è in ogni caso spinto a cercare la collaborazione di altri utenti, sia per completare alcuni incarichi che difficilmente potrebbero essere alla portata del singolo, sia soprattutto per fare esperienza più velocemente.

...tecnica moderna

Dal punto di vista del supporto, il gioco continua ad essere seguito da una discreta schiera di appassionati (mediamente 15.000 contatti in contemporanea); ricordiamo che sono presenti diverse tipologie di server a seconda che si preferisca la modalità PvP o meno. Quello italiano, Deira, è per la verità un po’ disabitato ma discutendo con altri utenti abbiamo constatato che si sta lentamente ripopolando.
Le nostre sessioni di gioco hanno invero sofferto di qualche interruzione di troppo dovuta a occasionali disconnessioni e, in un paio di casi, si è reso necessario il riavvio del sistema in quanto era comparso, inspiegabilmente, il famigerato blue screen of death (la schermata blu che congela il sistema): sinceramente ci saremmo attesi una maggiore stabilità da un titolo che ha diversi anni di sviluppo alle spalle.
L’interazione con altri utenti invece non ha creato problemi grazie ai bassi tempi di latenza (abbiamo utilizzato una linea ADSL a 4 Mbit/sec).
La longevità non è mai stata un problema di Dark Age of Camelot e le numerose possibilità offerte da Darkness Rising, ancorché radicate in un gameplay non più originalissimo – ma ben collaudato – dovrebbero far rispolverare il proprio account a chi aveva deciso che le avventure per le terre di Albion non avevano più motivo di interesse. Le cavalcature e i nuovi livelli messi a disposizione saranno di certo apprezzati a chi ha saputo carpire l’essenza della serie, ma è bene ancora una volta sottolineare che il neofita non troverà grossi benefici dall’acquisto di questa espansione, se non limitatamente.

Riflessioni finali

Alla fine della fiera Darkness Rising riesce a raggiungere lo scopo che si erano prefissi i programmatori – quello di rinvigorire l’interesse dei giocatori nei confronti di un titolo che da qualche mese non riceveva più aggiornamenti. Se si fosse deciso di puntare verso delle migliorie un po’ più radicali i giudizi sarebbero più entusiasti, ma quelle – forse – sono destinate al prossimo e atteso MMORPG della Mythic, basato sul mondo di Warhammer 40,0000 e previsto per il 2007.

Commento finale

Un’espansione destinata agli utenti più esperti di Dark Age of Camelot – probabilmente la maggioranza, data l’età del gioco – che, pur non presentando un gran numero di novità, riesce comunque ad introdurre degli elementi inediti che faranno riattivare il proprio account a chi aveva già raggiunto i massimi livelli. Se i programmatori avessero deciso di intervenire anche sull’interfaccia utente ci saremmo trovati davanti ad un prodotto in grado di presentarsi anche ai neofiti, ma in fin dei conti può andare bene anche così.

Sebbene World of WarCraft abbia ridefinito il concetto di “successo” relativamente ai giochi di ruolo online, è innegabile che Dark Age of Camelot sia riuscito a ricavarsi uno spazio importante in un panorama dove non manca la concorrenza.
Uscito nell’aprile 2002 è stato costantemente oggetto di revisioni ed upgrade: cinque le espansioni sino ad oggi (escludendo quella in oggetto), due delle quali gratuite (New Frontiers e Foundations), volte a migliorarne di volta in volta gli aspetti sino a renderlo uno degli MMORPG più interessanti dell’universo “multiplayer-only”.