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Final Fantasy XIII Trilogy, la recensione

Final Fantasy XIII, Final Fantasy XIII-2 e Lightning Returns: Final Fantasy XIII arrivano su Xbox One!

RECENSIONE di Massimo Reina   —   27/11/2018

Final Fantasy XIII è stato sicuramente il gioco più rivoluzionario della saga di Square Enix, quello che ha dato il via a una serie di cambiamenti epocali a un concept antico e radicato, considerato da molti un modello "immutabile" e per questo giudicato intoccabile da una certa utenza poco aperta alle novità. Non c'è da stupirsi quindi se all'epoca del rilascio del gioco, il 2009, chi si aspettava il "solito" Final Fantasy rimase decisamente deluso da tantissime differenze sostanziali con quel modello: qualcuno parlò di involuzione, altri di evoluzione, fatto sta che il gioco subì pesanti critiche e ancora oggi non viene visto di buon occhio da una buona parte degli appassionati della serie. Che facciate parte di questa schiera di utenza o di quella che non vi ha mai giocato, se volete rigiocare (o giocare) a Final Fantasy XIII e ai suoi seguiti diretti, Final Fantasy XIII-2 e Lightning Returns: Final Fantasy XIII, adesso potete farlo su Xbox One e Xbox One X, grazie al servizio di retrocompatibilità. Gratuitamente inserendo il relativo disco per ciascuno o avviandoli in digitale, altrimenti è possibile acquistarli singolarmente in digital delivery su Xbox Store in versione Xbox 360 e giocarli su Xbox One.

L’avventura di Lightning in 4K

Come i nostri lettori più attenti ricorderanno, con Final Fantasy XIII Square Enix decise di tentare di svecchiare il franchise ed entrare nella next-gen di allora, stravolgendone in buona parte molte di quelle caratteristiche che avevano definito nel tempo gli aspetti principali del genere jRPG e della stessa saga. Dai villaggi nei quali interagire con la popolazione, alla world-map, fino agli spazi più o meno aperti dove perdersi liberamente, ai mini giochi, tutto venne eliminato quasi fossero una zavorra, in favore di un gameplay incentrato sull'azione e sui continui scontri, regolati dal Command Synergy Battle o CSB, una diretta evoluzione dell'ATB, in un'avventura dall'andamento lineare.

Final Fantasy Xiii Xbox One X Comparison4

Una scelta coraggiosa, ma anche una spada di Damocle che si abbatté sull'azienda giapponese accusata dai fan di aver snaturato il concetto stesso di gioco di ruolo alla giapponese, trasformando Final Fantasy XIII in una sorta di dungeon-crawler in cui il giocatore era costretto a seguire un iter prefissato, deviando soltanto per completare alcune missioni opzionali, sconfiggendo i mostri che intralciavano il suo cammino tra svariate sequenze filmate. Eppure dal punto di vista narrativo Final Fantasy XIII è considerato uno dei capitoli migliori della serie, con una storia matura e ben raccontata attraverso un taglio cinematografico, con una protagonista femminile carismatica come Lightning, un cast probabilmente tra quelli meglio definiti e caratterizzati della saga e una valida colonna sonora. Bello anche il lavoro artistico che, a parte le Summon che si trasformavano in veicoli che potevano risultare kitsch oppure originali a seconda dei gusti, risultava particolarmente riuscito, forte della solita enorme immaginazione degli artisti di Square Enix. Un taglio che viene esaltato ancora oggi, su Xbox One, grazie al cambio di risoluzione e all'uso di qualche filtro ad hoc, utile a dare una nuova linfa al gioco.

Final Fantasy Xiii Xbox One X4

Non parliamo di stravolgimenti o potenziamenti grafici tali da far pensare a un cambio tecnologico epocale, ma una serie di piccole ottimizzazioni che rendono l'impianto visivo sicuramente più piacevole dell'originale. Le battaglie appaiono più spettacolari, le mosse e gli effetti visivi più belli a vedersi, con i rapidi movimenti di telecamera che avvengono senza incertezze a 30 frame per secondo; gli scenari all'aperto sono poi in grado di restituire dei gradevoli scorci, sempre molto luminosi e lussureggianti, e perfino i modelli poligonali dei personaggi sono ancora più belli, soprattutto nei primi piani. In particolare su Xbox One X, complice la sua modalità grafica, che consente all'emulatore di Xbox 360 di offrire la miglior versione possibile del gioco utilizzando gli asset pre-esistenti, e quindi pixel count circa nove volte superiore, dettagli delle texture e antialiasing migliorati.

Final Fantasy Xiii Xbox One X2

Su Xbox One X è meglio

Lo stesso trattamento tecnologico coinvolge ovviamente gli altri due episodi della trilogia. Tecnicamente sono buoni, con modelli più che convincenti, belle animazioni più una certa capacità di mantenere la qualità media sempre allo stesso livello, e appaiono quindi molto più belli e definiti in 4K nativi rispetto alle controparti originali su Xbox 360, con una maggiore qualità visibile sempre su Xbox One X anche per quanto concerne i filmati in computer grafica e le scene di intermezzo che si integrano con maestria a ogni parte giocata. Parlando invece di giocabilità, Final Fantasy XIII-2 propone solo delle piccole differenze rispetto al suo prequel, sulle cui basi Square Enix decise di progettare questa avventura con protagonista la sorella di Lightning, Serah, in una storia oggettivamente meno brillante di quella di Final Fantasy XIII. Il team di sviluppo cercò di accontentare i fan reintegrando alcuni di quegli elementi eliminati nel predecessore, come per esempio i villaggi e i mini giochi, senza però con questo fare un'inversione a "U" e tornare sui propri passi sul nuovo concept.

Per questioni narrative vennero introdotti anche i viaggi spazio temporali, grazie ai quali quella linearità che aveva costituito la base da cui si erano poi sviluppate gran parte delle critiche a Final Fantasy XIII, diventò meno marcata, e al giocatore venne concesso un approccio un po' più libero all'avventura. Ma al contempo, come scritto prima, Square Enix non rinnegava i cambiamenti del tredicesimo capitolo. Il gioco resta quindi improntato sull'azione, e i combattimenti si mantengono estremamente dinamici grazie anche all'implementazione di sequenze "quick time event" chiamate Azioni Istantanee che si innescano durante gli scontri. Inoltre la crescita dei personaggi si appoggia al Cristallium, una versione modernizzata della Sferografia di Final Fantasy X e delle Licenze di Final Fantasy XII, proprio come in Final Fantasy XIII. In tal senso a cambiare radicalmente le carte in tavola semmai è stato Lightning Returns: Final Fantasy XIII, il titolo più action della trilogia. Se a livello di struttura Square Enix tenta ancora di cambiare per cercare un giusto equilibrio fra innovazione e tradizione, a livello di battle-system propone uno nuovo sistema chiamato Style-Change Active Time Battle, o SATB, che spinge ulteriormente sull'acceleratore del rinnovamento.

Il sistema, creato da Yuji Abe sulla base del precedente CSB, fa combattere solo la protagonista, la rediviva Lightning, che può cambiare "costume" e assetto di combattimento al volo e in qualsiasi momento. La concatenazione degli attacchi e dei costumi cambiati segna il ritmo di ogni scontro, per questo motivo non esiste un menù dal quale scegliere ogni azione e quest'ultime, invece, si associano ai tasti del controller. L'idea è infatti quella di rendere ogni combattimento più frenetico e interattivo, come del resto è il gameplay anche durante l'esplorazione. Questa è condizionata da una sorta di orologio che scandisce il trascorrere del tempo, figura centrale nell'economia del gameplay e della storia (la terra di Nova Chrysalia è sull'orlo di una catastrofe di proporzioni bibliche e la protagonista ha solo pochi giorni per salvare le anime della popolazione), in quanto ne determina vari aspetti. A cominciare dai mostri con cui confrontarsi, passando dalle quest secondarie fino all'andamento e allo sviluppo di porzioni della trama stessa. Dei tre titoli che compongono la trilogia, questo è forse il meno ispirato in generale, e il più orientato al fan service.

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Conclusioni

Digital Delivery Xbox Store
Prezzo 14,99 €

Multiplayer.it

8.0

Del progetto Fabula Nova Crystallis di Final Fantasy ne abbiamo parlato tantissime volte su queste pagine, raccontandone i retroscena, i pregi e i difetti. Così come abbiamo sviscerato ciascuno dei giochi che ne hanno fatto parte direttamente o indirettamente. Adesso tre dei titoli legati a questa mitologia sono disponibili sulle Xbox One grazie alla retrocompatibilità. Un'occasione per tutti coloro che se li sono persi negli scorsi anni di goderseli in una "nuova" veste tecnologica che ne esalta in generale lo stile e la grafica, soprattutto su Xbox One X, dove grazie alla modalità grafica con qualche filtro ad hoc e la definizione dei 4K, appaiono più belli che mai, come si evince dal voto che fa riferimento proprio alle "riedizioni". Ma, volendo, anche per coloro che non li hanno graditi, e che magari hanno voglia di riscoprirli a distanza di tempo, di concedergli una nuova chance, mettendo da parte quei pregiudizi che gli hanno impedito di apprezzarli soprattutto a causa di un sistema di gioco diverso rispetto ai classici Final Fantasy.

PRO

  • La possibilità di poter giocare a una trilogia a suo modo rivoluzionaria per la serie Final Fantasy
  • Per ciascuno dei giochi, tanti contenuti e cose da fare, grande longevità
  • I miglioramenti al comparto tecnologico rendono più bella la grafica delle tre avventure...

CONTRO

  • ... ma non aspettatevi miracoli o stravolgimenti clamorosi
  • A parte i cambiamenti visivi, nessuna novità di rilievo
  • Chi non li ha apprezzati a suo tempo, difficilmente troverà gli stimoli per giocarli