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Geneforge 2: Infestation, la recensione di un gioco di ruolo senza compromessi

La recensione di Geneforge 2: Infestation, un gioco di ruolo che non scende a compromessi offrendo sistemi e meccaniche profondissimi.

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   06/04/2024
Geneforge 2: Infestation, la recensione di un gioco di ruolo senza compromessi

Jeff Vogel è ormai un signore di mezza età che si diverte ancora moltissimo a sviluppare giochi di ruolo isometrici, nonostante ne abbia lanciati tantissimi nel corso della sua carriera. Da anni opera con il nome di Spiderweb Software e da anni segue la sua strada in modo stoico, cercando di esprimere sempre al meglio la sua visione del genere, rifinita fino al parossismo lancio dopo lancio.

Ad aiutarlo sono la moglie Mariann Krizsan e dei collaboratori sparsi che partecipano allo sviluppo in vario modo, solitamente fornendo aiuto lì dove Vogel è più debole o lento (ad esempio dal lato visivo). La prima tentazione che viene dovendo scrivere la recensione di Geneforge 2: Infestation, la sua ultima opera, è quella di parlare immediatamente di gioco di ruolo classico. Pensandoci bene però, classico rispetto a cosa?

Un vero gioco di ruolo

Gli shaper possono creare la vita
Gli shaper possono creare la vita

Riflettendo sui vari giochi di ruolo di successo usciti negli ultimi anni, quello di Vogel più che classico appare essere semplicemente un gioco di ruolo, uno di quelli in cui il concetto di "ruolo" è preminente rispetto a tutto il resto. Certo, ci sono oggetti da trovare, stanze segrete piene di tesori da aprire, mostri da trucidare, potenziamenti da acquisire e quant'altro, ma il livello di attenzione verso l'interpretazione è così alto nella scrittura e nelle dinamiche, che risulta davvero difficile trovare qualcosa che gli si possa paragonare, oltre ad altri titoli di Vogel stesso. Non è solo una questione di dialoghi o di evoluzione degli eventi, ma anche del modo di rapportarsi dei personaggi non giocanti con il o la protagonista, che tiene sempre conto di chi è, della sua funzione e del suo prestigio.

Così la scelta iniziale della classe non è indifferente e non comporta solo modi diversi di menare ai nemici, per così dire, ma anche di interagire con il mondo di gioco. Allo stesso tempo la scarsa personalizzazione iniziale dei personaggi è giustificabile proprio con il fatto che si sia ricercata una maggiore profondità ruolistica all'interno dell'intera esperienza, lì dove titoli che consentono di ritoccare ogni aspetto del proprio avatar finiscono per diluire il sistema al punto da farlo diventare quasi insignificante, cioè una mera funzione estetica che lavora a livello epidermico e non comporta nulla in termini di caratterizzazione vera e propria.

Un remake d'autore

La grafica è spartana, ma le interazioni sono molte e profonde
La grafica è spartana, ma le interazioni sono molte e profonde

Raccontato nei suoi tratti essenziali, Geneforge 2: Infestation è il remake di Geneforge 2, secondo capitolo di una delle serie più apprezzate di Vogel, uscito originariamente nel 2003. Si tratta di un'operazione interessante, in cui l'autore non solo ha rivisto la grafica dell'originale, ma ha anche rimesso mano ai sistemi di gioco, rivedendoli lì dove ha ritenuto necessario, migliorando l'usabilità complessiva senza però rendere banale il gameplay. Il risultato è che anche chi ha giocato l'originale si troverà alle prese con un'avventura fresca, oltretutto per una volta nata per volontà dell'autore e non dai grafici di qualche ufficio marketing.

La storia racconta di un viaggio per scoprire cosa sta accadendo in una regione montana, dove una colonia di shaper, una setta di maghi capaci di creare letteralmente la vita, non dà più notizie da tempo. Arrivati sul posto, scopriremo che la situazione è molto più complicata di quanto ci aspettassimo: c'è una ribellione in corso e noi dovremo scegliere da che parte stare. Il che non si traduce in una semplice e generica presa di posizione, ma nel dover intrecciare una complessa rete di relazioni, con importanti decisioni da prendere di volta in volta, in un mondo diviso in singole mappe che però dà più libertà di tanti open world.

Ostico ma giusto

Creare creature è centrale per l'esperienza
Creare creature è centrale per l'esperienza

Ci rendiamo conto che la descrizione di Geneforge 2 - Infestation fatta finora potrebbe risultare in qualche modo fuorviante. Dal nostro punto di vista è un titolo modernissimo, nel senso che va a lavorare su degli aspetti che sono stati per la gran parte marginalizzati nei giochi di ruolo moderni. È chiaro da subito come Vogel ami la sua creatura e abbia messo tutto sé stesso per realizzarla, rigenerando e ampliando un'ambientazione originale e affascinante, piena di sfaccettature da conoscere. Eppure l'aspetto è quello di un'opera antica, fatta di messaggi pop-up che descrivono il mondo intorno a noi e di complicati puzzle che bloccano alcuni passaggi chiave.

Il sistema di combattimento, rigorosamente a turni, richiede di imparare a sfruttare al massimo i poteri degli shaper, creando un piccolo esercito di creature da usare in battaglia. Si muore anche nel tutorial, se non si sta attenti, quindi è importantissimo imparare a conoscere i propri poteri per dotarsi di servitori che vadano a equilibrare le nostre mancanze.

La mappa generale da accesso a moltissimi luoghi, tutti visitabili
La mappa generale da accesso a moltissimi luoghi, tutti visitabili

Ma non è solo la difficoltà a rendere interessanti gli scontri, quanto l'aumento graduale di complessità, che corrisponde a una maggiore consapevolezza dei poteri da shaper e a un numero sempre maggiore di creature creabili e manipolabili, che impone di valutare al meglio le risorse a disposizione per mantenerle. Proprio il sistema di creazione e smantellamento dei nostri servitori ci ha trasmesso delle sensazioni di forte controllo, facendoci ragionare di volta in volta su quali creature smantellare e quali creare per i diversi scontri. Non stiamo parlando di un semplice evocare quindi, ma di un gestire le nostre forze in base alle caratteristiche del personaggio e alle circostanze, con il giocatore che si ritrova costantemente a chiedersi se sia meglio far arrostire i mostri di turno da una squadra di Fyora, o se magari conviene avere dei più brutali Thahd, studiando in anticipo i nemici e le loro debolezze, con le informazioni necessarie che sono tutte a portata di click. In questo senso Geneforge 2: Infestation è un titolo ostico, ma giusto.

Un sistema di gioco versatile

Conoscere l'inglese è fondamentale per giocare
Conoscere l'inglese è fondamentale per giocare

C'è da dire che il sistema di gioco di Geneforce è così versatile che consente di evitare completamente alcuni combattimenti tramite il dialogo, a patto che si aumentino alcune abilità specifiche legate alle capacità diplomatiche. Anche la furtività è ben implementata, tanto che alcune situazioni possono essere risolte sgattaiolando dietro ai nemici, sfruttando al contempo gli elementi dello scenario per avere la meglio o, più semplicemente, per fuggire senza farsi vedere. Insomma, ogni giocatore può sviluppare un suo stile e sentirsi appagato nell'averlo fatto, perché supportato dal gioco stesso. Funziona tutto terribilmente bene, pur a fronte di soluzioni apparentemente molto semplici, segno che dietro al sistema c'è qualcuno con un'esperienza enorme. Quindi ci spingiamo ad affermare che dal punto di vista della libertà concessa al giocatore e di come viene premiata l'iniziativa dello stesso, Geneforge 2 primeggia su moltissimi giochi di ruolo ben più blasonati e costosi. Si può fare letteralmente ciò che si vuole, nei limiti dell'interpretazione del proprio personaggio, che rimane fondamentale.

Ovviamente ci sono anche alcuni problemi. Nemmeno a dirlo Geneforge 2 - Infestation ha i difetti tipici dei giochi di Vogel: l'interfaccia sa di antico, non tanto nelle funzioni di gioco, quanto in quelle più prettamente tecniche e l'esperienza non risulta proprio pulitissima dal punto di vista tecnico. Per inciso, l'interfaccia non scala aumentando la risoluzione, il che crea qualche difficoltà di lettura dai 1440p in su. Come nota finale, ci preme anche avvertire che l'opera di Vogel richiede una buona conoscenza dell'inglese, perché piena di testi da leggere, che forniscono informazioni preziose su ogni aspetto dell'esperienza. Purtroppo non crediamo che lo tradurrà mai in italiano, considerando le dimensioni della produzione, quindi siate coscienti della cosa prima di decidere se acquistarlo o meno.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam, Epic Games Store, GoG
Prezzo 19,50 €
Multiplayer.it
8.5
Lettori (13)
7.8
Il tuo voto

Geneforge 2: Infestation è l'ennesima dimostrazione che Jeff Vogel andrebbe considerato un maestro dei giochi di ruolo elettronici, invece di relegarlo a sviluppatore indipendente di scarse pretese. Stiamo parlando di un'esperienza ruolistica profonda, ambientata in un mondo originale e costruito benissimo, frutto di anni di elaborazioni, ripensamenti e tentativi. Volendo è uno dei modi più concreti con cui si può capire cosa significhi giocare davvero di ruolo in un videogioco, lì dove ogni scelta fatta appare coerente con lo scenario e le azioni del giocatore.

PRO

  • Eccellente dal punto di vista ruolistico
  • Mondo ben costruito e originale, pieno di dettagli interessanti
  • Gameplay sempre coerente

CONTRO

  • Interfaccia come al solito non proprio amichevole
  • Qualche sbavatura tecnica