Kirikù e la strega Karabà  1

Ispirato ad un film d'animazione uscito la scorsa stagione, ecco un titolo per i più giovani che ci porterà alla scoperta dei misteri del continente africano, tra magia e misteri visti attraverso gli occhi di un bambino: facciamoci raccontare da Luca Paladino i segreti di un gioco tutto da scoprire.

RECENSIONE di Luca Paladino —   11/01/2002

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C'era una volta, nellla savana, un giovane leone di nome...

Durante la sua ricerca, Kirikù potrà disporre di un limitato bagaglio di armi ed alcune mosse speciali.
Le armi che potrà portare con se sono di tre tipi: leggera, media e pesante. La prima non è altro, come già detto, che un ramo d'albero che ci garantirà un minimo di capacità d'attacco, quando saremo faccia a faccia con i feticci. La seconda e la terza, invece, ci daranno un potere offensivo via via maggiore. L'utilità più grande, forse, nell'avere queste armi potenziate sta nel fatto che, quando verremo a contatto con i nostri nemici, il danno si ripercuoterà su di esse, degradandole al livello via via inferiore, piuttosto che su di noi. Solo quando resteremo disarmati, toccando un nemico saremo penalizzati di una vita.
Gli attacchi speciali, invece, sono delle combinazioni di salti e varie azioni che permettono di raggiungere altezze maggiori nei salti o di colpire con più forza i feticci. A queste mosse, si aggiungono alcuni semplici attacchi a base di magia.
Alla fine di ogni livello, ci verranno mostrate le nostre statistiche e quindi vedremo quante gocce d'acqua abbiamo raccolto, quanti feticci abbiamo sconfitto, quante lezioni abbiamo appreso e quanti segreti abbiamo trovato. Ogni volta che si trovano tutti gli oggetti di un dato tipo (quindi, lezioni, segreti, ecc.), otterremo un Quadrante del Sole e se riusciremo a collezionarli tutti e quattro, allora potremo accedere ad un livello bonus.
Non è possibile salvare durante il gioco, ma solo fra un livello e l'altro, però all'interno di questi sono presenti le tradizionali zone di controllo che, quando perdiamo una vita, ci permettono di riprendere da quel punto invece che dall'inizio del livello.

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Gameplay ed analisi tecnica

Il gioco è decisamente semplice e non potrebbe essere altrimenti, visto che è orientato ad un pubblico decisamente giovane.
In realtà, questa semplicità si paga da un punto di vista strettamente tecnico, dato che il gioco non brilla certo per originalità e spessore, però il risultato finale resta comunque subordinato alla sua fascia di utenza e quindi, alla fine, quello che per altri giochi sarebbe un difetto, in questo caso diventa una caratteristica positiva.
Combattere avendo a disposizione un ristretto insieme di attacchi speciali potrebbe risultare frustrante e ripetitivo ad un giocatore adulto, ma nel nostor caso si tratta semplicemente di far giocare i più piccoli con una favola interattiva.
La grafica, inoltre, non lascia certo a bocca aperta, ma fa onestamente il suo lavoro ed il motore tridimensionale non sbava nè ha incertezze, mentre la telecamera segue i nostri movimenti con precisione e naturalezza. I fondali in bassa risoluzione si notano e, più in generale, la scenografia è il più delle volte spartana e senza grossi effetti visivi, rendendo, quindi, il gioco adatto a funzionare bene anche su macchine piuttosto vecchiotte. Più che un difetto, in questo caso si tratta di una precisa logica di mercato, dato che, sottolineo di nuovo, si tratta di un prodotto per i più giovani e non certo per gli hardcore gamers, con il pc di ultima generazione.

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Gameplay ed analisi tecnica

L'audio è di buona qualità, gli effetti sempre chiari e le musiche carine nella loro semplicità. Essendo un gioco nato dalla costola di un film, le scene di intermezzo e, più in generale, l'audio sono spesso presi proprio da quel lungometraggio che dà il titolo al gioco. La voce di Veronica Pivetti, nella parte della strega Karabà, si mette decisamente in rilievo rispetto al doppiaggio medio che possiamo sentire oggi in videogames anche più blasonati. Paradossalmente, proprio un titolo che nasce per colmare un settore di nicchia, come quello dei giochi per bambini, riesce ad essere migliore, sotto questo punto di vista, di giochi prodotti con alle spalle budget enormi e che, poi, cadono proprio nella localizzazione del parlato.
Ma questo non vuol dire che sia tutto perfetto, dato che qualche bug è sfuggito e si annida proprio durante i dialoghi, ma non è niente di straordinario, dato che il più delle volte non ce ne accorgeremo quasi, ma quando le frasi non si interrompono quando dovrebbero, per sincronizzarsi con i sottotitoli, oppure quando le parole scritte non corrispondono a quelle dette a voce, allora siamo proprio in presenza di un piccolo insettino software.

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...ed alla fine della storia...

Tiriamo un po' di conclusioni. Come valutare, allora, questo gioco?
Beh, innanzitutto c'è da dire che si tratta di un titolo che fuoriesce dagli schemi tradizionali e, quindi, non potremo applicare i soliti criteri di valutazione. C'è altresì da dire che si tratta di un prodotto che deriva da un film e quindi prende da questo una buona parte del materiale che lo costituisce. Lo sforzo profuso dai programmatori, dunque, non è stato certo enorme, ciononostante il risultato è convincente e piacevole da giocare.
L'audio curato e le scenografie favoleggianti creano un mix allegro e divertente per i bambini che vorranno cimentarsi con le avventure del piccolo Kirikù. Le voci, la musica e la trama da cartoon sono sicuramente un valore aggiunto che va a sopperire alle carenze tecniche di questo prodotto che, alla fine, diventa nient'altro che un onesto gioco per partite senza pretese.

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C'era una volta, nellla savana, un giovane leone di nome...

Kirikù è una favola africana ma è anche il nome di un bimbo che, con il suo coraggio, libererà la sua terra dall'oppressione delle terribile strega Karabà.
Come ogni favola, è un racconto fatto per essere ascoltato da bambini e quindi durante la storia incontreremo personaggi buoni e cattivi, confortanti ed ostili e conosceremo i parenti di Kirikù: la madre, prima di tutto, lo zio e persino lo spirito del nonno.
Il nostro piccolo eroe sogna di diventare un guerriero per potere combattere, alla fine, contro la strega che minaccia la sua gente e la sua terra.
Durante l'avventura, Kirikù potrà raccogliere dei bonus per incrementare la potenza della propria arma, una lancia che all'inizio è un sottile e fragile ramoscello ma pian piano diventerà sempre più robusta e tagliente da poter eliminare con pochi colpi i nemici più forti. Lungo il percorso troverà preziosissime gocce d'acqua e vite in più, oltre ad aree segrete e tesori nascosti.
Ogni tanto, Kirikù incontrrà lo spirito del nonno che gli insegnerà nuove combinazioni di salto ed attacco che gli garantiranno più potenza nei combattimenti e maggiore agilità nell'esplorazione.
Nel dettaglio, la storia narra di un villaggio, nel cuore dell'Africa, rimasto vittima dell'incantesimo della malvagia strega Karabà. Tutti gli uomini del villaggio, infatti, sono stati trasformati in feticci e piegati alla volontà della strega che li sfrutta per seminare il terrore nei territori circostanti. L'unico uomo che non è stato colpito dall'incantesimo è lo zio di Kirikù, che è partito da solo per liberare la sua gente, e toccherà proprio al piccolo eroe seguire le orme del suo parente più grande e lanciarsi in una sfida emozionante e misteriosa.