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Oppo Find X10 Pro Max, la recensione: uno smartphone Android che aumenta di prezzo mentre diminuiscono le specifiche

Tre fotocamere da 200 MP e un nuovo processore a 2 nm, ma in Europa diminuiscono la RAM e la capacità della batteria rispetto al Find X9 Pro, mentre sale molto il prezzo.

RECENSIONE di Raffaele Staccini   —   21/10/2026
Oppo Find X10 Pro Max
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Nonostante il nome altisonante, Oppo Find X10 Pro Max raccoglie l'eredità del Find X9 Pro e punta a distinguersi soprattutto per le capacità fotografiche e la potenza di elaborazione. Il nuovo processore MediaTek Dimensity 9600 Pro e il sistema con tre fotocamere posteriori da 200 megapixel rappresentano gli aggiornamenti più rilevanti, mentre il display conserva diagonale e risoluzione del modello precedente.

Il confronto tra le schede tecniche però, rivela anche alcune rinunce nella versione europea: la RAM scende da 16 a 12 GB e la batteria passa da 7.500 a 7.150 mAh. In Cina, invece, sono disponibili configurazioni con più memoria e una batteria da 8.000 mAh. Resta quindi da capire quanto le novità si traducano in vantaggi concreti nell'uso quotidiano e se siano sufficienti a giustificare il prezzo richiesto: seguiteci perché è anche di questo che parleremo nella nostra recensione dell'Oppo Find X10 Pro Max.

Caratteristiche tecniche dell'Oppo Find X10 Pro Max

OPPO Find X10 Pro Max si presenta con una scheda tecnica da smartphone di fascia altissima, anche se il confronto con il predecessore evidenzia un aggiornamento non uniforme. Il display LTPO AMOLED piatto mantiene le specifiche del Find X9 Pro: 6,78 pollici con risoluzione di 2772 x 1272 pixel, formato 20:9, densità di 450 ppi e frequenza di aggiornamento che varia dinamicamente da 1 a 120 Hz. La novità qui è la possibilità di raggiungere i 144 Hz nei giochi compatibili.

Il cuore del dispositivo è il MediaTek Dimensity 9600 Pro, realizzato con processo produttivo a 2 nm, affiancato da 12 GB di RAM LPDDR5X a 9600 Mbps e 512 GB di memoria interna UFS 4.1 nella configurazione europea. È proprio la dotazione di memoria a rappresentare uno dei compromessi rispetto al Find X9 Pro, che nella versione precedente disponeva di 16 GB di RAM. Il sistema operativo è Android 17 con interfaccia ColorOS 17, sulla quale OPPO dichiara di aver lavorato per migliorare l'efficienza e la gestione delle risorse.

Il comparto fotografico è uno degli elementi che distinguono maggiormente il nuovo modello. Sul retro trovano posto tre sensori, tutti Samsung da 200 MP ma ciascuno dedicato a una diversa focale. La fotocamera principale ha un sensore da 1/1,3 pollici, con focale equivalente di 24 mm, apertura f/1.5, stabilizzazione ottica e tecnologia DeepPix. L'ultra-grandangolare è da 1/1,56 pollici, con focale equivalente di 13 mm, apertura f/2.2 e autofocus, utile anche per le riprese ravvicinate fino a 4 cm. Completa il sistema un teleobiettivo periscopico da 200 megapixel, con focale equivalente di 70 mm, apertura f/2.1, stabilizzazione ottica e zoom ottico 3x. È inoltre supportato il teleconverter Hasselblad 3.28x. Un quarto sensore, la True Color Camera multispettrale da 3,2 milioni di pixel con struttura a 24 canali, è dedicato alla rilevazione delle informazioni cromatiche. La registrazione video arriva a 8K a 30 FPS e 4K a 120 FPS sulle tre fotocamere posteriori, con supporto a O-Log2, Open Gate e Blackmagic Camera. La fotocamera frontale è invece da 50 megapixel, con sensore da 1/2.75'', apertura f/2.0, autofocus e campo visivo di 100°.

La connettività comprende 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 6.2, NFC, Dual SIM e USB-C 3.2 Gen 1. Non mancano il lettore d'impronte ultrasonico 3D, quattro microfoni, il sistema Splash Touch e il motore di vibrazione X-Axis. La scocca offre certificazioni IP66, IP68 e IP69, oltre alla certificazione SGS Five-Star Drop Resistance. La batteria al silicio-carbonio da 7150 mAh adotta una struttura dual-cell e supporta la ricarica cablata SUPERVOOC a 80 W, quella wireless AIRVOOC a 50 W e la ricarica inversa, sia cablata sia wireless. È uno dei punti in cui la versione europea si discosta maggiormente da quella cinese, dotata di una batteria da 8.000 mAh. Anche la capacità complessiva risulta inferiore a quella del Find X9 Pro, che arrivava a 7.500 mAh.

Il prezzo di listino europeo è senza dubbio max: 1800 euro, una cifra che colloca Find X10 Pro Max nella fascia più alta del mercato e rende particolarmente importante valutare i vantaggi effettivi dei nuovi sensori fotografici e della piattaforma hardware.

Scheda tecnica Oppo Find X10 Pro Max

  • Sistema operativo: Android 17 con ColorOS 17
  • Dimensioni: 161.32 x 76.57 x 8.40 mm
  • Peso: 228 grammi (226 grammi per la variante Luna White)
  • Display:
    • Tipo: LTPO AMOLED piatto da 6,78 pollici (bordi simmetrici da 1.15 mm, vetro Oppo Crystal Guard Glass)
    • Risoluzione: 2772 x 1272 (20:9, 450 ppi)
    • Refresh rate: 1-120Hz LTPO adattivo (fino a 144Hz in scenari di gioco supportati)
    • Luminosità: 3600 nits (picco HDR/all'aperto), 2000 nits (HBM full-screen), 800 nits (tipica), 1 nit (minima)
    • Altre caratteristiche: Dolby Vision (profondità colore a 10-bit); copertura 95% gamut colore BT.2020; 3840Hz PWM Dimming (sotto i 70 nits) e DC Dimming (sopra i 70 nits); certificazione TÜV Rheinland Intelligent Eye Care
  • SoC: MediaTek Dimensity 9600 Pro (processo TSMC a 2nm)
  • GPU: ARM Mali-G2 Ultra NX (in versione MP12)
  • NPU: MediaTek NPU 1090 + Super Efficient NPU 2.0
  • RAM: 12GB LPDDR5X 9600 Mbps
  • Storage: 512GB UFS 4.1
  • Fotocamere posteriori:
    • Principale Wide: 200MP, Samsung ISOCELL HPC (1/1.3''), 24mm, f/1.5 con OIS, tecnologia DeepPix
    • Grandangolare Ultra-Wide: 200MP, Samsung ISOCELL HP5 (1/1.56''), 13mm, f/2.2 con autofocus (AF), FOV 100°, distanza minima di messa a fuoco 4 cm
    • Teleobiettivo (Periscopio): 200MP, Samsung ISOCELL HP5 (1/1.56''), 70mm, f/2.1 con OIS, distanza minima di messa a fuoco 10 cm (zoom ottico 3x, supporta Teleconverter Hasselblad 3.28x)
    • Sensore aggiuntivo: True Color Camera (3.2M pixel multispettrali, sensore BSI a 24 canali, 95° FOV, f/2.4)
    • Video: supporto 4K a 60fps, 4K a 120fps e 8K a 30fps su tutte e tre le fotocamere posteriori (con O-Log2, Open Gate e supporto Blackmagic Camera)
  • Fotocamera frontale:
    • Frontale: 50MP, Samsung ISOCELL JN5 (1/2.75''), 18mm, f/2.0 con autofocus (AF) e FOV di 100°
  • Connettività Wi-Fi: Wi-Fi 7
  • Bluetooth: 6.2
  • USB:USB 3.2 Gen 1
  • Sensori: 3D Ultrasonic Fingerprint Scanner; 4 microfoni; Splash Touch; sensore per regolazione della temperatura colore adattiva; motore della vibrazione tattile X-Axis (0816C); NFC; Dual SIM;
  • Resistenza agli elementi: Certificazione IP66, IP68 e IP69; certificazione SGS Five-Star Drop Resistance; vetro Oppo Crystal Guard Glass
  • Colori:
    • Titanium Grey (Grigio Titanio)
    • Luna White (Bianco Luna)
  • Batteria:
    • Capacità: 7150 mAh (batteria OPPO Silicon-Carbon, struttura dual-cell per il mercato europeo)
    • Ricarica cablata: 80W SUPERVOOC (supporto ricarica rapida fino a 55W USB-PD)
    • Ricarica wireless: 50W AIRVOOC Wireless Charging
    • Ricarica inversa: supportata cablata e wireless
  • Prezzo: 1.799,99 euro

Design

Il Find X10 Pro Max adotta un'estetica che mette al centro il comparto fotografico, con un retro dominato da un'ampia isola orizzontale che integra il modulo rialzato delle tre fotocamere. La soluzione è meno discreta rispetto a quella di uno smartphone tradizionale, ma OPPO ha cercato di rendere l'insieme più armonioso raccordando visivamente il vetro posteriore al blocco fotografico. Nella variante Luna White, in particolare, il retro opaco alterna finiture differenti, con un motivo che richiama la trama di un tessuto; il modulo delle fotocamere presenta inoltre dettagli zigrinati e un anello arancione opaco ispirato alle fotocamere Hasselblad. Una seconda isola, con finitura metallica argentata, ospita il sensore True Color e il doppio flash. La versione Titanium Grey, invece, punta su un aspetto un po' più sobrio e tradizionale.

Sul fronte troviamo il display, circondato da cornici simmetriche particolarmente sottili. Le linee restano pulite, senza curvature laterali che alterino la superficie utile dello schermo. Le dimensioni di 161,32 x 76,57 mm e lo spessore di 8,40 mm sono relativamente contenuti per un dispositivo di questa categoria, ma il peso di 226 grammi si fa sentire nell'utilizzo prolungato a una mano. Il telaio laterale, in alluminio opaco, ospita i tasti fisici di accensione e volume, ma perde il tasto cattura, mentre sull'altro lato si trova la Snap Key, con cui possiamo attivare un comando rapido tra una serie di opzioni proposte da OPPO; la parte inferiore, infine, include la porta USB-C, la griglia altoparlante e uno dei quattro microfoni integrati.

Display

Il display di Oppo Find X10 Pro Max è un pannello LTPO AMOLED da 6,78 pollici con superficie completamente piatta, una scelta che riduce i tocchi accidentali durante il gioco. La risoluzione di 2772 x 1272 pixel, con formato 20:9 e densità di 450 ppi, garantisce una buona definizione sia nella lettura dei testi sia nella visualizzazione di immagini e contenuti video. Le cornici simmetriche da appena 1,15 mm contribuiscono a valorizzare la superficie frontale, mentre la tecnologia LTPO permette di variare dinamicamente la frequenza di aggiornamento da 1 a 120 Hz in funzione dei contenuti, con la possibilità di arrivare a 144 Hz nei giochi compatibili.

Il display dell'Oppo Find X10 Pro Max
Il display dell'Oppo Find X10 Pro Max

Anche sul fronte della luminosità i numeri sono ambiziosi: si parte da 800 nit tipici a schermo intero per arrivare a 2.000 nit in modalità HBM e un picco di 3.600 nit durante la riproduzione di contenuti HDR o in determinate condizioni all'aperto. Nell'uso quotidiano, questi numeri si traducono in un bel display sempre visibile, in qualsiasi condizione di luce. Il supporto a Dolby Vision e la profondità colore a 10 bit, insieme alla copertura dichiarata del 95% dello spazio colore BT.2020, completano una dotazione pensata per la fruizione di film e serie TV, oltre che per la visualizzazione di fotografie.

Oppo ha prestato attenzione anche al comfort visivo, integrando il PWM Dimming a 3840 Hz quando la luminosità scende sotto i 70 nit e il DC Dimming al di sopra di questa soglia, per ridurre lo sfarfallio percepibile a occhio nudo in ambienti scuri. A queste soluzioni si aggiunge la certificazione TÜV Rheinland Intelligent Eye Care, mentre il vetro Oppo Crystal Guard Glass protegge la superficie del display.

Fotocamere

Sul fronte fotografico, Oppo Find X10 Pro Max segna un netto cambio di passo introducendo un sistema composto da tre fotocamere posteriori da 200 megapixel sviluppate in collaborazione con Hasselblad. Si tratta di una configurazione pressoché inedita, che punta a uniformare la resa delle diverse focali e a offrire maggiore libertà in fase di scatto e post-produzione. Il sensore principale è un Samsung ISOCELL HPC da 200 MP, con dimensioni di 1/1,3 pollici, apertura f/1.5 e stabilizzazione ottica. Rispetto al sensore da 1/1,28 pollici del Find X9 Pro, la superficie è leggermente più contenuta, ma Oppo punta sulla tecnologia DeepPix, che promette una gamma dinamica fino a 17 stop. L'obiettivo è preservare più informazioni nelle zone luminose e nelle ombre, soprattutto nelle scene ad alto contrasto, riducendo il rischio di perdere dettagli nelle aree più difficili da esporre.

Dettaglio del comparto fotografico di Oppo Find X10 Pro Max
Dettaglio del comparto fotografico di Oppo Find X10 Pro Max

Il cambiamento più evidente riguarda invece l'ultra-grandangolare, che passa dai 50 MP del Samsung JN5 da 1/2,75" a un Samsung ISOCELL HP5 da 200 MP in formato da 1/1,56". Il sensore è quindi sensibilmente più grande rispetto al precedente, una differenza che, insieme all'aumento della risoluzione, favorisce la raccolta della luce e la conservazione dei dettagli. La focale equivalente di 13 mm e il campo visivo dichiarato di 124° permettono inoltre di includere una porzione più ampia della scena, mentre l'autofocus consente di scendere fino a 4 cm per gli scatti ravvicinati.

Il teleobiettivo periscopico completa il sistema con un altro sensore da 200 MP, sempre Samsung ISOCELL HP5, abbinato a una focale equivalente di 70 mm, apertura f/2.1 e stabilizzazione ottica. Lo zoom ottico 3x è affiancato dal supporto al teleconverter Hasselblad 3.28x, mentre la nuova pipeline di elaborazione utilizza immagini da 26 MP come impostazione predefinita lungo un intervallo di ingrandimento dichiarato da 0,5x a 9,9x.

A completare la dotazione interviene la True Color Camera, un sensore multispettrale da 3,2 milioni di pixel che rileva le informazioni cromatiche attraverso 24 canali. Il suo compito è aiutare il sistema a interpretare la temperatura della luce e a restituire colori più coerenti nelle diverse condizioni ambientali, un aspetto importante soprattutto negli scatti in interni e nelle scene illuminate da sorgenti con tonalità differenti.

La collaborazione con Hasselblad riguarda anche la resa cromatica e gli strumenti di ripresa, mentre sul fronte video tutte e tre le fotocamere posteriori supportano la registrazione in 4K a 120 FPS e in 8K a 30 FPS. Sono inoltre disponibili il profilo professionale O-Log2 e la modalità Open Gate, pensati per chi desidera maggiore flessibilità nella correzione del colore e nel ritaglio delle riprese in post-produzione. La fotocamera frontale, infine, utilizza un sensore Samsung ISOCELL JN5 da 50 MP con apertura f/2.0, autofocus e campo visivo di 100°. Un buon obiettivo, che sembra anche aver risolto i problemi nella gestione delle foto con poca luce evitando gli artefatti grafici ancora presenti sul Find X9 Pro.

Selfie in controluce in modalità foto standard
Selfie in controluce in modalità foto standard

Nell'utilizzo pratico, la qualità fotografica rimane nel complesso su livelli molto vicini a quelli del Find X9 Pro, senza un miglioramento generalizzato proporzionale all'aumento dei megapixel. Il vantaggio della nuova configurazione emerge soprattutto sul piano della versatilità: avere tre sensori ad alta risoluzione permette di mantenere un livello di dettaglio elevato passando da una focale all'altra e offre maggiore libertà quando occorre ritagliare un'inquadratura.

L'app fotocamera si conferma ricca di opzioni e personalizzazioni: oltre a offrire diverse focali via software, ha una modalità Master (pro) che permette di salvare scatti in diversi formati e con opzioni manuali. C'è poi la solita modalità Hasselblad ad alta risoluzione: permette di sfruttare l'intera risoluzione dei sensori imitando gli obiettivi della compagnia svedese, per ritratti con effetti bokeh più particolari di quelli dell'opzione foto standard.

Batteria

La variante europea di OPPO Find X10 Pro Max adotta una batteria al silicio-carbonio da 7.150 mAh con struttura a doppia cella, una scelta dettata dalle normative regionali che comporta una capacità inferiore rispetto agli 8.000 mAh del modello cinese. La suddivisione in due celle richiede infatti più spazio interno rispetto a una soluzione a cella singola, riducendo quello disponibile per l'accumulo di energia. Oppo dichiara un'autonomia che può arrivare a due giorni con un utilizzo tipico, accompagnata da stime fino a 24,6 ore di streaming su YouTube, 18 ore su TikTok, 7,5 ore di gioco su PUBG Mobile a 144 fps e 5,8 ore di registrazione video in 4K a 60 FPS.

Il risultato del test PCMark per l'autonomia della batteria dell'Oppo Find X10 Pro Max
Il risultato del test PCMark per l'autonomia della batteria dell'Oppo Find X10 Pro Max

Nei nostri test, il dispositivo ha rispettato la previsione di sopportare un paio di giorni di utilizzo in più occasioni. Ha inoltre ottenuto un risultato notevole nel benchmark PCMark Work 3.1 Battery Life, completando il test in 22 ore e 48 minuti, con un punteggio prestazionale di 13.322. Un risultato che evidenzia una buona efficienza della piattaforma hardware, composta dal MediaTek Dimensity 9600 Pro a 2 nm e dalle ottimizzazioni energetiche di ColorOS 17.

Oppo dichiara anche una longevità elevata per la batteria, grazie alla chimica al silicio-carbonio con il 25% di contenuto di silicio e al chip dedicato PowerCore: secondo il produttore, la capacità residua dovrebbe rimanere superiore all'80% anche dopo cinque anni di utilizzo quotidiano. La ricarica è molto veloce: arriviamo a 80W con la tecnologia cablata SUPERVOOC ed è compatibile con USB-PD fino a 55 W. Per la ricarica wireless sono supportati invece 50W AIRVOOC. Lo smartphone gestisce anche la ricarica inversa cablata e quella wireless, utili per alimentare accessori compatibili direttamente dallo smartphone.

Videogiochi e prestazioni

Oppo Find X10 Pro Max si affida al MediaTek Dimensity 9600 Pro, realizzato con processo produttivo a 2 nm e affiancato da 12 GB di RAM LPDDR5X e 512 GB di memoria UFS 4.1 nella configurazione europea. I benchmark restituiscono numeri da vero top di gamma: in Geekbench 7 abbiamo registrato 2.572 punti in single-core e 9.405 in multi-core, mentre AnTuTu 12 ha superato i quattro milioni, fermandosi a 4.036.086 punti. Molto vicino all'Oppo Find X9 Ultra con Snapdragon 8 Elite Gen 5.

La componente grafica ha contribuito con 1.636.367 punti su AnTuTu e ha ottenuto 19.793 punti nel test OpenCL di Geekbench. Anche gli altri risultati confermano una piattaforma potente, anche se meno distante dal SoC dello scorso anno di quanto ci si poteva immaginare: abbiamo così 12.182 punti in 3DMark Solar Bay, 12.427 in PCMark Work 3.1 e 121.618 in PCMark Storage, a dimostrazione di una dotazione hardware adeguata anche per le applicazioni più impegnative.

Rispetto al Find X9 Pro, equipaggiato con Dimensity 9500, il nuovo modello offre un incremento prestazionale misurabile nei benchmark, anche se l'entità del vantaggio varia in base al tes. Il risultato di oltre quattro milioni di punti in AnTuTu 12 indica una riserva di potenza considerevole, ma non basta da solo a dimostrare un miglioramento altrettanto marcato nell'utilizzo quotidiano. Il Find X9 Pro era infatti già in grado di gestire senza particolari difficoltà i carichi più impegnativi, compreso il gaming, e il nuovo modello si trova quindi nella condizione di dover consolidare un livello prestazionale già molto elevato.

Giochi come Genshin Impact girano a 60 FPS con la massima qualità grafica
Giochi come Genshin Impact girano a 60 FPS con la massima qualità grafica

Nei nostri test con Genshin Impact e altri titoli pesanti, OPPO Find X10 Pro Max ha mantenuto 60 FPS stabili, confermando un'esperienza fluida anche con un titolo graficamente impegnativo. Il risultato è sostanzialmente in linea con quanto ci potevamo aspettare da un dispositivo della generazione precedente già capace di raggiungere il limite di 60 FPS del gioco: il vantaggio del nuovo SoC non si traduce necessariamente in un aumento del frame rate visibile, ma, come detto, offre una maggiore riserva di potenza per sostenere carichi complessi. Il display può arrivare a 144 Hz nei giochi compatibili, ma il limite effettivo dipende dal supporto del singolo titolo.

I benchmark grafici richiedono poi qualche precisazione. In 3DMark Wild Life Extreme abbiamo ottenuto una media di 5.556 punti con il profilo energetico bilanciato e di 4.884 in modalità prestazioni, un comportamento inatteso che non riusciamo a spiegare se non con un marcato termal throttling quando si usufruisce del massimo della potenza. Ma è difficile valutare questo comportamento anche alla luce degli stress test, dove la stabilità passa dal 55% del profilo bilanciato al 63% di quello prestazioni in Wild Life Extreme, con un gap di 1.000 punti di prestazioni di picco in modalità bilanciata.

I risultati con lo stress test Wild Life Exteme con il profilo energetico bilanciato
I risultati con lo stress test Wild Life Exteme con il profilo energetico bilanciato

Nel complesso, il Dimensity 9600 Pro rappresenta un passo avanti sul piano della potenza di calcolo, mentre il beneficio immediatamente percepibile nei giochi è più contenuto, perché il Find X9 Pro partiva già da un livello molto alto.

Esperienza d'uso

L'esperienza quotidiana di Oppo Find X10 Pro Max ruota attorno alla combinazione tra il nuovo MediaTek Dimensity 9600 Pro e ColorOS 17, basata su Android. La piattaforma hardware offre un'ampia riserva di potenza, come confermano i benchmark, mentre il software punta a rendere più fluide le interazioni, migliorare la gestione delle applicazioni in background e integrare l'intelligenza artificiale in un numero crescente di attività. Oppo ha lavorato soprattutto sulla continuità delle animazioni e sull'efficienza del sistema, con l'obiettivo di mantenere una risposta reattiva anche quando sono aperte più applicazioni.

Sul piano visivo, ColorOS 17 introduce il linguaggio Living Flow Design, caratterizzato da effetti luminosi dinamici, transizioni più continue tra Always-On Display, schermata di blocco e Home Screen e controlli che reagiscono ai gesti con animazioni elastiche. Tra le novità figura anche Living Clock, un orologio ridimensionabile e riposizionabile liberamente, mentre il tema meteo Mountain Way anima la schermata con condizioni atmosferiche rappresentate in tempo reale. A rendere possibili questi interventi concorrono il Luminous Rendering Engine e il Laminar Flow Engine, due componenti che, secondo Oppo, riducono il carico di elaborazione grafica e migliorano la gestione dei processi in primo piano e in background. Il produttore dichiara inoltre miglioramenti nell'avvio delle applicazioni e nel mantenimento dei programmi in memoria, con l'obiettivo di ottenere risultati paragonabili a quelli di dispositivi dotati di più RAM.

Una parte consistente del lavoro riguarda l'intelligenza artificiale, che con ColorOS 17 assume un ruolo più operativo. AI Mind Space raccoglie contenuti salvati attraverso lo Snap Key o una gesture a tre dita e li organizza in raccolte consultabili, con funzioni pensate anche per itinerari e informazioni di viaggio. AI Mind Suggest punta invece a proporre dati contestuali, come informazioni su voli e treni, mentre Agent Mode può analizzare documenti e file locali per organizzarli, rinominarli o raccoglierli in materiali riassuntivi. A queste funzioni si aggiungono OSee, per il riconoscimento visivo di oggetti e testi, e AI Photo Agent, che permette di intervenire sulle immagini attraverso istruzioni in linguaggio naturale. L'integrazione con servizi esterni come ChatGPT e Manus amplia ulteriormente le possibilità, anche se la disponibilità delle singole funzioni può variare in base al mercato e alla configurazione.

Oppo pone l'accento anche sulla privacy: secondo l'azienda, le operazioni di ricerca e organizzazione dei file affidate agli strumenti agentici possono essere eseguite direttamente sul dispositivo, mentre l'eventuale ricorso al cloud richiede un'autorizzazione esplicita. Si tratta di un'impostazione importante, considerando la quantità di informazioni personali a cui queste funzioni possono accedere. Tra le altre novità figurano AI Call Guard, progettato per riconoscere possibili tentativi di frode durante le chiamate, e AI Live Interpreter, che offre traduzioni in tempo reale con auricolari compatibili.

Le app preinstallate sono davvero tante per un dispositivo da 1.800 euro
Le app preinstallate sono davvero tante per un dispositivo da 1.800 euro

ColorOS 17 punta a trasformare lo smartphone da semplice strumento di accesso alle applicazioni a piattaforma capace di organizzare informazioni e assistere l'utente in attività più articolate. Le percentuali di miglioramento dichiarate per fluidità, gestione della memoria e mantenimento delle prestazioni nel tempo restano dati forniti dal produttore, da distinguere dai risultati delle nostre prove, ancora limitati perché ColorOS 17 non è disponibile su altri smartphone Oppo. Sarà soprattutto l'effettiva disponibilità delle funzioni in italiano, insieme alla loro affidabilità nell'uso quotidiano, a determinare quanto queste novità incidano davvero sull'esperienza. Resta infine da valutare la presenza di applicazioni preinstallate non indispensabili: su uno smartphone di questa fascia, un software essenziale e ben organizzato contribuirebbe a rendere l'esperienza complessiva ancora più convincente.

Trovare spazio per parlare di funzioni telefoniche è sempre più difficile nelle recensioni di smartphone moderni, ma qui la dotazione generale non ha nulla da invidiare ad altri top di gamma: abbiamo una buona ricezione, ottima qualità dell'audio in chiamata e nell'ascolto dei contenuti multimediali, e supporto a due SIM, fisiche o eSIM.

Conclusioni

Multiplayer.it

7.0

Oppo Find X10 Pro Max è uno smartphone di fascia alta che convince per autonomia, display, versatilità fotografica e prestazioni. Il nuovo Dimensity 9600 Pro offre una potenza considerevole, mentre la batteria da 7.150 mAh ci ha permesso di coprire anche due giorni di utilizzo. Il comparto fotografico è più versatile grazie alle tre fotocamere posteriori da 200 MP, soprattutto per il sensore ultra-grandangolare più grande e dettagliato, ma la qualità complessiva degli scatti resta vicina a quella del Find X9 Pro. Anche nei giochi il miglioramento è meno evidente di quanto suggeriscano alcuni benchmark. Il problema principale rimane il rapporto tra prezzo e dotazione. A 1.800 euro, Find X10 Pro Max costa sensibilmente più del predecessore, ma nella versione europea scende a 12 GB di RAM e 7.150 mAh di batteria, contro i 16 GB e i 7.500 mAh del Find X9 Pro. A questo si aggiunge una quantità di applicazioni preinstallate poco appropriata per un prodotto di questa fascia.

PRO

  • Autonomia eccellente e ricarica rapida cablata e wireless
  • Display AMOLED luminoso, fluido e con cornici sottilissime
  • Tre fotocamere posteriori da 200 MP, con un ultra-grandangolare sensibilmente migliorato
  • Prestazioni elevate e 60 fps stabili nei giochi provati
  • ColorOS 17 ricca di funzioni e strumenti IA

CONTRO

  • Prezzo di listino molto elevato
  • In Europa meno RAM e batteria più piccola rispetto al predecessore
  • Vantaggi nel gaming meno evidenti di quanto suggeriscano i benchmark
  • Numerose applicazioni preinstallate
  • Diverse funzioni IA devono ancora dimostrare la loro utilità concreta
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