PC Engine CoreGrafx, la recensione 94

Nella folta schiera di mini console arriva anche il PC Engine CoreGrafx, scopritelo nella nostra recensione!

RECENSIONE di Marco Perri —   15/04/2020

Indice

Nello scrivere questa recensione del PC Engine CoreGrafx mini, è sovvenuto un pensiero che sempre, di fronte a ogni nuovo ingresso nel mondo dell'hardware mini, ci torna in mente: anche nel gaming le ere passano, eppure c'è chi sceglie eroicamente di farle tornare attraverso l'antico che si tinge di nuovo. Magari siete giovanotti ma le mini-console ormai su queste pagine le avrete conosciute, qualcuno anche toccate e sperimentate in tutta la loro meraviglia. Prodotti riusciti meglio, altri un po' meno, l'onda nostalgica di quegli anni '80 o '90 colpisce sempre, ma sono carezze per chi sa che quei tempi, oltre a non tornare, non vanno solo ricordati ma trasmessi come una staffetta. Il PC Engine CoreGrafx mini è un mix di release e se oggi ci si lamenta delle versioni slim o della mid-gen, ovvero versioni di console più potenti nello stesso ciclo vitale beh, è evidente che non avete vissuto quel periodo.

PC Engine uscì nel 1987 in Giappone ma da lì alla chiusura di quello splendido capitolo dovettero passare poco più di dieci anni e una gran quantità di hardware. NEC e Hudson Soft si divertirono sul serio, roba che oggi si leverebbero le forche già al secondo redesign: passi il primo - il TurboGrafx - versione americana del PC Engine con differente estetica, ma se andiamo a contare gli incastri e le modifiche che, seppur nella loro nicchia, hanno inondato il mercato, scopriamo quanto fossero prolifiche le storiche case. Fecero modelli con lettore CD integrato ed esterno, con colorazioni diverse, con standard PAL, portatili, a 16 e 32 bit, versioni Super. In questi 11 anni - dal primo PC Engine all'ultimo titolo rilasciato su PC-FX mandato in pensione poco prima dell'arrivo del SEGA Dreamcast - NEC provò a competere un po' con tutti, riuscendo a inserirsi nel cuore di tanti appassionati che ne serbano con calore il ricordo, ma senza una vera strategia alla base. Oggi diremmo che il percorso di NEC peccava di visione, ma sapendo quanto il gaming fosse una delle tante attività della storica multinazionale giapponese, lo comprendiamo anche. Konami - dopo aver acquisito Hudson Soft nel 2012 - si allea quindi con HORI e il mondo del 21° secolo può agguantare quella che è sicuramente una delle migliori mini console mai confezionate, specialmente per offerta e presentazione, a discapito di uno scontrino purtroppo non troppo invitante.

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Come una volta

Konami è veramente una casa incredibile: sembra sempre sul punto di salutare tutti e tornarsene ai pachinko, eppure se ne esce con la proposizione mini di una console che di anni sulle spalle ne ha tantissimi e sicuramente non è uno di quei franchise che, al tempo, fece numeri strabilianti. La sintesi di offerta e immediatezza del PC Engine CoreGrafx mini è assolutamente soddisfacente: 32 titoli per PC Engine e 25 per Grafx, seppur alcuni sono gli stessi nelle versioni con testo giapponese da una parte e occidentale dall'altra. La ricchezza del catalogo è la prima cosa che si nota guardando il retro della confezione e, mentre si scorre, l'occhio va a grandi classici capaci di divorare al tempo decine di ore in quel completismo esplorativo che possedeva gli appassionati i quali, spesso con pochi soldi, guardavano ogni virgola di ogni livello e rifacevano lo stesso titolo più volte pur di giustificare il loro investimento.

All'interno della confezione c'è tutto ciò che serve per entrare nel mondo PC Engine: la mini console, l'alimentazione in micro-USB, un pad nella sua versione Turbo perfettamente riprodotto, un cavo HDMI e un manuale multilingua, italiano compreso. Per chi ha avuto la fortuna di testare quel pad più di 30 anni fa, possiamo dire che il feeling è lo stesso, portando avanti la tradizione delle mini console giapponesi di ricreare perfettamente l'ambiente di controllo di quell'era.

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Abbiamo quindi tra le mani il CoreGrafx mini, versione compatta di una macchina, il CoreGrafx, che già compattava il TurboGrafx-16. Tasto di accensione verde, doppia porta USB per i pad, rigorosamente alto per il primo e basso per il secondo giocatore, pannello posteriore per uscita video e alimentazione. Console molto leggera, maneggevole, riprodotta con fedeltà esattamente come il pad, dotato finalmente di un lungo cavo USB-A di 3 metri, peccato per l'assenza di un secondo.

Konami e HORI hanno lavorato per riprodurre un'esperienza CoreGrafx come da aspettativa, grazie a un controller fedelissimo inclusivo, come già specificato, della funzione Turbo, capace di replicare peso, materiale, feeling e risposta di direzionale e tasti. Completa l'offerta la possibilità di collegare il Turbo Tap ufficiale, ovvero un supporto esterno - venduto a parte - per collegare fino a cinque pad contemporaneamente.

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Prezzo
109.90 €
Multiplayer.it

8.0

Il PC Engine fu una gran console, sebbene di nicchia, forte di un parco titoli e di conversioni da giochi da bar capaci ancora oggi di far sorridere e pensare al pionierismo di quei tempi incredibili. Oggi la sua forza risulta ancora trascinante grazie a una bella selezione che racchiude il meglio dell'offerta della piattaforma, ben presentata, comoda e immediata da giocare grazie a un mix di riproduzione e nuove tecnologie che fonde il feeling di una volta con le comodità del presente. Con un'uscita a 480p, 720p e PCM lineare, il software del PC Engine si vede e si sente bene, eppure pesa l'assenza di un secondo pad incluso nella confezione, segno che per giocare agli sparatutto bisogna spendere ulteriori soldi. Spese che si sommano a un prezzo di listino assolutamente non banale e più alto della media, forse anche questo un modo per rendere il PC Engine elitario oggi come lo era a fine anni 80'. In ogni caso, una bella aggiunta a un parco di console mini sempre più folto e performante, sicuramente capace di fare breccia negli appassionati del tempo.

PRO

  • Menù stiloso e veloce
  • Bella selezione di titoli
  • Ottima emulazione e riproduzione dell'hardware

CONTRO

  • Prezzo più elevato del previsto
  • Secondo controller da acquistare a parte