Penumbra: Black Plague - Recensione  2

Ma perché i sequel non sono mai migliori dell'originale?

RECENSIONE di Stefano Brighenti —   04/08/2008

Pepsi su una tubatura?!?

Del primo Penumbra aveva colpito l’atmosfera, quel senso d’inquietudine e di claustrofobia che permeava ogni singola stanza, mentre il nostro alterego si aggirava sperduto in quell’enorme complesso minerario, alla disperata ricerca di una via d’uscita: il tutto migliorato da alcune scelte di stile, tra cui il non mostrare chiaramente il vostro vero antagonista, il porvi davanti a enigmi complessi che richiedevano di combinare diversi oggetti e un enorme sforzo d’ingegno per sopraffare, con materiali di fortuna, i vostri nemici.
Purtroppo in Black Plague si sono persi molti dei succitati elementi di stile: il vostro nemico (una sorta di zombie) vi verrà mostrato fin dai primi minuti di gioco, togliendo buona parte dell’ansia dovuta alla sensazione di combattere un “qualcosa” di non definito; gli enigmi proposti, fatta eccezione per alcuni, pochi, particolarmente gradevoli, sono assolutamente elementari per la loro risoluzione e raramente vi richiederanno più di qualche secondo per venirne a capo.
Il problema maggiore, tuttavia, è legato alla natura degli enigmi stessi: in alcuni casi non riuscirete a capire cosa fare perché la soluzione da adottare è assolutamente illogica e vi ritroverete quindi ad andare per tentativi, provando a combinare tutti gli elementi del vostro inventario fino ad arrivare a quella prevista dagli sviluppatori.

Ironia

L’altro elemento uscito rovinato è l’atmosfera, principale punto di forza del primo episodio: per qualche malsana ragione, l'ansia plausibile dovuta all'avventurarsi in una base segreta in Groenlandia, con l’angoscia per quello che potreste trovare dietro ogni angolo, è venuta meno con l’introduzione di una spalla comica, camuffata da voce nella vostra testa, che rovinerà alcuni dei momenti più carichi di tensione con delle battute nemmeno poi così divertenti.

gli enigmi proposti, fatta eccezione per alcuni, pochi, particolarmente gradevoli, sono assolutamente elementari e raramente vi richiederanno più di qualche secondo per venirne a capo

Ironia

Un vero peccato, considerato che tutta la tensione faceva leva sull’essere isolati in un posto sconosciuto, dove era la vostra immaginazione a fare la parte da leone.
Ma se Black Plague riesce a salvarsi dalla stroncatura, questo è senza dubbio merito del gameplay, che fece tanto la fortuna del primo e che viene riproposto, esattamente identico, in questo suo successore; la particolarità risiede nel fatto che per compiere qualsiasi azione, come aprire una porta, girare una leva e via discorrendo, dovrete eseguire con il mouse il gesto che fareste nella realtà: ecco quindi che per girare una valvola dovrete compiere un movimento circolare, mentre per forzare una serratura con una leva dovrete dare dei colpi decisi.
Questo stratagemma migliora il coinvolgimento del giocatore e in alcune circostanze, magari quando siete inseguiti da un verme di terra mostruosamente grande, contribuisce ad aumentare notevolmente la tensione, salvo poi venir rovinata da quella fastidiosa voce nella vostra mente.

Commento

Un secondo capitolo molto più deludente rispetto al primo episodio: l’anno trascorso non è servito per apportare alcun miglioramento estetico e anche le scelte su come sviluppare la trama sono finite nel solito sempreverde clichè della setta mondiale versus resto del mondo.
Black Plague non rappresenta il degno successore di Overture, specialmente perché non riesce a riprendere l’atmosfera e quel coinvolgimento con cui il primo episodio aveva ammaliato tutti i giocatori: potete decidere di acquistarlo se volete arrivare al terzo episodio (intitolato Requiem) avendo un’idea un po’ più chiara della trama o se volete smorzare questo torrido Agosto con un viaggio virtuale in Groenlandia. Ma non aspettatevi granché.

Pro

  • Gameplay diverso dal solito
  • C'è il verme gigante!
Contro
  • Graficamente scadente
  • Atmosfera rovinata
  • Un anno di attesa per questo?

Spoiler & Bug

In Black Plague, durante le nostre prove, ci siamo imbattuti in parecchi bug, decisamente presenti in quantità maggiori rispetto al predecessore: oltre ai glitches grafici, si arriva a veri e propri errori di programmazione, alcuni dei quali vi impediranno di completare il gioco. Su alcune configurazioni, ad esempio, entrando all'interno di un laboratorio di ricerca, il gioco apparirà come congelato, con un frame rate pari a zero, costringendovi a riavviare l'intero computer.
Bisogna dire che Frictional Games è piuttosto attenta alla community, quindi aspettatevi una patch in tempi brevi.

PC - Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi

  • Processore: Pentium 4 1.5 GHz o AMD 2200+
  • RAM: 512 MB
  • Scheda Video: Radeon 8500 o Geforce 3 Ti
  • Spazio su disco: 800 MB
Requisiti Consigliati
  • Processore: Pentium 4 3 GHz o AMD 3000+
  • RAM: 1 GB
  • Scheda Video: Compatibile Direct 3D con 128 MB
  • Spazio su disco: 900 MB
Configurazione di prova
  • Processore: Intel Core Duo E6700 a 2.7 Ghz
  • RAM: 2 Gb
  • Scheda Video: NVIDIA BFG 8800 GTX
  • Sistema Operativo: Windows Vista Ultimate

Penumbra: Black Plague è disponibile per PC.

Penumbra Overture ha avuto una vita piuttosto interessante: creato prima come esperimento di un innovativo gameplay ha riscosso immediatamente un successo mondiale: quello che poteva essere un freeware di altissimo livello si è trasformato in un prodotto commerciale.
Come tale, richiedendo all’utente l’esborso di pecunia, si alzano anche le pretese che il buon consumatore avanza: il primo episodio (a questo indirizzo trovate la nostra recensione) aveva raccolto il successo tra pubblico e critica, proprio per delle meccaniche di gioco innovative che lasciavano chiudere un occhio sugli altri difetti, in primis una veste grafica arretrata e un’intelligenza artificiale piuttosto elementare.
Da quell’aprile del 2007 di tempo ne è passato e questo secondo capitolo, intitolato Black Plague, mira a tirare le sorti del povero Philip e di tutti gli interrogativi irrisolti con la conclusione del precedente episodio, perdendo però tutto il fascino del suo predecessore.