Scrapland: discariche ai confini dell'universo  2

American McGee torna sui nostri schermi. Niente incubi, nè ambientazioni gotiche, ma irriverenza e ironia. Un GTA in chiave post- futuristica...

RECENSIONE di La Redazione  —   10/02/2005

Quando GTA incontra Corto Circuito

Il paragone con GTA, seppur scontato (seppur menzionato dallo stesso American McGee), è quantomeno inevitabile. La struttura di gioco “a missioni” non lineare ricorda moltissimo il capolavoro di Rockstar, così come la duplice possibilità di muoversi per la città sia su di un mezzo che a piedi, girovagando per le strade aeree della città o visitando le location indoor. Per quanto riguarda la modalità di volo il principale mezzo di trasporto autonomo è rappresentato da simpatici e fantasiosi veicoli volanti, mentre per quanto riguarda gli spostamenti a piedi è possibile sfruttare i mezzi pubblici coem la metropolitana, che permette di spostarsi da un quartiere all’altro di Scrapland in pochi istanti.

E’ così possibile creare un vero e proprio parco macchine da utilizzare in ogni situazione

Quando GTA incontra Corto Circuito

Le navi sono completamente personalizzabili; presso officine specializzate sarà possibile acquistare e montare nuovi pezzi che ne aumentano prestazioni e potenza di fuoco. E’ così possibile creare un vero e proprio parco macchine da utilizzare in ogni situazione, sfruttando le caratteristiche più aggressive di ogni singola vettura. L’utilizzo dei veicoli è importantissimo ai fini delle missioni di gioco, e spesso le gare e le scommesse da superare si svolgono proprio a bordo delle astronavi. Girovagando per le trafficate vie aeree della città è possibile imbattersi in power-up e bonus da sfruttare per incrementare i punti vita della vettura o il numero di proiettili e di missili a lunga gittata. La gestione delle armi è curata, ed è possibile migliorare l’efficienza delle bocche di fuoco del veicolo approntando upgrade che ne migliorano ad esempio la velocità di puntamento automatico o la velocità di sparo. Durante i combattimenti aerei poi è richiesta anche una buona dose di strategia in quanto si è chiamati tenere d’occhio parametri come il livello di surriscaldamento delle armi che possono lasciarci senza difese proprio sul più bello. Frequentando i locali più malfamati di Scrapland sarà poi possibile assoldare mercenari che per una discreta sommetta presteranno i propri servigi di difesa e collaborazione durante le missioni di combattimento, pur causando non pochi problemi in quei frangenti in cui la scarsità di power-up li porteranno a competere con il giocatore per accaparrarsi i preziosi oggetti.

Tanti vestiti

L’azione in Scrapland non è appannaggio esclusivo delle battaglie aeree, tanti grattacapi infatti aspettano il povero D-Tritus anche all’interno degli edifici. Una delle caratteristiche più apprezzabili del gioco è la possibilità di assumere le sembianza di ben 15 differenti automi dalle proprietà davvero interessanti, copiandone l’aspetto e le fattezze attraverso i terminali del “Grande Database”, una sorta di contenitore delle “anime” di tutti i robot di Scrapland. Per portare a termine le missioni sarà infatti necessario assumere l’aspetto di un altro robot per accedere ad aree altrimenti irraggiungibili, o per sfruttarne le singolari caratteristiche ed i colpi speciali, utilissimi in molte circostanze. Lìaspetto dei singoli druidi è davvero vario e si passa dalla goffa struttura dei poliziotti, dal corpo imponente sorretto da minuscole zampettine, fino a giungere a soluzioni più bizzarre come quelle dei piccoli robo spia in grado di volare in ogni direzione. Ovviamente ogni vantaggio ha un prezzo da pagare, e per D-Tritus assumere le sembianze di un altro robot significa cercare in tutti i modi di non sottoporsi allo sguardo attento della polizia di Scrapland, pronta a riconoscere dopo qualche instante lo scambio di personalità e a ricambiarlo con una buona dose di raggi laser e colpi di mitragliatrice. Nella modalità in terza persona il gioco assume i contorni tipici del action game, assumendo a tratti caratteristiche stealth alla Metal Gear Solid (se mi si concede per una volta un paragone un poco blasfemo). Alcune missioni richiedono di muoversi di nascosto all’interno di una mappa, per raccogliere informazioni o scattare foto per conto del quotidiano; in queste situazioni per fuggire dagli occhi vigili dei poliziotti e delle telecamere volanti dovremo affidarci al radar che costantemente ci terrà aggiornati sulla posizione di robot ostili e del relativo orientamento del campo visivo, rappresentato dal caratteristico spicchio triangolare. Un secondo indicatore mostrerà poi il grado di attenzione del nemico fino all’innesco dell’allarme che attirerà definitivamente l’attenzione di tutti i robot situati nelle vicinanze che inizieranno ad additare D-Tritus per facilitarne la cattura da parte delle forze dell’ordine. La miscela di azioni svolte all’interno degli edifici e all’ari aperta è riuscita ed omogenea, capace di creare una continuità coinvolgente, senza bruschi stacchi e salti nella trama. Spesso viene richiesto al giocatore di spostarsi da una location all’altra e nel contempo di occuparsi dei grattacapi legati al trasporto aereo in zone particolarmente “calde”. La struttura delle missioni è piuttosto varia, e permette al giocatore di vivere un numero considerevole di situazioni diverse e complesse.

Nel complesso

In una visione d’insieme il gameplay appare accattivante, seppur privo di novità rivoluzionarie capaci di far gridare al miracolo. E’ chiaro che la caparbia fusione di un genere aggressivo “alla GTA” con un’ambientazione accattivante ed irriverente donano comunque a Scrapland la peculiarità di suscitare anche all’occhio più critico e smaliziato una fonte di curiosità davvero preziosa. Per quanto riguarda la costruzione della trama e soprattutto la realizzazione e la caratterizzazione dei personaggi, lo possiamo dire, ci troviamo di fronte ad un piccolo capolavoro di raffinata e sagace satira: la scena dell’omicidio dell’arcivescovo, nelle prime fasi del gioco, è davvero gustosa e la ricchezza dei particolari la rende ancora più appagante. Particolari che ritornano in ogni sfumatura come un liet motiv indice del grado di qualità che comunque raggiunge questa produzione. La realizzazione dei modelli dei personaggi, come quella della sceneggiatura e la regia diretta come quella di un vero e proprio film di animazione sono tutte componenti davvero positive che influiscono in maniera sostanziale sulla caratura complessiva del gioco. Longevità aumentata da una modalità multiplayer che concentra l’attenzione dei giocatori (fino a 16 contemporaneamente) sull’aspetto più movimentato dal gioco, quello legato ai combattimenti e alle gare di velocità con i veicoli futuristici completamente modificabili. Il comparto grafico non risente di appesantimenti degni di nota, e anche su una configurazione di media potenza, con tutti le impostazioni al massimo il gioco è apparso fluido.

possiamo dire, ci troviamo di fronte ad un piccolo capolavoro di raffinata e sagace satira

Nel complesso

L’utilizzo di texture non troppo complesse, ma allo stesso tempo gradevoli, e la ricchezza dei giochi di luce, della complessità delle strutture e dei modelli dei personaggi donano a Scrapland l’aspetto tipico dei film di animazione che da qualche anno a questa parte spopolano nelle sale cinematografiche di tutto il mondo. La localizzazione del titolo è limitata ai sottotitoli, ma il doppiaggio in inglese rende bene l’idea dell’atmosfera che si sta vivendo conferendo ai personaggi una profondità apprezzabile.

Commento

Nel complesso Scrapland non ha deluso le attese dimostrando di essere un titolo di spessore, pur non abbandonando i toni più sarcastici ed irriverenti. Non è il solito American McGee, non c’è sangue, né violenza (esplicita, anche se alcune situazioni risultano abili trasposizioni satiriche, davvero apprezzabili), né bambine assetate di sangue. Scrapland non è allucinato, ma divertente e scanzonato, un concentrato di divertimento e varietà davvero cool, e siamo sicuri che D-Tritus entrerà nei cuori di molti giocatori. Consigliato a tutti, nessun requisito particolare. Solo voglia di divertirsi, con stile.

    Pro:
  • Grafica varia e appagante, mai pesante
  • Trama avvincente e divertente
  • Gameplay vario
    Contro:
  • A tratti troppo "arcade"
  • Le tinte più cupe della trama tendono a stonare con il complessivo aspetto "spensierato" del gioco

Non il solito McGee

Scrapland è l’ultimo prodotto della mente geniale di Amercican McGee, volto noto nel mondo videoludico e caro a tutti coloro i quali amano i temi cupi, dai tratti decisamente gotici, tipici delle sue più note produzioni (Alice in primis, per finire con il nuovissimo progetto “Oz” che prevede un remake dalle tinte horror, questa volta in versione cinematografica, della storia del Mago di Oz). Eppure il titolo in questione non ha nulla a che spartire con il grottesco mondo tanto caro alle sceneggiatore di McGee, quanto semmai affida totalmente le sue potenzialità alla genialità di una mente capace di creare situazioni agli antipodi, ma ugualmente coinvolgenti. Vestendo i panni di un simpatico androide chiamato D-Tritus il giocatore è chiamato a vivere un’avventura spiritosa e avvincente ai bordi della galassia, fra robot e astronavi variopinte, sfrecciando per le strade sospese nel vuoto in una immensa e quanto mai futuristica città-discarica. Scrapland è una vera e propria discarica spaziale presso la quale automi privi di ogni prospettiva di vita dignitosa hanno deciso di ricostruire la propria indipendenza lontani dai soprusi degli odiati esseri umani. Pur epurata della sgradita presenza di esseri umani la società di Scrapland soffre di tutte le tipiche deviazioni e malevole forme di corruzione riconducibili all’uomo. Come in una sorta di Far West iper tecnologico a Scrapland le varie fazioni di robot si spartiscono il poter alla meno peggio, creando non pochi problemi alla quiete pubblica. La polizia è corrotta e disordinata, il potere economico è in mano ad una sedicente organizzazione di banchieri robotici in grado di controllare non solo il denaro ma anche ogni forma di informazione, mentre i robo-preti, agli ordini dell’arcivescovo, cercano di mantenere un’apparente dignità predicando la pace e la serenità fra i robot. Nel marasma generale il povero D-Tritus, disoccupato ed in perenne ricerca di una fonte di guadagno che sia il più possibile onesta, ma soprattutto redditizia, deve barcamenarsi per rimanere a galla in questa caotica situazione. Giunto all’anagrafe della città per la registrazione, e ricevute le prime istruzioni sulle leggi della città, gli viene affidato un impiego, da quel momento sarà un foto reporter per il quotidiano della colonia. Ma le vie del guadagno a Scrapland sono numerose e quanto mai contorte; D-Tritus scoprirà ben presto che scattare foto per il giornale non è l’unica opportunità offerta dalla piazza e farà ben presto la conoscenza di bische clandestine, giri di scommesse illegali, sparatorie e gare di velocità a bordo di astronavi.