Space Channel 5 - Part 2  0

Orientate bene il vostro monolite, alzate il volume dell’impianto Sorround ed impugnate saldamente il vostro fido Dual Shock 2: è tornata Ulala!

RECENSIONE di La Redazione  —   18/02/2003

Ulala’s Swingin’ Report Show!

Nei panni di Ulala, affascinante presentatrice della stazione televisiva “Space Channel 5”, dovremo salvare lo spazio dalla minaccia dei Rhythm Rouges e liberare i loro ostaggi seguendone il ritmo ed i passi di danza. Se ad un primo approccio la trama può sembrare ridicola, con il passare delle ore questa impressione non può che confermarsi tale, ma è proprio l’autoironia una delle peculiarità del gioco Sega.
Le meccaniche di gioco si rivelano piuttosto semplici: si tratta di ripetere i movimenti degli alieni agendo sulle frecce direzionali e sui tasti adibiti allo sparo e al salvataggio dei personaggi secondari. Inizialmente vengono richieste singole pressioni o brevi combinazioni, ma procedendo nei livelli il tasso di difficoltà si alzerà notevolmente, impegnando il giocatore in movimenti repentini e lunghe sequenze da memorizzare. Gli indicatori su schermo si limitano all’indice di Share, condizionato dalle prestazioni effettuate, e ai cuori che segnalano quanti errori ci sono ancora concessi. Per differenziare l’altrimenti ripetitiva componente ludica, i programmatori dell’UGA hanno inserito diverse sezioni bonus, in cui la bella Ulala potrà sfidare i reporter delle stazioni Tv concorrenti in duelli a base di strumenti musicali, quali la chitarra elettrica e la batteria.
Molto peso è stato dato ai duelli con i boss di fine livello, che vanno da gigantesche piante carnivore ad un trio di robot canterini, sempre introdotti da spassose sequenze di intermezzo. Spesso questi boss presentano improvvisi e continui cambi di ritmo che spiazzano il giocatore distratto. Una volta salvati i personaggi comprimari, questi compariranno sullo stage seguendo le movenze della bella reporter spaziale, incentivando il giocatore a liberarne in gran numero per vedere lo schermo letteralmente invaso da ballerini improvvisati. Effettuando particolari movimenti segreti durante i balletti si possono sbloccare numerosi costumi extra per la protagonista, nell’apposita sezione.
Oltre alla modalità Partita, dove si è chiamati ad affrontare diverse missioni in sequenza con la possibilità di salvare sia a metà livello, sia a missione completata, vi è anche una modalità denominata “Ballo di Ulala”, una sorta di “survival” con cento brevi livelli caratterizzati da un costante incremento di difficoltà. E’ poi possibile approfondire la conoscenza dei personaggi primari e non nella modalità “Personaggi”, ed infine è accessibile il “Camerino” di Ulala dove poter vestirla con i vari costumi sbloccati nelle altre modalità. Il multiplayer consiste nella suddivisione dei compiti tra Player1 e Player2, chiamati a controllare rispettivamente le direzioni ed i tasti azione.

Up! Down! Up! Down! Chu-Chu-Hey!

L’aspetto tecnico di Space Channel 5 v2 è quantomeno controverso. Il design è lodevole e curato in ogni suo aspetto: una particolare ambientazione futuribile (alla “Jetsons”, per intenderci) si fonde con il look smaccatamente anni 60, i colori sgargianti invadono lo schermo e inevitabilmente ne contagiano lo spettatore. Animazioni fluide e sinuose sono però applicate a modelli poligonali scadenti, poco dettagliati e composti da un numero insufficiente di poligoni. Burattini che potevano andare bene nel 1999, ma che nel 2003 risultano indubbiamente datati. Anche il comparto textures si rivela solo discreto, sia per quanto riguarda i personaggi che per i background. Infine, vi è da segnalare una discutibile compressione delle sequenze in Full Motion Video di introduzione alle missioni, ben lontane dalla perfetta resa dei filmati di altri titoli disponibili su Playstation2, in particolare quelli delle serie Squaresoft, Namco e Konami. Un comparto grafico che si rivela, quindi, non all’altezza delle scelte stilistiche operate dai designer Sega e che si riscatta solamente nella presenza del tanto amato selettore 50/60Hz.
Ottimo in ogni suo aspetto, invece, il comparto audio: musiche azzeccate, orecchiabili, perfettamente in linea con lo stile del gioco e sempre “sincronizzate” con le immagini a video. Buoni anche gli effetti sonori ed il campionamento delle voci. Il doppiaggio è in inglese, accompagnato da sottotitoli in italiano.
Purtroppo le pecche di Space Channel 5 part2 non si limitano al puro comparto tecnico. Talvolta vi è un po’ di confusione e di difficoltà nel capire che tasti bisogna effettivamente premere: per esempio vi possono essere degli avversari che pronunciano con voce distorta l’azione da effettuare, oppure è lasciato allo stesso giocatore “indovinare” quale sia il tasto corrispondente all’azione richiesta. Altre volte vi sono delle imprecisioni nel rilevamento degli input, con ritardi di qualche millisecondo puniti severamente e pressioni anticipate inspiegabilmente “concesse”. I videogiocatori meno pazienti e disposti a farsi coinvolgere dalla musica troveranno eccessive le sequenze di intermezzo tra un balletto e l’altro e si lamenteranno degli eccessivi caricamenti, specie nel caso si debba ripetere più volte la stessa sequenza.
Questi sono comunque difetti marginali che non intaccano la qualità di un titolo indubbiamente rivolto ad un pubblico che si sappia abbandonare e lasciar trascinare dai groove e dalle sonorità coinvolgenti, e che richiede per questo una grande concentrazione e prontezza nei riflessi.
Il prodotto Sega si comporta piuttosto bene in quanto a longevità. I sei, lunghissimi, livelli di gioco, la modalità “Ballo di Ulala”, la marea di oggetti da sbloccare ed il multiplayer contribuiscono ad aumentare le ore necessarie per portare a termine il titolo, sebbene questo sia fondamentalmente basato sul re-playing di sezioni gia giocate.

Commento

Space Channel 5 part2 è un titolo che va cercato e compreso. Difficilmente riuscirà a coinvolgere chi non ne è disposto, ma è sicuramente capace di premiare chi si lascierà andare al ritmo dell’affascinante Ulala e delle sue coreografie. Le pecche del comparto tecnico non devono scoraggiare chi è disposto a vivere una simile esperienza. Un titolo che si va quindi ad affiancare al già lodato Rez sulla mensola degli stylish games.

Pro
+ Splendide coreografie
+ Musica coinvolgente
+ Gameplay ipnotico
Contro
- Realizzazione tecnica discutibile
- Alcune imprecisioni negli input
- Sicuramente non per tutti

Concepito per Sega Dreamcast nel 1999, Space Channel 5 ha fatto parte della prima ondata di conversioni della software house giapponese a beneficio della ludoteca Sony.
L’originalissima atmosfera, frutto di una fusione tra stile futuristico e spirito tipicamente anni 60, ha contribuito a farne una sorta di manifesto della concezione più alla moda del videogaming, al pari di esperienze psichedeliche come quella proposta nel mondo wireframe di Rez. Approda ora sui lidi del Third Place anche il secondo capitolo del delirate titolo UGA, coinvolgendo il popolo del monolite con le sue ritmiche marcatamente funky.