Strong Bad Episode 3: Baddest of the Bands - Recensione  0

Terzo appuntamento con Strong Bad e compagnia, questa volta occupati a vincere un'assurda gare musicale... ovviamente a modo loro!

RECENSIONE di Andrea Moi e Umberto Moioli   —   30/10/2008

Mese importante per la prima stagione della nuova saga di TellTale Games, Strong Bad's Cool Game for Attractive People, che dopo un paio di buone uscite e consensi positivi ottenuti un po' ovunque, inaugura con questo terzo episodio la seconda metà della serie e cerca di confermare il crescendo qualitativo fin qui mostrato. Gli elementi sono ovviamente gli stessi visti fino a questo momento per una formula che prevedibilmente si discosta pochissimo da quella classica: l'umorismo, le trame folli e il particolare disegno sono come sempre dati per scontati, mentre la tematica trattata è uno sguardo al mondo dei gruppi musicali nell'era di internet e dei videogame. In Baddest of the Bands verrà quindi richiesto di aiutare Strong Bad nell'organizzazione di una strampalata sfida tra alcune band locali, con tanto di premi in palio e qualche scorrettezza volta a indirizzare le sorti degli incontri.

In funzione della storia

Come sempre accade nelle avventure di casa TellTale, la narrazione riveste un ruolo fondamentale tanto da modificare di volta in volta la struttura degli enigmi e la progressione lungo le circa quattro ore di gioco che servono per portare a termine un singolo episodio. In questo caso la prima parte dell'esperienza è estremamente lineare e chiede a Strong Bad di riunire il suo gruppo, all'utente di assegnare i nomi e quindi di provare i primi pezzi, il tutto senza che quasi si venga messi al cospetto di problematiche da risolvere o ostacoli da superare. La sfida vera – e con essa i puzzle più articolati – arriva nel momento in cui si devono imbonire, aggirare e truffare i giudici di gara e gli avversari, ricorrendo alle tecniche più bieche e impossibili; il livello di difficoltà non supera nemmeno in questi casi la soglia del tollerabile ma rispetto al passato è stato leggermente alzato, facendo tutto sommato raggiungere livelli di maggiore piacevolezza e soddisfazione nel portare a termine l'opera. Ancora manca una gestione dell'inventario e un'interazione tra gli oggetti raccolti che avvicini per complessità questi titoli alla normale produzione punta-e-clicca moderna, ma probabilmente questa scelta è da inquadrare in una filosofia di semplicità e immediatezza che in questo caso in particolare ben si lega anche con la filosofia WiiWare.
Immancabile, anche questa volta non si può rimanere delusi dal piccolo gioco arcade inserito come bonus. Questa è la volta di Hot Babellen Odyssey, una sorta di sparatutto a scorrimento verticale a bordo di un pulmino e con l'obiettivo per l'utente di sconfiggere i perfidi alieni che stanno provando a invadere la terra. Non dura moltissimo ma lo stile folle e gli altrettanto divertenti power-up lo rendono giocabile più di una volta e forse il migliore tra quelli proposti fino a questo momento.

Motivetti orecchiabili

Sempre uguale a sé stesso il comparto video che non presenta alcuna novità e lascia che siano le nuove ambientazioni e il mini-gioco arcade a differenziarlo dal resto delle uscite. Il giudizio tecnico non viene quindi modificato e resta il medesimo anche andando ad analizzare l'interfaccia, pulita ed essenziale, e l'ottima distribuzione sullo schermo dei punti di interazione, così da non obbligare a folli ricerche all'ultimo pixel. Il sonoro si avvale delle solite buone voci – tutte in inglese, come i sottotitoli – e di alcune musiche appositamente create per le sfide tra le band, nulla di trascendentale ma comunque in grado di strappare qualche risata.

PC - Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi

  • Processore: 1.5 GHz
  • RAM: 256 MB
  • Scheda Video: 3D con 32 MB
  • Spazio su disco: 240 MB
Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core QX6700
  • RAM: 2 GB
  • Scheda Video: NVIDIA 8800 GTS 320MB

Commento

Baddest of the Bands è prevedibilmente la continuazione di una strada tracciata in partenza, senza mai la pretesa di aggiungere tasselli a un mosaico che comunque per come è stato pensato, diverte e non manca di proporre spunti narrativi originali e sempre diversi. Giunti a metà della serie non è possibile non evidenziare come i vari Sam & Max stessero su altri piani d'eccellenza, ma aspettando la terza serie del duo detective si è certamente al cospetto di una buona alternativa.

Pro

  • Folli sfide musicali in pieno stile Strong Bad
  • Mini-gioco estremamente valido
  • Buon bilanciamento della difficoltà
Contro
  • La profondità del gameplay resta limitata
  • Tecnicamente non fa gridare al miracolo