The Falcon and the Winter Soldier 1x05, la recensione

Il penultimo episodio della nuova miniserie Marvel Studios su Disney+ ci prepara al gran finale mentre i protagonisti vengono a patti coi loro drammi personali

RECENSIONE di Christian Colli   —   18/04/2021
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Nelle scorse settimane, il producer Nate Moore e lo sceneggiatore Malcolm Spellman hanno parlato molto di questo quinto episodio, definendolo il momento più alto di The Falcon and the Winter Soldier: hanno anticipato un cammeo che avrebbe lasciato gli spettatori a bocca aperta e una scena che li avrebbe commossi fino alle lacrime. Sebbene non si possa negare che abbiano un po' ingigantito la questione, dobbiamo ammettere che Verità è un episodio che ci ha davvero convinto e che ha riconfermato la qualità della serie in onda su Disney+ soprattutto quando si concentra sui personaggi e non sull'azione: se c'è una cosa che sono riuscite a fare queste produzioni, e stiamo parlando anche dell'ottima WandaVision, è stato approfondire e caratterizzare magistralmente alcuni eroi che nei film erano sacrificati a favore degli Avengers protagonisti. Vediamo come nella recensione di The Falcon and the Winter Soldier 1x05.

Verità

Il titolo dell'episodio la dice lunga: è il momento della verità per tutti, e in particolare per le forze che ruotano intorno al titolo di Captain America. L'episodio si apre proprio col tanto atteso scontro tra Sam, Bucky e John Walker: in fuga dopo aver assassinato in mondovisione uno dei Flag Smasher, il nuovo Captain America, sempre più instabile, è deciso a tenersi lo scudo. Ecco quindi che i nostri eroi si trovano a combattere per uno strumento che rappresenta qualcosa di diverso per ciascuno di loro: un ideale, una famiglia, un retaggio. È una lotta di violenza inaudita per gli standard dei Marvel Studios e Disney, che si conclude con la sconfitta di John Walker in una scena che omaggia quella in cui gli Avengers su Titano provano a togliere il Guanto dell'Infinito a Thanos. The Falcon and the Winter Soldier è pieno zeppo di montaggi, scene o inquadrature che richiamano i film precedenti, vere e proprie chicche per i fan.

The Falcon and the Winter Soldier: Wyatt Russell in una scena.
The Falcon and the Winter Soldier: Wyatt Russell in una scena.

John torna negli Stati Uniti con la coda tra le gambe. Non ci sono mostrine o ranghi che tengano: le sue azioni, gravissime, gli costano non solo il titolo di Captain America, ma anche ogni onorificenza o encomio guadagnato combattendo per il suo paese. Un oltraggio che John non accetta di buon grado, sfidando la corte a viso aperto. "Mi avete creato voi", dice un sempre più convincente Wyatt Russell. Disilluso, perduto e comunque convinto di essere l'unico Captain America possibile, il nostro viene avvicinato dal famigerato cammeo che avevano anticipato i creatori della serie, un segreto ben tenuto che ci ha effettivamente spiazzato. Ammettiamo che ci saremmo aspettati Nick Fury, Mariah Hill o addirittura il vecchio Steve Rogers (sul destino del quale la serie mantiene la più totale ambiguità) e invece abbiamo visto entrare in scena la pluripremiata Julia Louis-Dreyfus che si è presentata con un nome altisonante che dovrebbe aver fatto venire i brividi a ogni fan dei fumetti Marvel che si rispetti: Valentina Allegra de Fontaine. Una scena molto particolare sulla quale torneremo nelle nostre note.

The Falcon and the Winter Soldier: Anthony Mackie, Sebastian Stan e Wyatt Russel in una scena.
The Falcon and the Winter Soldier: Anthony Mackie, Sebastian Stan e Wyatt Russel in una scena.

Lasciamo John a ricostruirsi lo scudo nella scena dopo i titoli di coda per passare a Bucky, che si separa temporaneamente da Sam per andare a chiudere i conti in sospeso con Zemo. Lo trova davanti al memoriale delle vittime di Sokovia e in un ultimo faccia a faccia, che promette un momento decisivo, in futuro, per l'ex Soldato d'Inverno, Bucky risparmia il barone e lo consegna alle Dora Milaje. Un finale anticlimatico, se di questo si tratta, per il Barone Zemo dell'ottimo Daniel Brühl, ma siamo abbastanza sicuri che lo rivedremo in futuro, magari già nel season finale della prossima settimana: sarebbe uno spreco liquidare un villain costruito così bene, e che peraltro abbiamo visto indossare l'iconica maschera una volta soltanto. Quanto a Sam, prima di tornare a casa a risolvere i problemi di famiglia, c'è ancora una fermata da fare: Isaiah Bradley. Questa è probabilmente la scena che avrebbe dovuto commuovere gli spettatori, e si tratta in effetti di un dialogo davvero potente, sia in italiano che nel doppiaggio inglese originale.

The Falcon and the Winter Soldier: Anthony Mackie e Sebastian Stan in una scena.
The Falcon and the Winter Soldier: Anthony Mackie e Sebastian Stan in una scena.

Bisogna dire, però, che per assorbire e comprendere pienamente le parole di Isaiah bisognerebbe essere neri e americani, e sarebbe presuntuoso affermare di possedere una visione d'insieme senza aver vissuto sulla propria pelle ciò che accade ogni giorno nel paese a stelle e strisce. Isaiah racconta più nel dettaglio la sua tragedia, che riflette il problema sempre attuale della discriminazione razziale: i suoi trascorsi lo hanno incattivito, facendogli perdere la fede che aveva nel suo paese e nella giustizia. Una storia che non può che influenzare negativamente Sam e la scelta di diventare il nuovo Captain America come avrebbe voluto Steve Rogers. È solo a casa, guardando la comunità che si stringe intorno alla sua famiglia mentre cercano di rimettere in sesto la barca dei genitori, che Sam ritrova la forza di cui ha bisogno: combattere contro il sistema e dimostrare che sbaglia è sempre stata la battaglia che hanno affrontato gli uomini di colore. Sam capisce che non deve arrendersi e che deve lottare per un mondo migliore in cui lo scudo - l'America - possa rappresentare una speranza per i suoi nipoti.

The Falcon and the Winter Soldier: Anthony Mackie e Sebastian Stan in una scena.
The Falcon and the Winter Soldier: Anthony Mackie e Sebastian Stan in una scena.

Le scene di vita quotidiana nella città di Sam scaldano il cuore, specialmente con l'arrivo di Bucky: quest'ultimo finalmente si apre un po' di più, flirta con la sorella di Sam e si scusa con lui per non aver capito il suo dilemma. È una conversazione a cuore aperto in cui Sam dimostra ancora una volta che Steve ci aveva visto giusto, quando consiglia a Bucky di fare ammenda davvero, invece di riparare ai suoi errori indirettamente. Il montaggio dell'allenamento di Sam con lo scudo, sulle note del main theme di Henry Jackman, è davvero potente: Anthony Mackie consegna finalmente un'interpretazione sciolta e coinvolgente, dopo essere stato un po' troppo rigido per gran parte della miniserie. A fine episodio, quando apre la valigetta wakandiana che presumibilmente contiene il suo nuovo costume, non vedevamo l'ora di ammirare il suo Captain America in azione. Dovremo aspettare l'ultimo episodio, però, perché Verità si chiude con un cliffhanger: i Flag Smasher stanno per attaccare il GRC intento a discutere sul Patch Act, e noi avremmo voluto solo sapere qualcosa di più su questo ente e sul perché è così controverso.

Note su contesse e saltatori

The Falcon and the Winter Soldier: Anthony Mackie in una scena.
The Falcon and the Winter Soldier: Anthony Mackie in una scena.

I Flag Smasher continuano a essere l'anello debole della catena: Karli è una villain insipida proprio perché le sue motivazioni e la sua nemesi non sono ben delineate. Va bene, sappiamo che il GRC è una forza politica gelida e forse persino disumana ma, se escludiamo le chiacchiere di Karli, la sceneggiatura non ci ha consegnato gli strumenti per farci un'opinione precisa su cosa vada o non vada nel mondo dopo il Blip, mentre le azioni della giovane, ancora più estreme, rendono sempre più difficile qualsivoglia forma di empatia. A complicare la questione c'è l'intromissione di Sharon Carter, il cui ruolo assume contorni sempre più scuri e inquietanti: adesso l'abbiamo vista addirittura inviare i suoi rinforzi ai Flag Smasher nella persona di Batroc. Non appena ha menzionato il fatto di averlo tirato fuori da una prigione algerina, abbiamo capito subito che si riferiva a lui - ci siamo ricordati di un commento di Alexander Pierce in Captain America: The Winter Soldier - e aveva perfettamente senso riesumare questo personaggio, già comparso nel primo episodio della serie, piuttosto che tirarne fuori un altro a una settimana dalla conclusione.

The Falcon and the Winter Soldier: Georges St-Pierre e Erin Kellyman in una scena.
The Falcon and the Winter Soldier: Georges St-Pierre e Erin Kellyman in una scena.

Ciò non toglie che gli intrallazzi di Sharon Carter, l'ex Agente 13, sono sempre più sospetti, e non crediamo di essere i soli a pensare che Power Broker sia proprio lei. Al di là di ogni sfiducia che Sharon possa nutrire nei confronti del governo statunitense, questa svolta criminale ci lascia abbastanza perplessi, specie se si considera quanto avesse a cuore gli ideali della zia Peggy. Abbiamo qualche idea che potrebbe risolvere la questione e che potrebbe fare da ponte per la futura miniserie Secret Invasion, ma meglio aspettare il season finale per capirci qualcosa di più. Batroc, intanto, merita un minimo di approfondimento: villain di serie C apparso per la prima volta nella collana Tales of Suspense, è stato creato nel 1966 da Jack Kirby e Stan Lee. Nei fumetti, il Saltatore è un atleta di livello olimpionico che ha militato nella Legione Straniera francese, ma che non possiede nessun super potere: è semplicemente un esperto di arti marziali in perfetta forma fisica. Non stupisce, quindi, che Steve Rogers l'abbia messo KO in pochi colpi nel prologo di Captain America: The Winter Soldier, ma potrebbe essere un osso più duro per Sam Wilson.

The Falcon and the Winter Soldier: Julia Louis-Dreyfus in una scena.
The Falcon and the Winter Soldier: Julia Louis-Dreyfus in una scena.

Veniamo alla contessa Valentina Allegra de Fontaine, invece. Compare di punto in bianco e si presenta in modo un po' strampalato, come se lo spettatore dovesse già conoscerla. In un certo senso, è così: la contessa sarebbe dovuta apparire per la prima volta nel film Black Widow, se solo non si fosse diffuso il maledetto virus e non fosse stato rimandato di oltre un anno. Al contrario di quanto pianificato originariamente, insomma, la Contessa è apparsa prima in questa miniserie e ora potrebbe essere stata rimossa dal film in uscita a luglio in sala e su Disney+. Sembra che il suo personaggio svolgerà un ruolo simile a quello che Nick Fury ha avuto nella Fase 1 del Marvel Cinematic Universe: starebbe reclutando alcuni individui particolari per costituire una formazione di antieroi. Nei fumetti Marvel il suo personaggio è molto più complicato: creata da Jim Steranko, entra in scena in un numero di Strange Tales del 1967 come interesse sentimentale di Nick Fury. Nel corso degli anni, questo agente dello SHIELD di origini italiane ha lavorato con Fury nel controspionaggio, arrivando addirittura a infiltrarsi nell'HYDRA, prendendone la leadership per un breve periodo col nome in codice Madame Hydra.

Commento

Multiplayer.it

8.5

Questo penultimo episodio di The Falcon and the Winter Soldier non eccelle soltanto nel character building, approfondendo i personaggi e risolvendo i loro conflitti interiori, ma getta anche le basi per una serie che potrebbe e anzi dovrebbe avere assolutamente una seconda stagione. In questo senso, il season finale della prossima settimana potrebbe lasciare molte questioni in sospeso proprio in previsione che la storia prosegua con un'altra tranche di episodi o in una miniserie tutta nuova, specialmente se Sam indosserà una volta per tutte i panni del nuovo Captain America e smetterà di essere Falcon.

PRO

  • Lo scontro tra Sam, Bucky e John Walker
  • La caratterizzazione ancora più marcata dei protagonisti
  • Alcune scene di altissimo livello come il confronto tra Sam e Isaiah
CONTRO
  • L'anticlimatica uscita di scena di Zemo
  • L'introduzione frettolosa della Contessa de Fontaine