The Italian Job  0

Nello scenario di Venezia, un gruppo di ladri professionisti organizza il colpo del secolo: rubare un’enorme cassaforte contenente numerosi lingotti d’oro. Tutto fila liscio, ma quando è ora di tornare a casa un membro del team tradisce tutti gli altri: uccide l’anziano leader e fa cadere nel vuoto il furgone che contiene i suoi ex compagni…

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   09/12/2003

Raggiungi l’obiettivo!

Non ci vuole molto a descrivere la meccanica di gioco di The Italian Job: a bordo di un’auto (che può essere una Mini originale, una Mini restyling o uno qualsiasi dei veicoli presenti nel film, camion compresi), dovrete raggiungere un determinato luogo della città rispettando un conto alla rovescia che si fa via via più severo. Un mix tra Driver e Crazy Taxi, ma con evidenti limiti: in Driver le missioni vantavano uno spessore decisamente maggiore rispetto a The Italian Job, mentre in Crazy Taxi tutto era votato alla frenesia e all’irreale. Questo tie- in sembra sforzarsi di mettere insieme solo i difetti dei due giochi appena citati: la ripetitività di fondo da una parte e la mancanza di spessore dall’altra.
Le missioni, infatti, in alcuni casi si risolvono nel giro di una ventina di secondi e tutto dipende dalla vostra conoscenza delle strade. Si supera un intero stage in cinque minuti, talvolta; oppure ci vogliono delle ore, se una delle parti è più complicata delle altre: perdere significa, inevitabilmente, ripetere l’intero stage dall’inizio, anche se l’unica sezione che dà problemi è l’ultima… È una cosa frustrante, ma ci rendiamo conto che far sì che il giocatore potesse continuare esattamente da dove era arrivato avrebbe reso il gioco molto più corto di quanto già non sia.
Insomma, The Italian Job è completamente votato al lavoro “ di rifinitura”, a chi ripete uno stage mille volte per trovare la prestazione ideale e il percorso più breve per raggiungere l’obiettivo, magari salendo su tutti i trampolini possibili per spiccare balzi spettacolari (ripresi, per l’occasione, con un’inquadratura “cinematografica”).

Caratteristiche tecniche

Il sistema di controllo di The Italian Job riprende quello di Driver: un tasto per accelerare, uno per utilizzare il freno e uno per il freno a mano. La combinazione di quest’ultimo e dell’acceleratore dà origine a inversioni lampo, molto utili quando si deve cambiare direzione rapidamente. Le visuali disponibili sono quattro: la classica da dietro, una più distanziata e due in prima persona (con cofano visibile o senza).
La grafica è di buona fattura, a parte qualche eccezione. Le Mini sono state fedelmente riprodotte (a proposito: tutto il gioco è una sfrontata pubblicità alle Mini Cooper, siete avvertiti), mentre gli altri veicoli vantano meno dettagli. Essenziali, naturalmente, le auto presenti nel traffico… e dotate di un’intelligenza artificiale che spesso lascia a desiderare.
L’ambientazione è piuttosto vasta e curata, anch’essa con alti e bassi ma fondamentalmente dà una buona impressione. Ottimi gli effetti “speciali”, non tanto le sgommate e il fumo quanto gli schizzi d’acqua (che bagnano anche lo schermo, simpaticamente). Tutto scorre veloce, in particolare quando si scende nei tunnel della metropolitana o nelle fogne: in quel frangente il giocatore deve avere davvero dei riflessi pronti e sangue freddo.
Il sonoro non è niente di speciale: le musiche non si ascoltano neppure, e gli effetti sono piuttosto classici. Nulla di nuovo sotto il sole, insomma.
La versione italiana del gioco è stata completamente tradotta, sia a livello di testo su schermo che per quanto concerne la voce narrante. Anche se, lasciatecelo dire, spesso i contenuti non sono all'altezza…

Commento

Se il film The Italian Job vi ha intrigato e siete fan dei giochi “di rifinitura”, questo tie-in potrebbe piacervi davvero tanto. Se invece cercate un minimo di spessore e di varietà, rivolgetevi altrove…
Costretti a dover seguire la trama del film, gli sviluppatori non hanno saputo inventare niente di meglio di una eterna caccia all’obiettivo, con una buona grafica ma poche emozioni.

    Pro:
  • Buona grafica
  • Qualche inseguimento a velocità folle
  • Completamente tradotto in Italiano
    Contro:
  • Privo di spessore
  • Corto e ripetitivo

Vendetta, tremenda vendetta

Steve, questo il nome del traditore (interpretato nel film dal grande Edward Norton), dopo qualche anno si stabilisce a Los Angeles, in un’enorme villa piena di sistemi di sicurezza.
I suoi vecchi colleghi, però, non sono morti insieme al loro capo, John Bridger, e sono tornati per pianificare una vendetta.
Stavolta il leader è Charlie, e al suoi seguito ci sono il genio dei computer Lyle, lo scaltro pilota Handsome Rob e l’esperto di esplosivi Left Ear. Ma come avvicinarsi a Steve e rubargli l’oro senza farsi riconoscere? La soluzione è Stella, figlia del defunto John ed esperta scassinatrice di casseforti…
Il colpo viene organizzato nei minimi dettagli: entrati in casa di Steve grazie a Stella, i membri del team ruberanno i lingotti d’oro e li trasporteranno via utilizzando delle Mini Cooper modificate. Il tutto mentre il traffico della città viene abilmente manovrato da Lyle, intrufolatosi nel sistema di gestione dei semafori.
Il gioco segue fedelmente il film, limitandosi alle sezioni di guida ma arricchendo la trama di sezioni inedite di inseguimento.
Nella modalità Storia, infatti, i vari stage vengono scanditi a seconda delle fasi del film, e ogni livello si divide spesso in tre parti separate, ognuna con un obiettivo da raggiungere. Ci sono poi altre modalità “accessorie” (corsa per uno o due giocatori, corsa a tempo, giro libero e via dicendo) che vi permettono di guidare ognuno dei veicoli apparsi nel film e utilizzati nella modalità Storia, sbloccando i mezzi man mano che si procede nella modalità principale.
Completare il gioco vi permette anche di accedere agli extra: disegni preparatori, foto, ecc. dedicati allo sviluppo di The Italian Job.