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Wanted: Dead, la recensione di un action che guardando al passato ci rimane inchiodato sopra

La recensione di Wanted: Dead, un action in terza persona che guarda al passato, ma finisce per non riuscire a parlare al presente.

Wanted: Dead, la recensione di un action che guardando al passato ci rimane inchiodato sopra
RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   14/02/2023

Hannah Stone è il tenente di una squadra speciale della polizia di una Hong Kong cyberpunk in preda alla dittatura e alla corruzione. È una donna forte, determinata, in alcuni momenti estremamente sensibile, in altri spietata, che nasconde un passato turbolento che emergerà nel corso del gioco. Amatissima dai suoi uomini, finirà in mezzo a una enorme cospirazione che la porterà a seguire una lunga scia di sangue e potere per arrivare fino al cuore del male.

Quando abbiamo saputo che un gruppo di esuli di Team Ninja stava realizzando un clone di Ninja Gaiden un po' ci abbiamo creduto. In fondo i trailer parlavano di combattimento tecnico, di alta difficoltà, di cinquanta mosse finali, di scontri che mescolano armi corpo a corpo con armi da fuoco, andando a solleticare non poco la nostra voglia di rivivere certe esperienze. Purtroppo, come leggerete nella recensione di Wanted: Dead, i sogni si sono infranti sullo scoglio della realtà.

Narrazione

La vita quotidiana è parte della storia di Wanted: Dead
La vita quotidiana è parte della storia di Wanted: Dead

Partiamo dalla parte migliore di Wanted: Dead, quella narrativa. La storia, che abbiamo già illustrato a grandi linee, non è particolarmente originale, ma viene raccontata in modo interessante, alternando il progredire della trama vera e propria a dei momenti di vita quotidiana di Stone e dell'Unità Zombie (questo il nome della sua squadra), con tanto folklore ma anche un certo gusto per la descrizione che non ci è dispiaciuto e, anzi, ha sorretto l'intera esperienza. Vediamo così i nostri sedere in un locale e parlare delle missioni e delle loro vite, sentiamo un personaggio raccontare delle barzellette sboccate infastidendo gli altri, assistiamo a gare di karaoke, a grosse mangiate a base di piatti tradizionali, a docce rinfrancanti (che tradiscono un po' di voyeurismo) e ad altre attività che finiscono per connotare l'intera esperienza, traghettandola in una certa direzione, e che entrano in un rapporto quasi speculativo con i momenti più drammatici, come i flashback della vita di Stone o alcune svolte narrative.

Ci sono anche le barzellette sboccate in Wanted: Dead
Ci sono anche le barzellette sboccate in Wanted: Dead

Certo, alcune scelte finiscono per essere abbastanza prevedibili, ma è lo sguardo sulla storia a risultare particolarmente interessante, perché tenta di fare una panoramica più ampia sui personaggi e le vicende che stanno vivendo, pur senza diventare mai opprimente. In questa chiave vanno letti anche i brevi dialoghi con molti personaggi non giocanti, in particolare i colleghi generici di Stone che popolano la stazione di polizia (funge da area di raccordo tra le missioni), le cui parole fanno ad esempio comprendere alcuni dettagli interessanti, come il disprezzo degli altri poliziotti per l'Unità Zombie, l'esistenza di rapporti tra i personaggi che altrimenti sarebbero rimasti sullo sfondo, o proprio taciuti e alcune dinamiche di potere che si riveleranno importanti nelle fasi avanzate del gioco. Non aspettatevi Tolstoj, questo no, ma almeno emerge una direzione precisa di quanto gli sviluppatori vogliono provare a raccontare. Peccato che non valga troppo la pena di seguire il racconto, visti tutti gli altri enormi problemi di Wanted: Dead a partire dal sistema di combattimento.

Il sistema di combattimento

Stone finirà spesso ricoperta di sangue
Stone finirà spesso ricoperta di sangue

Il sistema di combattimento è terribilmente sporco, quando non proprio rozzo. Considerando che è il fulcro dell'esperienza (i livelli sono linearissimi e non c'è praticamente da esplorare), capirete che è un problema bello grosso. Stone si prodiga in combo dall'esecuzione velocissima che uniscono fendenti con la spada e colpi con la pistola, quando non utilizza la sua arma come in uno sparatutto in terza persona. L'alternanza di combattimenti corpo a corpo con momenti da sparatutto dovrebbe essere il punto di forza del gioco e, in realtà, quando funziona produce delle situazioni interessanti, tra corpi smembrati e sangue che schizza ovunque rivestendo la nostra poliziotta e i suoi compagni di rosso. Purtroppo non funziona spessissimo. Intanto chiariamo subito che di tecnico il combattimento ha molto poco: le combo sono limitate e si tende a utilizzarne sempre una per l'intero gioco, perché più efficace delle altre. L'intelligenza artificiale dei nemici li porta da una parte a fare mucchio intorno a Stone, attaccando con una certa timidezza, dall'altra ad adoperare delle tattiche dalla distanza decisamente discutibili, tanto che in alcuni scontri appaiono erratici, più che coordinati.

Il più grande nemico di Stone è la telecamera di gioco
Il più grande nemico di Stone è la telecamera di gioco

Eppure Wanted: Dead è un gioco impegnativo, a volte fin troppo visti i presupposti. Come ci riesce? La risposta veloce è: puntando alla frustrazione del giocatore con dei picchi di difficoltà improvvisi, dovuti spesso ai suoi problemi più grossi, più che a delle scelte di design. Parliamo ad esempio della folle implementazione della telecamera, che in alcuni casi non riesce proprio a seguire l'azione, in altri inquadra oggetti dello scenario coprendo l'azione stessa (sarà per questo che i livelli sono spesso molto spogli? Ne riparleremo dopo) e la cui gestione è domandata quasi completamente al giocatore; oppure parliamo della mancanza di indicatori di sorta sulla provenienza di attacchi dal fuori campo, in parte compensata dalla distanza dell'inquadratura della schiena di Stone, ma micidiale quando si devono evitare i proiettili andando in cerca di qualche copertura (solo le granate vengono segnalate e non sempre con la giusta accuratezza). Ma ancora: manca la possibilità di agganciare i nemici, una scelta davvero incomprensibile che in alcuni casi costringe a fare delle vere e proprie giravolte per tenere d'occhio la scena, soprattutto in presenza di avversari molto veloci (vedere ad esempio il primo boss). Stone di suo ha delle abilità sbloccabili, divise in tre alberi (attacco, difesa, supporto), che le danno ad esempio delle combo più lunghe, ne migliorano la resistenza ai danni e aggiungono le granate. In generale sono determinanti per andare avanti, ma in linea di massima sono pochine e si tende quindi a uniformare le scelte, che comunque non comportano cambiamenti sostanziali al combattimento o al gameplay.

Capirete quindi che siamo ad anni luce di distanza dal pianeta Bayonetta, ma anche dagli stessi Ninja Gaiden. Per inciso, qui più che danzare combattendo contro i nemici sembra di lottare contro i sistemi di gioco. Facciamo un paio di esempi concretissimi: nel terzo livello ci si ritrova a fuggire sui tetti di un palazzo dove si incontrano un paio di bestioni corazzati messi uno di seguito all'altro. Ora: l'area di combattimento è molto stretta e favorisce i nemici in ogni possibile modo, visto che sono armati pesantemente dalla distanza e, volendo, possono caricare Stone con dei letali attacchi corpo a corpo difficilmente schivabili. Considerate che in Wanted: Dead le armi da fuoco fanno molto meno male degli attacchi con armi bianche, tipo che un coltello può uccidere la protagonista con un paio di colpi, lì dove una mitragliatrice ha bisogno di diverse scariche per ottenere lo stesso risultato. Detto questo, schivare i due colossi non è solo difficile, ma è un vero strazio, visto che spesso si viene ingannati dalla telecamera sulla direzione della schivata, finendo ovviamente per essere colpiti perché il personaggio si sposta in una direzione diversa da quella che pensavamo di avere indicato con il controller. Parare non è un'opzione facilmente praticabile, perché i colossi sono in grado di rompere immediatamente la difesa. Se a questo aggiungiamo le collisioni non proprio perfette e alcune scelte irritanti del design, come quella di permette ai nemici dei cambiamenti improvvisi di traiettoria mentre eseguono i loro attacchi, diventa difficile non tanto andare avanti, quanto non disinstallare completamente il gioco in preda alla sensazione che solo la fortuna potrà aiutarci ad arrivare alla fine, oltretutto dopo aver quasi completamente attraversato un livello complessivamente molto facile (più di quelli precedenti, per farvi capire quanto alcune cose siano tarate male).

Le animazioni di morte sono gustose, ma a volte funzionano male
Le animazioni di morte sono gustose, ma a volte funzionano male

Il secondo esempio è invece di segno completamente contrario e riguarda un boss (se non volete anticipazioni passate subito a leggere il paragrafo successivo). Lo scontro inizia con Stone che deve vedersela con alcuni operai sintetici riottosi forniti di armi corpo a corpo, mentre il boss bombarda il campo di battaglia con degli esplosivi. Dopo aver ucciso alcuni dei nemici però, entra direttamente in campo e inizia ad attaccarci in mischia, usando la sua arma da fuoco quando ci allontaniamo. Fin qui tutto funziona abbastanza bene: la sfida è elevata e il boss sembra avere degli schemi d'attacco decenti. Certo, c'è il problema della telecamera da gestire a mano, ma quello è spalmato per tutto il gioco, quindi ci si fa poco caso. Comunque sia, dopo alcuni tentativi fallimentari riusciamo a togliergli metà della salute facendo iniziare la terribile fase tre. Il boss è furioso, getta la sua arma da fuoco a terra e... diventa scemo, rimanendo sulla distanza per provare a caricarci di tanto in tanto con degli attacchi facilmente schivabili. Basta sparargli con la pistola tenendolo a distanza e il gioco è fatto. Quella che avrebbe dovuto essere la fase più difficile si è rivelata una passeggiata di salute, che siamo addirittura riusciti a superare al primo tentativo.

In Wanted: Dead ci sono anche dei gatti, ovviamente
In Wanted: Dead ci sono anche dei gatti, ovviamente

Comunque sia i problemi del sistema di combattimento di Wanted: Dead non finiscono qui. Possiamo infatti aggiungerci la ripetitività dei nemici comuni, praticamente tutti uguali negli schemi d'attacco per l'intera partita, i numerosi bug, tra animazioni perse, nemici che finiscono bloccati dietro ai muri (è successo anche con il primo boss, per dire), compenetrazioni e quant'altro e alcune scelte nella progressione abbastanza discutibili. Da notare che per l'intero gioco avremo dei compagni in tutte le missioni, la cui funzione è più che altro quella di disturbo perché, pur armati di tutto punto, fanno pochissimi danni. Vero è che sono immortali e che quindi li si vede tutto il tempo beccarsi pallottole, bombe e martellate senza battere ciglio.

Una citazione a parte merita la sega elettrica. Teoricamente è un'arma speciale pensata per creare delle sequenze particolarmente splatter, visto che usandola Stone può fare a pezzi uno o più nemici in un colpo solo. In linea di massima funziona, ma anche qui la mancanza di rifiniture si fa sentire. Quando si va a segno con la sega elettrica parte infatti un'animazione che non è interrompibile e che rende Stone inerme contro i potenziali attacchi provenienti da fuori campo che non si è riusciti a prevenire per la già citata mancanza di indicatori. In ultima analisi usare un'arma pensata per fare massacri scriteriati può rivelarli pericolosissimo, perché il sistema di gioco non permette di tenere d'occhio l'intera scena o non ci rende completamente immortali durante le animazioni di smembramento.

Quando è il sistema di gioco a essere un problema, c'è poco da fare...
Quando è il sistema di gioco a essere un problema, c'è poco da fare...

Detto questo, l'impietosa descrizione nasconde anche un potenziale che paradossalmente Wanted: Dead riesce a esprimere quando fallisce nell'essere un gioco difficile e diventa un massacro senza senso, come ad esempio avviene nel terzo livello dove i primi nemici sono numerosi e molto deboli ed è un piacere mieterli senza sosta facendo combo a caso. Proprio la sensazione di onnipotenza che questi momenti trasmettono è quella che spinge ad andare avanti nonostante tutti gli altri problemi, al punto che viene da chiedersi come sia stata pensata l'esperienza, visto che sostanzialmente risulta più riuscita lì dove fallisce i suoi obiettivi dichiarati. Tutto sa terribilmente di poco rifinito, quando non proprio di abbozzato.

I minigiochi e le attività secondarie

Alcuni elementi estemporanei sono simpatici
Alcuni elementi estemporanei sono simpatici

Come accennato, i livelli di Wanted: Dead sono divisi da fasi interattive ambientate per la gran parte nella stazione di polizia. Stone dialoga con gli altri personaggi, ha dei flashback rivelatori sul suo passato, si fa la doccia, va in giro per la stazione di polizia a caccia di documenti da leggere e svolge delle attività secondarie, leggasi dei minigiochi, alcuni riusciti, altri molto meno. Il migliore del mucchio è sicuramente Space Runaway, un vero e proprio sparatutto classico arcade completo che si gioca interagendo con un coin op.

Space Runaway è il migliore tra i mini giochi e vale la pena di provarlo anche fuori da Wanted: Dead
Space Runaway è il migliore tra i mini giochi e vale la pena di provarlo anche fuori da Wanted: Dead

Volendo potete scaricarlo anche esternamente a Wanted: Dead (fatelo perché ne vale la pena). Oltre a questo ci sono due macchinette con dei ganci, che consentono di raccogliere qualche trofeo e un po' di esperienza, e c'è un gioco ritmico alla Guitar Hero, francamente irritante, spalmato su delle mangiate al ristorante o su delle gare di Karaoke. Cos'ha che non va? Diciamo che, nemmeno a dirlo, manca di rifiniture e che mette subito il giocatore di fronte a una sfida elevatissima, fatta di sequenze di tasti da premere davvero incalzanti e complicate. Vero è che vincere è facoltativo, ma così è quasi uno schiaffo in faccia al giocatore e non capiamo come chi non conosca a menadito il genere possa trovare un'esperienza così, che dovrebbe essere un simpatico intermezzo, in qualche modo emozionante o interessante.

Si mangia anche in Wanted: Dead
Si mangia anche in Wanted: Dead

Per il resto, anche le altre interazioni nella stazione di polizia hanno alcune criticità. Ad esempio va bene la presenza dei già citati documenti da leggere per sapere qualcosa di più sullo scenario e sui personaggi, ma dover ogni volta girare per tutta la stazione per trovarli è abbastanza fastidioso, anche perché è divisa su quattro piani e non è proprio piccolissima. Inoltre manca qualsiasi strumento di gestione della progressione. Ad esempio non ci sono miglioramenti per le armi acquistabili (vengono dati dal gioco in automatico nei punti di salvataggio in un ordine fissato dai designer), non ci sono compiti accessori, non c'è niente di niente, a parte una stanza di allenamento. Poco male in realtà, visto che Soleil ha da subito detto che sarebbe stato un action ispirato a giochi simili della sesta generazione di console, ma a questo punto viene da chiedersi perché perdere tempo a costruire un ambiente così grosso se poi non ci si può fare quasi nulla di significativo.

Lato tecnico

Alcuni modelli 3D sono bellini, ma gli ambienti sono molto spogli
Alcuni modelli 3D sono bellini, ma gli ambienti sono molto spogli

La parte tecnica è la ciliegina sulla torta di Wanted: Dead, la classica fiera del vorrei ma non posso. In che senso? Ad esempio abbiamo alcuni modelli scansionati in alta risoluzione, come quello di Stefanie Joosten (la Quiet di Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, qui Gunsmith, un'appassionata di armi e di gatti), ma dotati di poche animazioni, che vanno a pesare in particolare sulle numerose scene di intermezzo, con personaggi dall'espressività di un tofu fritto e movenze da marionette. La mancanza di risorse in tal senso è evidente quando partono le sequenze in stile anime, che sono infinitamente migliori di quelle in computer grafica, per resa complessiva, creando un contrasto non proprio positivo con il resto.

Le animazioni in gioco sono migliori di quelle dei filmati
Le animazioni in gioco sono migliori di quelle dei filmati

A livello di animazioni, in gioco le cose vanno un po' meglio, anche perché le sequenze filmate diventano più rade e si uccide parecchio (alcune mosse finali sono decisamente gustose... quando le animazioni non vanno per i Campi Elisi a causa di bug e glitch assortiti), peccato però per gli ambienti davvero spogli, che non vengono graziati dai vari effetti delle moderne schede video e peccato anche per i feedback dei colpi, fin troppo scivolosi in alcuni casi, quasi che la spada di Stone fendesse l'aria più che i corpi dei nemici. Non essendo una grossa produzione alcune mancanze sarebbero anche perdonabili, se non fosse che, con un certo masochismo, proprio gli sviluppatori stessi hanno scelto di puntare su elementi che le mettono in risalto. Sicuramente migliore la colonna sonora, fatta di brani d'effetto che accompagnano bene l'azione e di suoni generalmente azzeccati. Peccato, anche qui, per qualche urlo di troppo e per una ripetitività eccessiva nelle frasi pronunciate dai nostri compagni di avventura. Evidentemente anche loro volevano essere altrove.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo 58,99 €
Multiplayer.it
4.5
Lettori (16)
7.0
Il tuo voto

In ultima analisi, Wanted: Dead appare un gioco francamente trascurabile, che ha come unico motivo di interesse il lato narrativo (ma senza brillare particolarmente). Quest'ultimo riesce a sollevare dei temi interessanti, ma viene affossato da una serie di problemi su cui non è possibile sorvolare. Peccato, perché quando lo abbiamo avviato per la prima volta speravamo davvero di trovarci di fronte a un emulo moderno di Ninja Gaiden, ma mentre giocavamo abbiamo finito solo per desiderare con sempre maggiore intensità di arrivare il prima possibile alla fine per poter usare la funzione disinstalla e dimenticarlo.

PRO

  • Stone è una protagonista carismatica e interessante
  • Il lato narrativo funziona, soprattutto nei suoi elementi meno convenzionali
  • Quando si compiono massacri indiscriminati ha anche il suo perché
  • Space Runaway

CONTRO

  • Il sistema di combattimento ha più falle del Titanic
  • La gestione della telecamera
  • Il mini gioco ritmico è da brividi
  • Picchi di difficoltà improvvisi dovuti alle mancanze del sistema di gioco
  • Effettivamente dal punto di vista tecnico sembra un gioco di sesta generazione