Wild Earth: African Safari - Recensione  0

Se il vostro sogno è sempre stato quello di fotografare animali selvaggi in una natura incontaminata, con Wild Earth: African Safari potrete finalmente iniziare a "scattare"!

RECENSIONE di Andrea Franzone —   25/11/2008

Siete nel famosissimo parco naturale del Serengeti. La pioggia scende copiosa dal cielo, i lampi illuminano le praterie e le iene sono a caccia di gnu. Mentre una zebra pascola paciosa nell’erba secca, un elefante sradica un albero e un ippopotamo si fa pulire i denti da un uccellino, ci accorgiamo stupiti che, silenzioso, un enorme leone ci sta divorando la zuppa di carne che prima stava cuocendo sul fuoco… Che bella l’Africa!

Ci son due coccodrilli...

Chi non conosce Quark, SuperQuark, Passaggio a nord ovest o uno qualsiasi dei programmi condotti dalla dinamicissima Famiglia Angela? Che davanti alle telecamere ci sia l’arzillo Piero o l’ingessato Alberto il succo non cambia: una buona parte della trasmissione è riempita con un più o meno interessante documentario naturalistico. Questo nella stragrande maggioranza dei casi è ambientato in Africa e più specificatamente proprio nel sopraccitato parco del Serengeti. Va da se, quindi, che ormai tutti quanti, dopo un bombardamento ventennale, conosciamo meglio come vive un branco di leoni africani piuttosto che un gregge di pecore o una mandria di mucche nostrane… Ovviamente il fascino dell’esotico, e un certo ritorno al primordiale, rendono più interessanti gazzelle e avvoltoi, e proprio su questo fascino si vuole costruire questo gioco. Non dovrebbe essere divertente realizzare uno di quei documentari? Appostarsi silenziosi controvento ed assistere alla migrazione degli gnu, all’assalto potente dei coccodrilli presso al guado, alle leonesse che affondano le zanne in una vecchia gazzella ormai stanca? Tutto, ovviamente, continuando a scattare foto sapientemente guidati da due attente e istruite guide –no, non sono Piero e Alberto!- pronte a spiegarci nei minimi dettagli il perché e il per come di certi comportamenti che si ripetono da migliaia di anni.

Non dovrebbe essere divertente realizzare uno di quei documentari?

... ed un orangotango...

Oltre che ludico quindi Wild Earth, African Safari ha anche un evidente carattere didattico, volendosi in parte sostituire, o almeno rendere alternativo, proprio al tradizionale filmato. Eccoci quindi armati di macchina fotografica e perfettamente liberi di muoverci lungo gli enormi “livelli” che formano vette alpine, praterie, colline, foreste, crateri di vulcani spenti e laghi e fiumi. In ognuno di questi abbiamo svariati attimi da documentare e raccogliere immortalandoli su pellicola. Terminato il viaggio guidato, viene redatto un articolo che spiega le foto che abbiamo scattato e fornisce ulteriori informazioni sul magico mondo africano. Al termine di ognuna delle undici ambientazioni viene sbloccato un minigioco che sfrutta le ormai note caratteristiche dei controlli Wii. Questi sfruttano gli animali e le ambientazioni scoperte durante il safari e spaziano dal far volare un Condor in alcuni anelli sbattendo “le ali” al dover lavare una mandria di animali a colpi di acqua spruzzata dalla proboscide di un elefante. Le foto che reputiamo più belle si possono salvare in un apposito album che possiamo riguardare in qualsiasi momento. Si può anche affrontare una modalità cooperativa dove ogni giocatore può scattare una foto della stessa azione in modo da poter poi confrontare il risultato e decidere chi è il miglior fotografo. Quello che completamente manca all’interno del gioco è la componente sfida. Non viene infatti indicato nessun giudizio, commento o appunto sulle nostre azioni e l’unico indicatore a schermo da tenere d’occhio è quello del nostro “impatto ambientale”. Questa barra, che parte dal verde per arrivare al rosso, indica quanto stiamo disturbando la fauna locale. Se ci avviciniamo troppo ad uno gnu, oltre a vibrare il telecomando e a comparire una vistosa freccia rossa a schermo, si sposta la barra verso il rosso e al riempimento si deve ricominciare la missione.

...due piccoli serpenti...

Se le premesse possono essere allettanti e magari possono far pensare ad un piacevole diversivo, purtroppo il titolo si scontra con una realizzazione ed una serie di difetti che ne minano pesantemente la fruizione. Innanzitutto ci troviamo sempre con un ritmo fin troppo lento che non permette mai di appassionare lo spettatore. Quello che succede a schermo è troppo poco per riuscire a divertire nei soli panni degli osservatori. Inoltre tutto viene fin troppo guidato, gli obiettivi da raggiungere vengono segnati a schermo un attimo prima che i fatti accadano e questo non fa che eliminare ulteriormente l’effetto sorpresa. La sequenza tipica è “facocero che combatte” e si vede un facocero che si avvicina ad un altro e iniziano a azzuffarsi, foto,“facocero che indietreggia” e si vede il facocero che scappa, foto, e così via. Gli obiettivi secondari sono altrettanto guidati. In un ambiente enorme ed in teoria liberamente esplorabile ci si trova a dover per forza seguire una strada predeterminata addirittura richiamati da un utile, ma invadente, segnalatore di direzione per il prossimo evento. Tutto questo sarebbe mitigato se ci fosse proposto un mondo pulsante di vita e denso di dettagli. Purtroppo però non è proprio questo il caso. Il più delle volte si ha l'impressione di trovarsi davanti ad un Nintendo 64 a 16/9 in 480p! Texture appena sufficienti, costruzioni poligonali ridotte al minimo ed una realizzazione approssimativa di animali e piante non sono un bell’incentivo ad andare avanti. L’erba che compare a pochi centimetri dal naso, ambienti con pochissimi poligoni e animazioni povere e alcune volte persino ridicole completano l’opera. I minigiochi non sono da meglio, anzi sono di quanto di più noioso e mal realizzato si possa vedere. Si salvano le carinissime musiche “afro new-age” purtroppo accompagnate da effetti sonori ridicoli e da un parlato da “lezione d’inglese” atono e privo di mordente.

Commento

Veramente un peccato che un idea intrigante e piena di potenziale sia stata realizzata in maniera tanto approssimativa e con poco mordente. Il più delle volte, invece di essere protagonisti e realizzatori di un documentario fotografico, ci si ritrova annoiati spettatori di eventi già visti, molto meglio, decine di volte. La mancanza di sfida in questo contesto prende il sopravvento e affossa definitivamente il gioco. La realizzazione tecnica non aiuta di certo essendo alquanto approssimativa. L’unico aspetto positivo che potrebbe avere questo titolo è quello di poter far diventare più interessante, attraverso un videogioco, la natura africana ai più piccoli, ma siamo proprio convinti che non basti seguirli mentre sono in onda le trasmissioni citate ad inizio articolo?

Pro

  • Accurato e serioso nella parte didattica
  • Rilassante
  • Ambienti molto vasti
Contro
  • Realizzazione tecnica generale
  • Troppo povero di azioni e dettagli
  • Brutti i minigiochi